La forfora nei cani e nei gatti

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Cani e gatti e la forfora

Nei cani e gatti tecnicamente si chiama “seborrea” ed è un fastidioso problema di pelle, simile alla forfora dell’uomo.

A cura della Dott.ssa Chiara Noli Medico Veterinario, LP, Dipl ECVD, Peveragno (Cuneo)

Può colpire sia il cane che il gatto, alterando l’aspetto del mantello con la comparsa di scaglie, croste, e generando prurito, arrossamento e cattivo odore. Capiamo cosa fare per porvi rimedio e migliorare la qualità di vita dei nostri amici animali.

Un’infinità di motivi scatenanti per la forfora nei cani e nei gatti

Letteralmente la parola “seborrea” significa produzione eccessiva di grasso (sebo) da parte delle ghiandole sebacee. In realtà, per cani e gatti il termine si riferisce sia alla forma grassa (seborrea oleosa) che alla forma asciutta (seborrea secca), caratterizzata cioè da scaglie biancastre e croste secche paragonabili alla nostra “forfora”. Le cause sottostanti sono davvero tantissime. Ci possono essere difetti congeniti legati a razze specifiche, i Cocker o gli Yorky ad esempio.

Oppure prendere in considerazione la risposta della cute a situazioni allergiche (dermatite atopica o ipersensibilità alle pulci), a infezioni batteriche e fungine e infestazioni parassitarie. Ma anche a insulti fisici (sfregamenti, luce solare, shampoo troppo frequenti o troppo sgrassanti; ambienti esageratamente secchi) o eccessi di umidità superficiale e macerazione, specie a livello delle pieghe cutanee. Oppure ancora può esserci la probabilità di sottostanti condizioni generalizzate, come tumori, malattie metaboliche, disordini ormonali e autoimmuni, carenze dietetiche.

I segni di un alterato ecosistema cutaneo

Tutte queste cause possono alterare il complesso ecosistema cutaneo, generando uno squilibrio tra le sue diverse componenti (dalle cellule, alla microflora superficiale, al materiale “non vivente” come sebo, scaglie e squame) che si manifesta in tanti modi diversi.

Cani e gatti possono avere cute e mantello opachi, untuosi al tatto e di aspetto “bagnato”. Oppure possono ricoprirsi di scaglie e croste aderenti alla cute ai peli o, alternativamente, piccole, sottili e facilmente staccabili con la semplice pettinatura del mantello.

È in questi casi che, con una terminologia tutta umana, si parla appunto di “forfora”. Situazioni di questo genere sono anche accompagnate da arrossamento della pelle, da prurito più o meno forte e da un cattivo odore di burro rancido.

Immagine di un cocher anche i cani possono soffrire di forfora
Cani e gatti possono soffrire di forfora

Non è tutto, una pelle così compromessa è più esposta a infezioni di varia natura (batteri e lieviti) che contribuiscono a peggiorare le alterazioni presenti; e a minare ancor di più il benessere dell’animale e la sua qualità di vita.

Cute grassa o a scaglie? Il rimedio è su più fronti

Un pelo morbido, lucente e senza odore è un pelo che riflette la buona salute dell’animale. Quando non è così, per prima cosa è opportuno rivolgersi subito al Veterinario curante. Spetta infatti al nostro professionista di fiducia iniziare un articolato percorso di diagnosi e cura. Volto a identificare la causa primaria sottostante a un mantello arruffato, unto o forforoso, e a risolverlo secondo la strategia terapeutica più opportuna.

Oltre a trattamenti anti-parassitari periodici e costanti, e a una dieta bilanciata e di buona qualità. Sicuramente vale anche la scelta degli approcci topici (cioè locali) più adeguati. Oggi la Dermatologia veterinaria può contare sulle ALIAmidi: sostanze presenti naturalmente nell’organismo (pelle compresa) dei nostri animali; e capaci di regolare l’attività di particolari cellule specializzate del sistema immunitario cutaneo (i mastociti), fondamentali sentinelle a protezione e difesa della salute dell’ecosistema cutaneo.

Per l’utilizzo topico, in particolare, è disponibile l’ALIAmide Adelmidrol. Applicata localmente, si è dimostrata efficace nell’alleviare il prurito e lenire arrossamenti e lesioni. Inoltre, associata ad altre sostanze, attive nel rimuovere forfora a scaglie o sebo e nel limitare il cattivo odore, può rappresentare un ottimo sistema per migliorare le condizioni della cute e ridare compattezza, lucentezza e integrità a un mantello affetto da un eccesso di secchezza o, alternativamente, di untuosità.

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