Abbandoniamo le giustificazioni e i preconcetti NON LORO!!

Chi riesce ad abbandonare un animale è capace di inventarsi qualsiasi cosa pur di convincersi che lo fà solo per necessità e per non sentirsi in colpa

A cura di VALENTINA BAGNATO Capo Ufficio stampa OIPA Italia

Solo tante scuse per abbandonarlo

È vecchio e malato…Non ascolta, è troppo attivo e sporca in casa…Aspettiamo un bambino…Mio figlio è diventato allergico…Non ho più tempo perché ho cambiato lavoro…Mi sono trasferito in una casa senza giardino…La mia compagna ha paura…Il padrone è morto e in famiglia nessuno può prendersene cura…Gli altri miei animali non lo accettano…Non serve, non è in grado di cacciare…Non so dove mettere i cuccioli appena nati…Dove vado in vacanza non posso portarlo e non ho nessuno che lo tenga…

Queste, sono solo alcune delle innumerevoli scuse dietro cui si nasconde e si alimenta il terribile fenomeno dell’abbandono: piaga che, ancora oggi, affligge centinaia di migliaia di animali e che si ripresenta con incidenza allarmante con l’avvicinarsi del periodo estivo.

Ogni anno sono più di 200 mila gli animali abbandonati


Purtroppo è una numerica che tende a rimanere costante, quando si parla di abbandono si fa spesso riferimento soltanto a cani e gatti, ma dobbiamo ricordare che questo triste fenomeno riguarda tutti gli animali d’affezione ormai presenti nelle nostre case tra cui conigli, roditori, furetti, rettili, uccelli e pesci.

Un animale abbandonato rischia la morte molto facilmente, non soltanto perché se lasciato in mezzo ad una strada o in aperta campagna ha alte probabilità di essere investito, ma perché spesso, essendo vissuto in cattività, non è più in grado di procacciarsi con facilità cibo e acqua, cercare un riparo idoneo dalle intemperie ed evitare pericoli a lui sconosciuti.

Si troverà completamente solo, spiazzato, perso, disorientato dal mondo circostante e dalla sua stessa paura. I disagi emotivi e lo stress che dovrà affrontare dopo aver perso il suo vitale punto di riferimento, lo porteranno a lasciarsi morire o creeranno turbamenti e ferite interiori non sempre poi facili da rimarginare.

I sopravvissuti andranno poi ad aggiungersi al già spropositato numero di animali presenti nei canili, gattili e rifugi di animali abbandonati, sia pubblici che privati, e che purtroppo sono spesso sovraffollati.

Molti di loro si ritroveranno a passare qui dentro il resto della loro vita perché nessuna famiglia che li accolga verrà mai a prenderli.

L’abbandono è considerato reato secondo l’articolo 727 del Codice Penale

Sono previste sanzioni che vanno da 1.000 ai 10.000 € e, nei casi più gravi, anche la reclusione fino ad un anno.

Nonostante le pene previste, siamo ancora ben lontani dal vedere questo fenomeno in calo e soprattutto dal correggere un retaggio culturale ancora troppo radicato.

Ecco perché noi di OIPA Italia OnlusOrganizzazione Internazionale Protezione Animali – portiamo avanti dal 2017 la campagna di sensibilizzazione #TUTTESCUSE mirata ad evidenziare come dietro al deprecabile gesto dell’abbandono risiedano spesso giustificazioni del tutto inaccettabili e dettate da una seria mancanza di informazioni e di educazione culturale adeguata.

Per lanciare questo messaggio, oltre a video, immagini d’impatto e presidi scenografici nelle piazze, abbiamo deciso di coinvolgere nell’iniziativa anche alcuni personaggi famosi.

l loro contributo ha permesso di diffondere una testimonianza schietta e sincera al vasto pubblico. Di fondamentale importanza è anche il lavoro quotidiano svolto dai nostri volontari, gli Angeli Blu dell’OIPA.

La loro presenza capillare su tutto il territorio nazionale ci consente di monitorare costantemente il fenomeno e assicurare, durante tutto l’arco dell’anno, protezione e rifugio a questi animali.

Un animale che entra a far parte di una famiglia diventa parte integrante della stessa. Quando decidiamo di accoglierli nelle nostre case è nostro compito e responsabilità dargli tutto l’amore e le attenzioni di cui necessitano ma soprattutto far fronte ad ogni loro bisogno, esigenza e necessità attraverso un impegno quotidiano sincero, serio e costante e compiuto con dedizione, rispetto e amore.

Rinunciamo quindi definitivamente a qualsiasi scusa, pretesto o giustificazione per combattere con il cuore la dura realtà dell’abbandono.

© Riproduzione riservata