I loro gusti musicali



Hanno i loro gusti musicali. Come noi. Amano ad esempio il pianoforte, perché infonde calma e serenità. Ricercano i suoni riprodotti della natura perché rilassano e cullano. La musica adotta un linguaggio universale per parlare dritto al cuore, per far vibrare le corde dell’anima. Come non credere, dunque, che anche i nostri amici pet possano essere suggestionati da melodie dolci o vivaci?



Alcuni studi, hanno verificato che la diffusione di musica classica nelle stalle incrementi la produzione di latte. Di questi tempi, poi, non poteva mancare la collana di musica anti-stress scritta appositamente per cani e gatti, disponibile anche come applicazione da scaricare per l’iPhone.

Curiosità a parte, l’approccio alla “musicoterapia per animali da compagnia” è assai più scientifico, o meno folcloristico, di quanto si possa pensare. Sergio Canello, medico veterinario che studia le intolleranze alimentari e le manifestazioni da stress nel cane e nel gatto, sostiene dell’efficacia della musica come “terapia ambientale” che contribuisce al benessere psichico e fisico al punto di sperimentare sui cani musiche rilassanti di sua composizione.



“Ogni interazione tra proprietario e animale ha una valenza sociale – spiega Canello – Potremmo dire che il cane è portato dall’istinto a seguire con attenzione le attività che il proprietario-capobranco e i suoi familiari svolgono con evidente entusiasmo e piacere: fa parte del suo modo di capirci e di sentirsi integrato. Per questo motivo, quando facciamo partecipare il nostro amico ‘peloso’ all’ascolto delle melodie che ci danno più piacere, il cane recepisce la variazione positiva nell’atmosfera domestica, la fa diventare sua e ne trae beneficio.”

Addirittura, negli Stati Uniti già da qualche tempo è entrato nelle hit parade dei dischi più gettonati l’album “Through a dog’s ears”, (“Attraverso l’orecchio di un cane”): musiche pensate appositamente per ricreare un’atmosfera di armonia e che si adatta particolarmente all’ascolto di cani “ansiosi”. Le note dell’autore Joshua Leeds infondono tranquillità e gli effetti benefici sono stati clinicamente dimostrati.


Significativa è infatti la storia di Little Red, una femmina di Pitbull tornata a nuova vita grazie al costante ascolto – unito a una quotidiana dose di coccole – di musica per Fido.

La cagnolona soffriva di un costante stato di malessere e ansia dovuto a un’infanzia trascorsa legata con catene in un garage. L’adozione in una nuova famiglia e la “buona musica” hanno reso in poco tempo Little Red una femmina affettuosa e coccolona.


E per i gatti?

Sensibili e dall’orecchio estremamente raffinato, sono un pubblico esigente che non si accontenta della “musica per umani”. Alle loro orecchie pelose è infatti rivolto il progetto “Music for cats” a cura di un violoncellista americano, David Teie della National Symphony Orchestra.

Insieme allo psicologo Charles T. Snowden, dell’università del Wisconsin, ha realizzato una serie di brani dedicati al mondo felino. Ce n’è per tutte le età e umori. Si tratta di musica per giocare, cullarsi, emozionarsi.I brani “kitty ditties” si rivolgono ai cuccioli: ritmi rapidi stimolano l’interesse del micio in fase di gioco. Sfruttando i suoni che richiamano alle attività di allattamento, sono pensate le composizioni rilassanti delle “cats ballads”. Ancora, le “arie”, provocano gioia e dolore attraverso la riproduzione del suono delle fusa, simile al mugolio degli umani.



Anche i palinsesti si danno una regolata

Soprattutto sul web è un fiorire di tv e radio dedicate a cani e gatti… e ai loro proprietari. Una programmazione per far sentire in compagnia i nostri amici pet quando rimangono in casa soli, ma adatta anche agli umani, con scelte di canzoni e testi che si ispirano a buoni sentimenti. Il loro successo è tutto da verificare (per Fido e Micio, il telecomando rimane pur sempre un mistero) ma l’offerta non manca.


C’è ancora qualcosa da aspettarsi dal futuro?

 Certamente.

La prossima frontiera potrebbe essere addirittura la musica a ultrasuoni. Sempre secondo studi americani, ogni razza recepisce sonorità diverse e questo varrebbe soprattutto per i cani. I primi esperimenti sono in atto.

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