Cani sedentari ma in forma

Dott.ssa SABRINA DOMINIO – Medico Veterinario

Sedentari …MA IN FORMA!


Le lunghe giornate di lavoro, gli scarsi spazi verdi nei centri urbani e gli innumerevoli impegni di noi umani, molte volte limitano le uscite dei nostri amici pelosi a quattro passi lungo i viali o nel giardinetto sotto casa. I gatti spesso si vedono costretti ad abbandonare le loro abitudini di indomiti cacciatori per ritirarsi a vita più sedentaria tra le pareti domestiche. Questi cambiamenti di abitudini provocano nuove esigenze che, se non rispettate, possono dare ai nostri amici numerosi problemi comportamentali e di salute. Vediamo allora cosa possiamo fare dal punto di vista nutrizionale per permettere a un animale casalingo di condurre una vita sana e piacevole.

Figli del deserto

Il nostro gatto di casa discende da due principali antenati: il Felis lybica ed il Felis ornata, entrambi originari del deserto. Essi si nutrivano soprattutto di piccoli roditori e, visto il clima, avevano raramente la possibilità di bere.
Da essi il micio domestico ha ereditato l’abitudine di consumare tanti piccoli pasti giornalieri e la scarsa attitudine a bere. Se il cibo è lasciato sempre a sua disposizione, il gatto consuma circa 16 pasti al giorno, mangiando in media 8 grammi di mangime alla volta.
Il tempo che impiega ad alimentarsi è tuttavia molto breve: circa 15 minuti al giorno! Per quanto riguarda il bere, il gatto assume circa 120 ml d’acqua al giorno, suddivisi in 9-10 volte. Per soddisfare queste esigenze, è opportuno lasciare a sua disposizione per l’intera giornata una ciotola di crocchette corrispondente al dosaggio giornaliero e acqua fresca a volontà. Inoltre, potete somministrare due volte al giorno del cibo umido in paté o bocconcini.

Schemi fissi

Il cane, invece, deriva dal lupo e come tale è un animale sociale che vede nel pasto un momento rituale, oltre che l’occasione di nutrire il proprio organismo. A questo proposito la somministrazione della pappa deve seguire determinati standard e deve avvenire due volte al giorno, in orari e schemi abbastanza rigidi, impedendo all’animale di “spiluccare” in ogni momento della giornata.

 

Obesi
Gli animali d’appartamento, cani o gatti che siano, sono predisposti allo sviluppo di particolari problemi, primo tra tutti il peso eccessivo.
Il sovrappeso colpisce un gatto su tre e le cause che concorrono all’aumento di peso sono molteplici.
Innanzitutto, un gatto d’appartamento svolge una vita sedentaria, trascorrendo gran parte del suo tempo a dormire e consumando così pochissime energie.
La maggior parte dei gatti cittadini, inoltre, è sterilizzata e lo squilibrio ormonale che ne consegue comporta un’ulteriore diminuzione del fabbisogno energetico – circa l’ottanta per cento! – e un aumento dell’appetito.
Anche il cane ha lo stesso problema; l’obesità è infatti il problema clinico più frequente nella popolazione canina dei Paesi industrializzati e in Europa colpisce circa il 20% dei cani adulti.mLa sterilizzazione, nel cane, determina un rallentamento del metabolismo di circa il 25%, dovuto alla minore attività degli ormoni sessuali, a cui va associato un sensibile aumento dell’appetito. Contemporaneamente, essa comporta una modificazione del comportamento del cane, che diventa più sedentario. Ecco perché si consiglia di diminuire di circa il 30% l’apporto energetico giornaliero di un animale sterilizzato, rispetto a quello di un adulto in mantenimento.

Mangioni
Allo stesso tempo  il mercato del petfood propone mangimi sempre più appetibili e ricchi di energia, che spingono l’animale, specie nei momenti di noia e solitudine, ad assumere più calorie del necessario, e lo rendendono incapace di auto-regolarsi come succederebbe invece in natura. La situazione si complica se in casa ci sono altri animali, in quanto subentra lo spirito competitivo; il nostro beniamino è spinto a mangiare di più e più voracemente e concentra la sua attenzione sulla ricerca del cibo. E infine, non bisogna dimenticare il male peggiore: i proprietari, che compensano il senso di colpa di lasciare il loro amico peloso per molte ore solo rimpinzandolo di leccornie di ogni sorta!

Stare leggeri

Per far fronte a tutti questi problemi, le industrie mangimistiche hanno studiato dei prodotti specifici per l’animale sedentario, indicati dalla dicitura “light”. Questi mangimi presentano un minore apporto calorico rispetto ad un alimento per soggetti attivi e, in alcuni casi, vengono aggiunte sostanze in grado di favorire lo smaltimento dei grassi, come la L-carnitina, una sostanza simile ad un enzima che converte i grassi in energia per i muscoli. Questi alimenti vanno somministrati nei dosaggi indicati sulla confezione, mentre è assolutamente inutile lasciare la ciotola sempre piena. E’ come se un uomo in sovrappeso si facesse un’abbuffata di alimenti dietetici e pretendesse di dimagrire!

 

Palle di pelo
A differenza del cane, il gatto sedentario ha il problema dell’accumulo di boli di pelo, causato dal continuo leccamento del mantello. Questa attività aumenta nei soggetti d’appartamento, che passano il tempo toelettandosi continuamente. Pensate che un gatto d’appartamento dedica all’incirca il 30% del suo tempo da sveglio a questa occupazione! I motivi sono tanti. Innanzitutto, la temperatura e l’illuminazione in casa sono molto differenti da quelle naturali e questo stimola l’organismo del gatto ad una muta costante. In secondo luogo, il micio ingerisce i suoi peli per soddisfare l’esigenza d’assumere l’erba o il contenuto gastrico delle prede, che favoriscono il transito intestinale. Questo comportamento aiuta il gatto anche a regolare la temperatura corporea e a controllare lo stress.

In condizioni normali, il pelo ingerito viene eliminato tramite le feci; un gatto di 4 Kg elimina all’incirca 10 cm cubi di pelo tramite questa via. Quando l’ingestione di peli diventa eccessiva, essi si accumulano nell’apparato digerente del vostro micio, formando masse dure e compatte, chiamate tricobezoari dagli esperti, che il gatto espelle con fatica tramite il rigurgito. Nei casi più gravi, essi possono ostruire l’apparato digerente, con tutte le conseguenze che ne derivano.

Spazzolare

Per risolvere questo problema, può essere utile spazzolare con regolarità il gatto, specie se si tratta di soggetti a pelo lungo. Nel caso in cui il micio sia un po’ ribelle, si può ricorrere all’utilizzo di specifici prodotti in pasta, che vanno somministrati per bocca al gatto e lo aiutano ad espellere i boli di pelo attraverso le feci. I mangimi specifici per gatti di casa apportano delle speciali fibre vegetali, che mimano la funzione di queste paste. Si consigliano tenori di fibre compresi fra il 12 ed il 15%. Le fibre più utilizzate appartengono a tre diverse categorie, la cui efficacia è garantita solamente dal loro utilizzo sinergico. La cellulosa e le fibre non fermentescibili creano un effetto “zavorra”, lo psillium favorisce l’eliminazione delle feci in caso di stitichezza e la polpa di barbabietola ed i frutto-oligosaccaridi (FOS) assicurano l’equilibrio della flora intestinale.

Bevi che ti fa bene
I disturbi alle basse vie urinarie e i calcoli sono una patologia sempre più diffusa. Il gatto che vive in casa ne è maggiormente predisposto a causa del suo stile di vita sedentario e della sterilizzazione. Per ovviare a questo problema, i mangimi specifici per questi soggetti presentano livelli ridotti di quei sali minerali coinvolti nella formazione del calcolo e permettono di tenere sotto controllo il pH urinario. Per diluire le urine e impedire la precipitazione di calcoli, mettete il gatto nelle condizioni di bere il più possibile, distribuendo diverse ciotole colme d’acqua fresca e pulita nei locali frequentati dal micio. Gli ultimi studi in materia hanno dimostrato l’efficacia dei mangimi ad aumentato tenore di sodio, che stimola l’animale a bere di più, permettendo la formazione di un’urina più diluita, in cui i calcoli stentano a precipitare e favorendo l’eliminazione più frequente dell’urina, che quindi ristagna meno in vescica.

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