Social commerce

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Il tempo medio trascorso sulle piattaforme social è di quasi 2 ore al giorno, e per 31 milioni di persone questo tempo è impiegato su dispositivi mobili.

A cura di Silvia Bosio

Il social commerce è una forma di e-commerce

E’ basato sulla condivisione, che prevede il coinvolgimento di amici e contatti social prima, durante o dopo i propri acquisti. In particolare gli amanti del social commerce sfruttano la possibilità di condividere la propria esperienza attraverso siti di recensioni, social network, forum dedicati allo scambio di informazioni, con l’obiettivo di ottenere vantaggi sugli acquisti online.

In altre parole il social commerce è una evoluzione dell’e-commerce che, spinto dal sensibile aumento del numero di smartphone – che resta lo strumento preferito per la propria presenza social – mette al centro proprio la condivisione. Tenendo conto che dalle ultime ricerche emerge che il 45% della popolazione mondiale utilizza attivamente i social network e il il 98% lo fa da dispositivi mobili, il passo è breve.


L’Italia non fa certo eccezione, sono infatti oltre 35 milioni gli italiani attivi sui social, pari al 57% della popolazione totale. Il tempo medio trascorso sulle piattaforme social è di quasi 2 ore al giorno, e per 31 milioni di persone questo tempo è impiegato su dispositivi mobile.

Dal social shopping al social commerce

Il social commerce è il risultato di un processo di evoluzione collettiva digitale, avvenuta in tempi molto rapidi. In principio infatti era il social shopping, uno shopping di gruppo basato sul concetto di unione delle forze, con l’obiettivo di ottenere condizioni di acquisto migliori. Le piattaforme che lavoravano su questa idea incoraggiavano gruppi di persone ad acquistare insieme proponendo prezzi da ingrosso.

La diffusione di questa nuova idea di acquisto, accompagnata dal bisogno innato di raccontare i successi ottenuti, ha fatto nascere vere e proprie community per lo shopping, luoghi virtuali dove le persone hanno iniziato a riportare e condividere informazioni e opinioni sui propri acquisti. Utilizzando l’esperienza degli altri, gli utenti comunicavano e aggregavano informazioni su prodotti, prezzi e offerte.

Il passo successivo è stato quello di uscire dalle piattaforme dedicate allo scambio di informazioni con l’obiettivo di portare vantaggi al proprio gruppo di acquisto, per andare a cercare o a fornire le informazioni direttamente a chi i prodotti li vende.

Due esempi su tutti sono Amazon e Booking, rispettivamente luoghi dove si possono comprare oggetti o servizi già acquistati e provati da altri utenti, i quali mettono la propria esperienza al servizio degli altri. La community non è più chiusa, non occorre più far parte di un gruppo, ma si può beneficiare liberamente dell’esperienza altrui.

Probabilmente la sottile linea di confine tra social shopping e social commerce è stata varcata in questa fase, che ha decretato il successo indiscusso dei marketplace, luoghi dove venditori e acquirenti si riuniscono con l’obiettivo di facilitare le transazioni commerciali. È una sorta di mercato o un bazar che mette insieme i venditori indipendenti e crea un forum dedicato a loro affinché possano esporre e vendere i propri prodotti. Il marketplace offre ad acquirenti e venditori metodi per connettersi e comunicare facilmente.

I siti di social shopping in Italia

Tra le piattaforme che hanno reso famoso il social shopping in Italia c’è sicuramente Groupon, servizio online che permette ai consumatori iscritti di accedere a buoni sconto validi per vari settori. Altra piattaforma di questo genere è Groupalia, specializzata nella vendita di offerte per il tempo libero. Nella sua vetrina online figurano centinaia di proposte con sconti fino al 90%, raggruppate in diverse sezioni: ristoranti, salute e bellezza, shopping, viaggi, corsi o ticketing.

Tuttavia, dopo un boom iniziale, il mercato dei voucher è andato in declino portando alla chiusura definitiva di vari operatori. A far perdere appeal a questo specifico settore di mercato sarebbe stata, secondo gli analisti, l’evoluzione delle abitudini d’acquisto dei consumatori. Avrebbe anche contribuito la corsa al ribasso dei prezzi, che si è ripercossa sulle aziende aderenti alle iniziative, portandole a gravi difficoltà economiche o ad abbassare la qualità del servizio.

Il social commerce dal punto di vista di Instagram e Facebook

I nuovi social sanno bene che l’ecommerce è una grande opportunità dal momento che in media le persone trascorrono un’ora e mezza al giorno sulle loro piattaforme preferite, e secondo gli ultimi dati il 54% del millennials utilizza questi canali per cercare prodotti da comprare. Tuttavia, nonostante Instagram abbia introdotto un anno fa gli “shoppable post”, uno strumento che rende semplice acquistare direttamente dai post delle aziende, e Facebook e altri abbiamo lanciato servizi simili, pare che gli utenti italiani non si sentano ancora pronti per effettuare acquisti direttamente dal proprio account social.

TikTok, il social emergente che attira i giovanissimi

L’ultima novità in tema di social si chiama TikTok, social network cinese popolarissimo tra i più giovani. Lanciata nel 2017, anno in cui ha acquisito Musical.ly, l’applicazione è presente oggi in oltre 150 Paesi e tradotta in 75 lingue. La vocazione è chiara, TikTok sta infatti sperimentando una nuova funzione dedicata allo shopping, proprio come Instagram e Facebook.

L’applicazione da 1 miliardo di utenti guarda dritto all’ecommerce: ha infatti consentito ad un campione di soggetti la possibilità di introdurre nei propri contenuti link che rimandano a siti esterni di e-commerce. Si tratta del primo passo verso la conversione dell’app cinese in un social commerce, sulla scia degli altri colossi del panorama social, a dimostrazione del crescente potere dei social commerce nel panorama economico mondiale.

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