Abbandono un reato ancora da combattere

Si stima che ogni anno in Italia siano abbandonati una media di 80.000 gatti e 50.000 cani, pi dell’80 dei quali rischia di morire in incidenti, di stenti o a causa di maltrattamenti.

A cura di ANGELICA D’AGLIANO

Il randagismo è ancora lontano dall’essere un problema superato nel nostro Paese. Sebbene sia difficile disporre di dati ufficiali e aggiornati, una indagine condotta da Lav nel 2018, con il coinvolgimento di Regioni e Province Autonome, ha fatto emergere numeri che invitano a riflettere: “in totale – si legge nel documento – nel 2017 gli ingressi nei canili sanitari sono stati pari a 91.021 e solo il 38% dei cani è stato restituito al detentore. 

Molto bassa la media di restituzione nel Mezzogiorno, pari ad appena il 6%, percentuale che sale man mano che ci si sposta verso il Nord Italia, con un 39% al Centro fino ad arrivare a un 69% di media per le regioni del Nord.”

Una vita ai margini


Quello del randagismo è un problema prima di tutto per gli animali che, privi di una casa o di una famiglia umana, sono costretti a una vita ai margini, spesso breve e fatta di stenti. Ma può costituire un grave pericolo anche per la comunità, quando ad esempio questi animali restano vittime loro malgrado in incidenti d’auto che possono rivelarsi fatali anche per le persone coinvolte.

L’altro lato della medaglia

L’abbandono è l’altra faccia del randagismo. Un animale prima desiderato e poi divenuto troppo oneroso da accudire, un cambiamento nello stile di vita, o semplicemente un calo di interesse possono indurre persone particolarmente irresponsabili e superficiali a disfarsi dei loro amici a quattro zampe nel peggiore dei modi: lasciandoli a loro stessi. Gli abbandoni si verificano durante tutto l’anno, ma con maggiore frequenza durante i mesi estivi, quando si concentrano le partenze per le ferie.

Riconoscere un pet abbandonato  piuttosto facile: si tratta di animali spesso ben tenuti, puliti e curati, che per si dimostrano tesi e stressati.

Insomma, dei veri e propri pesci fuor d’acquaUn reato punito dalla legge

Eppure, in Italia, abbandonare un animale è un vero e proprio reato, punito con l’arresto fino a un anno o con una multa che può variare dai mille ai diecimila euro. Per reato di abbandono si intende il gesto di disfarsi in modo definitivo dell’animale, sia in modo colposo sia in modo doloso.Un particolare che fa riflettere: per il reato di abbandono di animali è prevista la stessa pena (vale a dire il già citato arresto fino a un anno o una multa dai mille ai diecimila euro) pensata per chi li detiene in condizioni incompatibili con la loro natura, infliggendo così loro gravi sofferenze.

Facciamo rispettare le regole

Quello dell’abbandono è un reato odioso, ma cosa possiamo fare per combatterlo? Intanto, è utile sapere che si tratta di un reato procedibile d’ufficio. Per questo motivo, se ci si trova ad assistere ad un caso di abbandono, la cosa migliore da fare è denunciare il colpevole alle autorità, o eventualmente raccogliere gli elementi necessari per poterlo identificare. Ciò aiuterà a far rispettare le regole e a combattere il fenomeno dell’abbandono.

L’abbandono  un reato punito con l’arresto fino a un anno o con una multa fino a 10.000 euro. Fonte:www.lav.it.

Pesci fuor d’acqua

Riconoscere un pet abbandonato è piuttosto facile: si tratta di animali spesso ben tenuti, puliti e curati, che però si dimostrano tesi e stressati. Insomma, dei veri e propri “pesci fuor d’acqua”. In questo frangente, un animale abbandonato può rappresentare un pericolo per se stesso e per gli altri. Cosa possiamo fare quindi se vediamo un animale in queste condizioni? È possibile richiedere un intervento della polizia municipale, oppure della Asl di competenza. Se l’animale è chippato e si è semplicemente perso, sarà possibile in questo modo risalire al proprietario.

Obbligo di soccorso

Come già accennato, gli incidenti stradali sono purtroppo una delle disavventure cui vanno più frequentemente incontro gli animali vittima di abbandono, complici l’inesperienza riguardo la vita “fuori” e il senso di spaesamento conseguente al trauma vissuto. Secondo la legge, anche per gli animali vige l’obbligo di soccorso, per questo, se si viene coinvolti o si assiste a un incidente in cui sono coinvolti animali meglio chiamare subito i numeri di emergenza preposti (es. Pronto soccorso, Polizia stradale, Carabinieri, Corpo Forestale…).

© Riproduzione riservata