Le principali patologie della cavità nasale nel cane e nel gatto

cane e gatto che dormono insieme patologie nasali

Anche per i nostri amici a quattro zampe, un buon funzionamento del naso è fondamentale per avere una buona qualità di vita.

A cura del Dott. Diego ManCa Medico Veterinario

Quali sono le funzioni svolte dal naso?

Anche per i nostri amici a quattro zampe un corretto funzionamento del naso è fondamentale per garantire una buona qualità di vita.
Le principali funzioni che il naso svolge sono: l’umidificazione e il riscaldamento dell’aria inspirata, necessari a preservare le vie aeree inferiori dal freddo o dal secco eccessivo; il filtraggio che, evitando il passaggio di polvere, batteri, polline, intrappola tutto il materiale nel muco che poi sarà trasportato nell’orofaringe.

Osserviamo il naso

All’interno del naso si possono distinguere la cavità nasale e i seni paranasali. Un setto divide la cavità in due parti chiamate fosse nasali, ciascuna delle quali è suddivisa in quattro canali longitudinali maggiori, i meati e in altri più piccoli denominati turbinati; insieme occupano tutta la cavità nasale aumentandone la superficie; sono molto vascolarizzati e innervati.


La mucosa che ricopre questa zona del naso funziona quindi come barriera per gli agenti patogeni che infiltrandosi potrebbero determinare non solo irritazione, ma anche gravi danni.

Le malattie più diffuse

Un delicato equilibrio che può essere alterato dalle diverse patologie che interessano quest’area. Ecco di seguito una breve descrizione delle principali malattie che possono colpire la cavità nasale dei nostri beniamini.

Micosi nasale

Le cavità nasali sono un luogo ideale per la crescita e lo sviluppo di colonie micotiche visto che il calore, il buio e l’umidità favoriscono le condizioni ottimali per qualsiasi micete. I principali agenti eziologici che causano micosi intranasali nel cane e nel gatto sono l’Aspergillus fumigatus e il Cryptococcus neoformans.

L’Aspergillus fumigatus

L’Aspergillus è un micete presente nel terreno, sulle piante di casa, nei mobili e nelle suppellettili fatte con fibre vegetali, attorno alle gabbie degli uccelli e nella polvere domestica. L’Aspergillosi è la micosi nasale più frequente nel cane e, saltuariamente, è stata segnalata anche nel gatto.
Tale patologia spesso è associata alla presenza di corpi estranei endonasali, neoplasie e traumi.

Il micete penetra nell’organismo attraverso le cavità nasali per inalazione delle spore o perché veicolato da corpi estranei (es. vegetali); a seconda della carica infettante e del tempo di esposizione possono essere interessati anche i seni frontali e le porzioni più caudali dei turbinati.

L’Aspergillus produce sostanze in grado di distruggere i tessuti mucosali ed ossei sottostanti; Il sintomo più frequente è lo scolo nasale che si presenta prima monolaterale e poi bilaterale per distruzione del setto nasale; il materiale può uscire spontaneamente, o in seguito a starnuti, ed è di tipo catarrale-purulento, giallo-verdastro, denso e maleodorante, a volte con striature di sangue vivo.

Di solito, il soggetto colpito presenta respiro rumoroso a bocca aperta.
Con il progredire della malattia si osservano anoressia, abbattimento e scolo oculare per ostruzione del canale naso-lacrimale; al micete è associato anche un aumento di volume dei linfonodi, sottomandibolari e cervicali.

naso del gatto principali patologie nasali

Cryptococcus neoformans

Il Criptococcus, invece, è un micete molto diffuso nei terreni contaminati dal guano dei piccioni o da foglie di eucalipto marcescenti. Questa micosi è la patologia fungina nasale più diffusa nel gatto, mentre è meno frequente nel cane. Anche il Criptococcus neoformans penetra nell’organismo per via inalatoria, può diffondersi nel sistema nervoso centrale, nei polmoni e per via ematica, nelle reni e negli altri organi.

L’immunodeficienza secondaria a infezioni virali, come nei gatti positivi alla Leucemia felina o all’Immunodeficienza, può essere una causa predisponente per questa infezione.

Polipi rinofaringei nel gatto

I polipi rinofaringei si possono formare nei gatti di qualsiasi età e razza, anche se è più frequente evidenziarli nei gatti giovani. Solitamente si formano nell’orecchio medio (dove hanno la loro radice) ed escono fuori dalla tromba di Eustachio nel rinofaringe o nel canale uditivo esterno.

Sono proliferazioni infiammatorie benigne monolaterali o bilaterali, Attualmente non si conoscono le cause della loro formazione ma si ipotizza un’origine virale (Herpesvirus, Calicivirus e Papillomavirus). I principali sintomi nei gatti affetti da poliposi nasale comprendono: respiro rumoroso, scolo nasale, starnuti, tosse, otite mono o bilaterale, testa ruotata.

Neoplasie nasali

I tumori della cavità nasale hanno un’incidenza dell’1–2% rispetto a tutti i tumori che possono colpire questa regione anatomica nel cane e nel gatto soprattutto anziani; la maggior parte sono maligni. Solitamente sono primari, cioè crescono e si sviluppano nel sito anatomico che all’origine ospitava le prime cellule tumorali, ma sono stati riportati anche rari casi di tumori nasali metastatici.

Di solito l’asportazione completa di questo tipo di tumore nasale è molto difficile a causa della tipica caratteristica infiltrativa e dello spazio limitato delle cavità nasali, per cui la prognosi è spesso riservata o infausta.
L’adenocarcinoma nasale è una lenta e progressiva infiltrazione locale di cellule tumorali dei tessuti che rivestono l’interno del naso. Di solito inizia interessando un lato dei seni nasali, per poi estendersi ad entrambi.

L’adenocarcinoma è il più comune cancro nasale nei cani. La vera causa della sua manifestazione è sconosciuta, anche se si ipotizza che un fattore importante possa essere l’esposizione cronica ad inquinanti ambientali; si riscontra soprattutto nei cani che trascorrono molto tempo in ambienti urbani. L’esposizione al fumo passivo, alla polvere di legno e/o alle tossine provenienti da stabilimenti industriali è stata collegata a questo tipo di neoplasia.

I cani sofferenti di adenocarcinoma nasale di solito presentano secrezione nasale contenente muco, pus e/o sangue; spesso mostrano gonfiori sul muso con deformità facciali, sporgenza di uno o entrambi gli occhi, lacrimazione sovrabbondante, starnuti e alito cattivo.

Parassiti nasali

Il Pneumonyssoides caninum, è il principale acaro che colonizza il naso dei cani e di altri animali. Questo tipo di acaro è comune, e di solito non provoca gravi sintomi; perciò numerosi cani infestati non mostrano alcun segno e, in molti casi, l’infestazione non viene trattata.
Un’infestazione importante può causare starnuti cronici, emorragia e secrezioni nasali, starnuti inversi, senso dell’olfatto alterato, tremori della testa, tosse e irrequietezza. Si trasmette da un cane all’altro attraverso il contatto dei loro nasi. Il Pneumonyssoides caninum è un piccolo acaro di lunghezza variabile da uno a un millimetro e mezzo.

Rinite allergica

La rinite nel cane, cioè l’infiammazione della mucosa all’interno del naso, può essere provocata anche da fattori allergici. I sintomi sono simili a quelli descritti in precedenza con la differenza che in questo caso la secrezione nasale è trasparente e il cane colpito avrà, in aggiunta, prurito, secrezioni oculari, si sfregherà il muso, si leccherà spesso le zampe e starnutirà.
Di solito il quadro clinico si manifesta in determinate stagioni (soprattutto primavera) per la maggior presenza di pollini, ma spesso, se il soggetto è allergico alla polvere di casa o alle muffe, può essere presente tutto l’anno.