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False leggende sulle tartarughe

 

Le tartarughe, sia d’acqua sia di terra, sono tra i pet più amati. Ma siamo sicuri di conoscerle bene? Ecco alcuni "miti da sfatare”

 

A cura della Dott.ssa Marta Avanzi - Medico Veterinario

Castelfranco Veneto (TV) - www.avanzimorivet.it

  

 

Le tartarughine sono pet adatti ai bambini piccoli

Le tartarughine non sono assolutamente consigliabili ai bambini piccoli, poiché sono animali molto vulnerabili e per la loro natura schiva non apprezzano affatto le attenzioni degli umani, che vedono come possibili predatori. Inoltre, come tutti i rettili, in molti casi sono portatrici di un batterio potenzialmente pericoloso, la salmonella, che i bambini possono facilmente contrarre se, dopo aver toccato le tartarughe o l’acqua della loro vasca, non si lavano con cura le mani.

 

Le tartarughine vendute nei negozi non crescono perché sono già adulte

In realtà si tratta di neonati, che possono raggiungere in pochi anni i 30 cm di lunghezza, se vivono abbastanza. Prima di comprare una tartarughina occorre quindi informarsi di che specie si tratta, quanto grande diventerà da adulta, quali sono le sue esigenze di allevamento e di alimentazione, di che spazi necessita, se può vivere bene all’aperto.

 

Tutte le tartarughe di terra vanno in letargo

Il letargo è una risposta adattativa dei rettili ai climi temperati per sopravvivere al freddo quando in inverno il calore del sole non è sufficiente a sostenere le attività metaboliche. Tra le tartarughe che vanno in letargo ci sono le nostre Testudo (T. hermanni e T. marginata in particolare), mentre i rettili dei climi tropicali, come Geochelone sulcata e G. pardalis, non vanno mai in letargo e devono vivere sempre al caldo (se lasciati fuori durante la stagione fredda morirebbero). La tartaruga russa, detta anche Testudo horsfieldii, sebbene vada in letargo, non sopporta il freddo umido di certe zone d’Italia, soprattutto il Nord.

 

Le tartarughe di terra mangiano qualunque cosa

Molti offrono alle tartarughe terrestri alimenti controindicati e dannosi come pasta, pane, carne e mozzarella, perché questi rettili ne sono ghiotti. In realtà le tartarughe terrestri sono strettamente erbivore e una dieta inadeguata causa gravi alterazioni dello scheletro, in particolare della corazza, e danni agli organi interni, come ad esempio il fegato, riducendo la loro aspettativa di vita da un secolo circa a pochi anni. Le tartarughe di terra vanno alimentate solo con erba e piante spontanee (tarassaco, piantaggine, trifoglio ecc.).

 

 


Una vaschetta di plastica è sufficiente per allevare le tartarughine acquatiche

In realtà, le esigenze di allevamento delle tartarughe acquatiche sono molto complesse: per vivere bene hanno bisogno di un ampio acquaterrario dotato di riscaldamento, filtri, termostato e di una zona emersa riscaldata e dotata di lampade speciali che producono radiazioni UVB. Tutto ciò richiede spazio, soldi e tempo per accudirle.

 

Le tartarughe d’acqua hanno tutte la stessa gestione

In realtà, ogni specie ha esigenze diverse per quanto riguarda habitat, temperatura, luce e alimentazione. Purtroppo, raramente il cliente che le acquista riceve informazioni dettagliate e affidabili sulle loro cure, e sicuramente una vaschetta di plastica e un barattolo di gamberetti secchi non sono sufficienti per farle sopravvivere. È importante ricercare tutte le informazioni sulle loro esigenze prima dell’acquisto, per sapere come farle vivere al meglio e se siamo effettivamente in grado di fornire loro l’ambiente adeguato.

 

Le tartarughe non hanno bisogno di cure veterinarie

Molti restano stupiti dal fatto che vi siano Medici Veterinari specializzati nella cura dei rettili, ma anche le tartarughe, come tutti gli altri animali, possono ammalarsi o ferirsi. Attendere che la tartaruga guarisca da sola spesso è sbagliato: se mostra segni di malessere, non mangia, ha gli occhi gonfi o uno scolo nasale o qualunque altro sintomo, è bene farla visitare senza indugio.

 

Quando la tartaruga d’acqua cresce troppo la si può liberare in un corso d’acqua

Questa è la fine che hanno fatto decine di migliaia di tartarughe, comprate da chi non sapeva a cosa andava incontro e rivelatesi troppo impegnative. È così che la comunissima tartaruga dalle orecchie rosse è finita per diventare una specie invasiva, a discapito di molte specie di fauna locale. Recentemente è stata vietata la sua commercializzazione ed è scattato l’obbligo di denunciarne il possesso al Ministero dell’Ambiente. Speriamo che questa formalità burocratica non si trasformi in un’altra "epidemia” di abbandoni, perché rimettere queste tartarughe in libertà è illegale, danneggia l’ambiente ed espone questi rettili a mille pericoli.





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