I reni, filtri dell'organismo

I reni filtri dell'organismo 


Caratterizzati dalla tipica forma “a fagiolo”, i reni hanno dimensioni variabili in base alla specie e di fatto costituiscono l’apparato urinario dei nostri animali insieme agli ureteri (due tubicini che, originando dai reni, convogliano l’urina fino alla vescica formando il cosiddetto trigono vescicale), alla vescica (organo che raccoglie l’urina) e all’uretra (condotto che dalla vescica trasporta l’urina all’esterno).

Recupero acqua
I reni sono formati da uno strato più esterno – detto corticale – e da una parte interna che prende il nome di midollare; l’unità funzionale del rene è il nefrone. Il nefrone ha il compito di formare l’urina attraverso un delicato meccanismo di rilascio e recupero di acqua, di elettroliti (in particolar modo sodio e cloro) e di altre sostanze come il glucosio. I processi fondamentali che portano alla formazione di urina sono tre: la filtrazione, che avviene a livello glomerulare e “blocca” gli eritrociti e gli altri elementi corpuscolati del sangue; il riassorbimento, che permette il recupero di sostanze poi riportate nei capillari sanguigni, e infine la secrezione. 

In presenza di un’insufficienza renale acuta, il potassio tende ad aumentare, evenienza che non si verifica nella forma cronica della patologia; il fosforo, invece, in presenza di insufficienza renale cronica, può subire un innalzamento.

Filtri efficienti
Il liquido che si viene a formare mediante tutti questi processi è l’urina e, con il termine di escrezione, è indicata l’eliminazione di una sostanza attraverso questa. I reni sono quindi veri e propri depuratori dell’organismo poiché si comportano come filtri in grado di consentire il passaggio di sostanze piccole e non utili all’organismo, che vengono pertanto scartate, di bloccare quelle più grosse e più importanti come le proteine recuperando, al tempo stesso, la maggior quantità possibile di acqua.
Se qualcosa non va
Da un punto di vista clinico è molto importante verificare la normale funzionalità del rene e ciò, in particolare, in animali di una certa età o che presentano una particolare sintomatologia che, nella maggior parte dei casi, può manifestarsi in una maggiore urinazione (poliuria) e una maggiore assunzione di acqua (polidipsia). I reni, infatti, possono andare incontro ad una patologia molto grave definita “insufficienza renale” che viene distinta in “acuta” e “cronica” in base alla durata del processo patologico. La prima (quella acuta) è grave, a insorgenza improvvisa e tende a durare per un periodo limitato; la seconda (quella cronica), invece, ha insorgenza graduale ed è destinata a protrarsi nel tempo, risultando una patologia tipica degli animali anziani.

La presenza di proteine nelle urine (proteinuria) non è indicativa di una patologia renale, soprattutto quando questa non è accompagnata da un abbassamento del peso specifico.

La giusta concentrazione
Nel caso in cui non funzioni più fisiologicamente, il rene non sarà più in grado di concentrare le urine e, quindi, l’animale presenterà la tendenza a urinare con maggior frequenza nel corso della giornata. Come conseguenza, per sopperire alla maggiore perdita di acqua, l’animale dovrà bere molto di più rispetto a quando il suo rene funzionava correttamente. Un primo approccio a un animale che presenta tale sintomatologia sarà sicuramente un’analisi delle urine e, in particolar modo, sarà importante verificarne il peso specifico, indicativo del loro stato di concentrazione. Un rene in grado di riassorbire acqua correttamente formerà delle urine molto concentrate (poca acqua e tanti cataboliti), con un peso specifico intorno ai 1020-1030 nel cane e 1030-1040 nel gatto; un rene che non è in grado di recuperare acqua in modo corretto produrrà urine molto diluite con un peso specifico al di sotto dei 1015.
Capacità filtrante
Un secondo parametro da tenere in considerazione nell’analisi delle urine è, poi, la presenza di proteine e il loro rapporto con la creatinina urinaria: un rene che non funziona correttamente e definibile come “patologico” avrà un “filtro” non più in grado di bloccare le proteine che, quindi, si ritroveranno nelle urine e che, se presenti in determinate concentrazioni, potranno andare a modificare anche il rapporto proteine/creatinina urinaria che diventerà positivo al nostro esame. In caso di sospetto di patologia renale sarà importante eseguire anche un esame del sangue in cui vengono monitorati principalmente due parametri: urea e creatinina (indici della funzionalità renale).
Campanelli d’allarme
L’urea indica principalmente la presenza di cataboliti azotati nel sangue (azotemia) che in condizioni fisiologiche ha un range intorno ai 20-65 mg/dl; la creatinina presenta valori normali intorno allo 0.6-1.8 mg/dl. Un innalzamento di uno solo di questi parametri (normalmente l’urea) rappresenta un campanello di allarme da valutarsi sempre con grande attenzione all’interno dell’anamnesi e della sintomatologia dell’animale. Un rialzo di entrambi i parametri, al contrario, sarà fortemente indicativo di una patologia renale in atto, da trattarsi prontamente in base alla sua gravità, anche in ragione del fatto che un’insufficienza renale molto grave può essere causa di morte sia nel cane sia nel gatto soprattutto quando si manifesta in animali anziani (evento particolarmente frequente soprattutto nei felini) o nelle forme iperacute.

I reni sono più piccoli nel gatto e di dimensioni più rilevanti nel cane (in particolar modo nelle razze più grandi).

Fosforo e potassio
All’occorrenza, un’analisi del sangue più completa potrà comprendere anche il potassio e il fosforo. In presenza di un’insufficienza renale acuta, il potassio tende ad aumentare, evenienza che non si verifica nella forma cronica della patologia; il fosforo, invece, in presenza di insufficienza renale cronica, può subire un innalzamento: dato, questo, che può essere utile per privilegiare un certo tipo di fluidoterapia con assenza di fosforo rispetto a quella tradizionale in cui il fosforo è invece presente. In definitiva, per la salute dei cani e dei gatti, è molto importante che questi vengano sottoposti ad una visita veterinaria finalizzata a controllare lo stato dei reni in particolar modo quando gli animali sono anziani o quando presentano una particolare sintomatologia che può essere indicativa di uno stato renale alterato o compromesso.

I reni sono organi parenchimatosi che risiedono nella cavità addominale, per l’esattezza nello spazio retroperitoneale, e si definiscono organi pari in quanto si trovano, rispettivamente, a destra ed a sinistra della linea mediana (quella linea immaginaria che, partendo dalla testa, arriva alla coda dell’animale lungo la colonna vertebrale, dividendo lo stesso in due parti uguali) ma non sono perfettamente simmetrici in quanto quello di destra è leggermente spostato più cranialmente (cioè verso la testa) rispetto a quello di sinistra.