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	<title>Scopri tutte le caratteristiche dei Non-Pet | Pet Family</title>
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	<description>Pet Family news è l’unica rivista rivolta ai possessori di animali da compagnia</description>
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		<title>Il petauro dello zucchero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2023 18:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MAMMIFERI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Petauro dello zucchero</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Il petauro dello zucchero è un piccolo mammifero e proviene dalle foreste pluviali della Nuova Guinea e Australia. Il suo habitat è rappresentato da alti arbusti, infatti, il petauro passa il giorno in tane create nei tronchi degli alberi. </strong></p><p>A cura della <strong>Dott.ssa Domenica Di Bari</strong>, n° O.M.V. 988, Bari<br>Dal 2013 membro SIVAE (Società Italiana Veterinari Animali Esotici)<br>Medico Veterinario Esperto in Animali Esotici e non convenzionali, Freelance, Puglia. Specializzazione TePacs (Tecnologia e Patologia delle Specie Avicole, del Coniglio e della Selvaggina)</p><h2 class="wp-block-heading">Biologia</h2><p>I petauri sono roditori onnivori e si alimentano soprattutto di notte.</p><p>Il loro alimento preferito è rappresentato dalla linfa di acacia e di eucalipto, soprattutto durante l’autunno e l’inverno, mentre la dieta è ricca di insetti in primavera e in estate, stagione che coincide con il momento della riproduzione. Una parte della loro alimentazione è rappresentata anche da fonti proteiche come uova di piccoli uccelli, e vertebrati come lucertole. Si nutrono anche di nettare e polline.<br>Vivendo sugli alberi sono abili arrampicatori ma possono effettuare anche salti notevoli, usando la lunga coda come bilanciere.</p><p>Si spostano, infatti, saltando da un ramo all’altro planando utilizzando il patagio, una plica di pelle che si estende dal polso alla caviglia, da ciascun lato, grazie alla quale possono planare. Per questo sono conosciti come &#8220;scoiattoli volanti&#8221;.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="758" height="542" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-2.jpg" alt="" class="wp-image-56207" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-2.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-2-768x549.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-2-696x497.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-2-1068x763.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-2-587x420.jpg 587w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-2-1920x1372.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-2-600x429.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /><figcaption class="wp-element-caption">Foto della Dott.ssa Domenica Di Bari &#8211; Visite specialistiche</figcaption></figure><h2 class="wp-block-heading">Maschio o femmina ?</h2><p>Il maschio adulto di petauro dello zucchero può essere distinto senza difficoltà dalla femmina per la presenza di una zona priva di peli, a forma di rombo, localizzata sulla testa, che compare dopo i 7 mesi di età, ed è una ghiandola odorosa usata per marcare il territorio.<br>Inoltre il maschio adulto ha un peso medio di circa 135 gr, mentre il peso medio delle femmine è di circa 110 gr. La lunghezza invece è uguale per entrambi, circa 13 &#8211; 15 cm.</p><p>Un&#8217;altra caratteristica importante per la distinzione del sesso è che la femmina a livello dell’ombelico presenta un’apertura longitudinale, il marsupio. La gestazione, come per tutti i marsupiali, è di breve durata, solo 16 giorni. Successivamente il cucciolo resta nel marsupio per due mesi. Dopo i due mesi il piccolo esce dal marsupio, e dopo 10 giorni circa apre gli occhi. Lo svezzamento inizia dopo un mese dall’uscita del marsupio.</p><h2 class="wp-block-heading">Un alloggio sicuro…</h2><p>Considerando le caratteristiche biologiche ed etologiche della specie, in casa sarà fondamentale creare un ambiente idoneo per garantire le condizioni di benessere di questi animali molto particolari.</p><p>La temperatura ideale dell’ambiente in cui alloggiare i petauri è compresa tra 18 e 25°C. Le temperature basse sono mal sopportate. La media ideale per tutto l’anno è 24-27 °C. Sarebbe ideale avere uno spazio della casa recintato, una voliera o una gabbia sviluppata in senso verticale, antifuga, con le seguenti dimensioni: 150 cm di larghezza e di 200 cm di altezza.</p><p>È necessario creare un ambiente arricchito, con piante, foglie e rami che possano ricordare il loro ambiente naturale. In particolare, le piante che possono essere lasciate a disposizione per essere consumate come alimenti sono: Eucalyptus, Banksia, Leptospermum, Grevillea, Acacia, Melaleuca, Callistemon, Hakea. Mentre non vanno offerte i rami di piante resinose come conifere (es. pino e abete) o tossiche, come oleandro e/o alloro.</p><p>Essendo animali notturni, è importante offrire diversi rifugi, nella zona alta della gabbia, dove gli animali possano sentirsi riparati. Le tane possono essere di cocco, legno di faggio, in vimini, o di tessuto, in questo caso sarà importante monitorarne l’usura. La plastica per questi animali è sconsigliata.<br>Inoltre è opportuno creare delle piattaforme comode, a metà altezza dell’installazione, dove collocare le ciotole per il cibo. Per le ciotole si consigliano quelle antiribaltamento in ceramica o quelle in acciaio, basse. Per l’acqua è consigliabile usare acqua naturale di bottiglia, sia i beverini a goccia, che la mantengono sempre pulita, sia in una ciotolina antiribaltamento.</p><h2 class="wp-block-heading">L&#8217;alimentazione del Petauro dello Zucchero</h2><p>In natura la dieta si basa soprattutto di insetti ricchi di proteine e su sostanze zuccherine (come la linfa di acacia ed eucalipto) che si trovano nella foresta pluviale australiana.<br>Per far fronte alle esigenze nutrizionali del petauro, in cattività la dieta dovrebbe essere cosi proporzionata: 60% di fonti proteiche, 30% di vegetali e 10% di frutta.<br>La frutta si somministra in piccole quantità per evitare problemi a livello digestivo. Può essere data 2 o 3 volte a settimana e possiamo optare per: banana, pera, mela, uva, albicocca, nespole, ciliegia, fragole, frutti di bosco, mago e papaia. Il melone o l’anguria sono da evitare perché possono causare fermentazioni anomale intestinali.</p><p>Tra i vegetali, che possiamo somministrare 4/5 volte a settimana, abbiamo: carota, peperone, zucchina, sedano, finocchio, piselli dolci, indivia belga, ravanello, lattuga croccante, broccoli, cavolo, cavoletti di Bruxelles.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="548" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-4.jpg" alt="" class="wp-image-56208" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-4.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-4-768x555.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-4-324x235.jpg 324w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-4-696x503.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-4-1068x772.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-4-580x420.jpg 580w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-4-1920x1388.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-4-600x433.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><p>Sia la frutta che la verdura va offerta lavata, asciugate e a temepratura ambiente.<br>Per le fonti proteiche è importante avere una variabiltà durante la settimana anche se come base è preferibile scegliere insetti, variando la tipologia tra : grilli, cavallette, lombrichi, camole del miele e camole della farina. Due volte a settimana possiamo integrare la dieta con altri fonti proteiche come: albume di uova cotte, piccoli pezzi di carna bianca bollita senza sale, o tofu.</p><p>Come arricchimento nutrizionale durante la settimana si possono offrire fiori e/o boccioli di piante di eucalipto, acacia e ibisco. In alternativa, si possono offrire una volta a settimana preparti commerciali specifici per petauri a base di nettare o polline.<br>Gli alimenti da evitare sono tutto ciò che e a base di zucchero e carboidrati a destinazione umana (pane, pasta, dolciumi); cibo secco e umido per cani e gatti; miscele di semi e frutta secca o disidratata e snack di cerali.</p><h2 class="wp-block-heading">Integrazione vitaminico-minerale</h2><p>La dieta ideale deve essere bilanciata e non deve essere troppo grassa, ma soprattutto deve contenere un adeguato rapporto calcio-fosforo in rapporto di 2:1. In cattività molti petauri sono predisposti alle carenze di vitamine e minerali, soprattutto quelle di calcio. Pertanto, è necessario effettuare un integrazione di calcio e multivitaminici, sotto la prescrizione del Medico Veterinario, che valuterà la frequenza e la modalità di somministrazione del calcio in base stato fisiologico dell’animale: cucciolo, adulto o femmina in gravidanza/allattamento.</p><h2 class="wp-block-heading">Igiene</h2><p>Il petauro dello zucchero si lava da solo, ma non si può addestrare a defecare in una lettiera. Pertanto sarà necessario rimuovere periodicamente le feci sia dal fondo che dalle pareti della gabbia, e sanificare regolarmente con amuchina liquida diluita 1:10.</p><p>Il fondo della gabbia deve essere ricoperto da una lettiera assorbente non polverulenta, come i cilindretti di legno, atossici per la specie.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="542" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-3.jpg" alt="" class="wp-image-56209" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-3.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-3-768x549.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-3-696x497.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-3-1068x763.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-3-587x420.jpg 587w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-3-1920x1372.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-3-600x429.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /><figcaption class="wp-element-caption">Foto della Dott.ssa Domenica Di Bari &#8211; Visite specialistiche</figcaption></figure><h2 class="wp-block-heading">Come maneggiarlo?</h2><p>Se si hanno altri animali in casa come cani o gatti, sarebbe opportuno collocare la gabbia del petauro dello zucchero in una stanza dove l’animale possa sentirsi al sicuro. Sono <a href="https://petfamily.it/altri-pet/mammiferi-altri-pet/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">mammiferi </a>dalle piccole dimensioni, hanno un indole timida nella fase iniziale di adattamento nel nuovo ambiente famigliare. Per incoraggiare il petauro a socializzare si può offrire del cibo a lui gradito, accogliendolo tra le nostri mani in sicurezza, nel momento della giornata in cui sono attivi, ovvero la sera. </p><p>Non bisogna disturbarlo quando mangia o quando si riposa, se si sentono minacciati possono mordere o scappare, incontrando diversi pericoli in casa.</p><h2 class="wp-block-heading">Gestione sanitaria del petauro dello zucchero</h2><p>Per questi piccoli roditori è indicato consultare il Medico Veterinario Esperto in Animali Esotici entro 7 giorni dall’arrivo a casa.<br>La prima visita specialistica dal Veterinario è fondamentale, non solo per valutare lo stato di salute dell’animale, ma è necessaria per avere le corrette informazioni sulla biologia e l’etologia di questi animali, in modo da impostare un corretto piano alimentare e conoscere la gestione domestica, per prevenire l’insorgenza di problematiche metaboliche e comportamentali.</p><p>Da un punto di vista sanitario per questi mammiferi sono previsti controlli sanitari almeno due volte l’anno in caso di adulti, ogni 3 mesi in caso di giovani in accrescimento. Non sono previsti protocolli vaccinali, ma è importante effettuare una piano di prevenzione antiparassitaria in estate e in inverno.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/non-pet/scheda-non-pet/petauro-dello-zucchero/">Il petauro dello zucchero</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Il Riccio</title>
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		<pubDate>Sun, 01 May 2022 15:08:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Riccio ha il corpo tondeggiante, che sfiora il terreno a causa delle zampe molto corte. E&#8217; lungo dai 13 ai 27 cm e può avere un peso compreso tra 800 e 1200g. È facile incontrarlo nei boschi, nei giardini di campagna o sui bordi delle strade. A cura di Federica Catalano Il riccio: una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p>Il Riccio ha il corpo tondeggiante, che sfiora il terreno a causa delle zampe molto corte. E&#8217; lungo dai 13 ai 27 cm e può avere un peso compreso tra 800 e 1200g. È facile incontrarlo nei boschi, nei giardini di campagna o sui bordi delle strade.</p><p>A cura di <strong>Federica Catalano</strong></p><h2 class="wp-block-heading">Il riccio: una pallina “spinosa” da proteggere</h2><p>Di chi stiamo parlando? Del riccio, il nostro amico spinoso! Il riccio è un mammifero notturno che si muove attraverso siepi e sottoboschi alla ricerca del suo cibo preferito! Questo dolce animaletto, infatti, si nutre di piccole creature e parassiti come insetti, vermi, millepiedi, lumache, topi, rane, lucertole, uova e serpenti.</p><h3 class="wp-block-heading">Un piccolo aiutante</h3><p>Proprio grazie a questo tipo di dieta, il riccio si è conquistato la reputazione di amico del giardiniere; svolgendo un ruolo cruciale nel preservare la bellezza dei nostri giardini, nonché la frutta e la verdura dei nostri orti.</p><h3 class="wp-block-heading">La “sfortuna di essere riccio”</h3><p>I ricci sono uno dei pochi mammiferi selvatici che, a volte, abbiamo la possibilità di incontrare da vicino. In natura hanno un’aspettativa di vita che si aggira intorno a 8-10 anni; purtroppo sono minacciati da diversi pericoli come inquinamento, cambiamenti climatici e dell’habitat. Negli ultimi anni, le popolazioni di ricci sono diminuite di oltre la metà nelle nostre campagne e di quasi un terzo nelle città e periferie.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="428" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvarico-2.png" alt="Foto di un riccio" class="wp-image-52531" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvarico-2.png 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvarico-2-768x433.png 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvarico-2-696x392.png 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvarico-2-1068x603.png 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvarico-2-743x420.png 743w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvarico-2-1920x1084.png 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvarico-2-600x338.png 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /><figcaption>Il riccio foto <a href="https://pixabay.com/it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pixabay</a></figcaption></figure><h3 class="wp-block-heading">Non tutto è perduto!</h3><p>L’uomo può aiutare questi piccoli amici dell’ecosistema, lasciando loro del cibo, un rifugio sicuro o soccorrendoli in caso di bisogno. È opportuno sottolineare che, tendenzialmente, quando si trova un riccio, la regola di base è lasciarlo in pace! Se sta bene, non c&#8217;è motivo di prenderlo in braccio, offrirgli acqua o cibo, né tantomeno portarlo in casa. </p><p>Se ci capita di trovarne uno vicino ad una strada, su un marciapiede o in luogo particolarmente pericoloso, possiamo prenderlo delicatamente con dei guanti da lavoro; lasciando che si &#8220;appallottoli&#8221;, portandolo poi in un habitat naturale dove può sopravvivere più facilmente.</p><p>Infine, se avvistiamo un riccio ferito o in condizioni di pericolo, la cosa migliore è segnalarlo alle autorità competenti per un recupero e un soccorso in strutture idonee come i tanti CRAS o strutture specializzate nella cura e riabilitazione dei ricci europei.</p><h2 class="wp-block-heading">Curiosità sui ricci L’apparenza inganna</h2><p>Sebbene preferisca restare con le zampe per terra e nonostante appaia un animale goffo e molto lento; il riccio è in grado di correre velocemente e si dimostra anche un ottimo nuotatore.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="476" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvatico-3-ok.png" alt="dare da mangiare delle crocchette al riccio " class="wp-image-52532" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvatico-3-ok.png 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvatico-3-ok-768x482.png 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvatico-3-ok-696x437.png 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvatico-3-ok-1068x670.png 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvatico-3-ok-668x420.png 668w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvatico-3-ok-1920x1205.png 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvatico-3-ok-600x376.png 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /><figcaption>Se volete offrire un po’ di cibo a questo animaletto, potete lasciargli delle crocchette o del cibo umido <a href="http://Se volete offrire un po’ di cibo a questo animaletto, potete lasciargli delle crocchette o del cibo umido" target="_blank" rel="noreferrer noopener">foto da Pixabay</a></figcaption></figure><h3 class="wp-block-heading">Letargo, dolce letargo</h3><p>Tra ottobre e aprile, quando le temperature iniziano a scendere sensibilmente, il riccio entra in letargo. Per affrontare questa fase, si prepara mangiando più abbondantemente del solito, per accumulare grasso corporeo, tanto che il suo peso può perfino raddoppiare! Del resto, il letargo rappresenta per i ricci una dura prova; la loro temperatura corporea scende da circa 35° a soli 10° e la frequenza cardiaca si riduce a 20 battiti al minuto.</p><h3 class="wp-block-heading">Come aiutarli per il letargo</h3><p>Il loro rifugio per l’inverno è costituito da mucchi di foglie secche e sterpaglie; ma alcuni di loro, se malati o disorientati, hanno bisogno di un aiutino. La prima cosa che tutti noi possiamo fare per aiutare questi animaletti innocui e in via di estinzione è non buttare via le foglie secche: i mucchi di sterpaglie e foglie, infatti, sono ambienti ideali per andare in letargo in inverno!</p><p>Se non abbiamo la possibilità di fare ciò, con mezzi semplici è possibile costruire un rifugio adeguato a questi piccoli animaletti (su internet esistono numerosi tutorial), che li protegga dai gatti e da altri nemici e che consenta loro un tranquillo letargo invernale all’asciutto. Inoltre, un esemplare di sesso femminile può usare il riparo per crescervi i cuccioli.</p><h2 class="wp-block-heading">Lattosio? No, grazie!</h2><p>I ricci sono intolleranti al lattosio: se trovate un riccio nel vostro giardino e volete dissetarlo, non lasciate a sua disposizione una ciotolina con del latte, un po’ di acqua andrà benissimo! </p><p>Se volete offrire un po’ di cibo a questo animaletto, potete lasciargli delle crocchette o del cibo umido per gatti. Carne bianca lessata e ben sminuzzata oppure, senza esagerare mele o uva mature.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="505" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvatico-4-ok.png" alt="Riccio in primo piano" class="wp-image-52533" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvatico-4-ok.png 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvatico-4-ok-768x511.png 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvatico-4-ok-696x463.png 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvatico-4-ok-1068x711.png 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvatico-4-ok-630x420.png 630w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvatico-4-ok-1920x1279.png 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvatico-4-ok-600x399.png 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /><figcaption>Foto del riccio da <a href="http://Se volete offrire un po’ di cibo a questo animaletto, potete lasciargli delle crocchette o del cibo umido" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pixabay</a></figcaption></figure><h3 class="wp-block-heading">Un nottambulo dai sensi sviluppati</h3><p>I ricci hanno un muso molto lungo, utilissimo per cacciare, in quanto rende più facile il foraggiamento per la loro dieta a base di insetti, vermi, bruchi e bacche.</p><p>Durante il giorno dormono nelle loro tane, mentre di notte escono per procurarsi il cibo. Riescono a percorrere agilmente anche 3 km grazie alla loro fisionomia snella e agile. Nella ricerca del nutrimento, oltre all’agilità, i ricci si aiutano con i loro sensi, in particolare l’olfatto davvero sviluppato il tatto e l’udito. </p><p>Questi simpatici animaletti, nonostante le piccole orecchie, possono percepire frequenze non udibili all’uomo, riuscendo a captare perfino gli ultrasuoni. La loro vista, poi, sebbene meno acuta, consente loro di vedere fino a 30 m di distanza di giorno e 12 m nel buio.</p><h2 class="wp-block-heading">Non esiste una sola specie di riccio</h2><p>Ci sono <a href="https://petfamily.it/non-pet/scheda-non-pet/il-riccio-africano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">15 diverse specie</a> di riccio nel mondo, molto simili tra loro, ma con piccole differenze carismatiche e abituali.</p><h3 class="wp-block-heading">Autoprotezione intelligente</h3><p>I ricci hanno circa 5000-7000 spine sul dorso, che possono essere alzate e abbassate per rispondere a situazioni minacciose: avendo uno stomaco molto vulnerabile, quando un predatore si avvicina, il riccio si chiude formando una palla impenetrabile. Ogni spina dorsale dura circa un anno prima di essere ritirata e sostituita.</p><h3 class="wp-block-heading">Riccio e porcospino: “gemelli diversi”</h3><p>Sebbene entrambi abbiano il dorso ricoperto di aculei, riccio e porcospino sono due animali ben distinti! Il termine porcospino è spesso utilizzato per identificare tutti i piccoli mammiferi ricoperti di aculei, in realtà, la parola identifica una specie animale precisa: quella dell’istrice.</p><p>Una delle differenze principali tra riccio e istrice riguarda la dimensione del loro corpo: il porcospino è più grande e può raggiungere i 60 centimetri di lunghezza e pesare anche 15 chilogrammi.</p><p>Un’altra differenza riguarda anche il tipo di alimentazione: i ricci, come già accennato, sono animali insettivori e la loro dieta si basa sul consumo di insetti, mentre i porcospini sono vegetariani e mangiano principalmente frutta e verdura.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/non-pet/scheda-non-pet/il-riccio/">Il Riccio</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Lo Zibetto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2021 15:24:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Zibetto</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Lo zibetto ha la mole di un cane di media statura, ma il suo aspetto è simile a quello di un procione, con la mascherina sugli occhi ed il muso allungato che termina a punta.  </strong></p><p><em><strong>A cura della Dott.ssa SIMONA BARSOTTI &#8211; Medico Veterinario</strong></em></p><h2 class="wp-block-heading"><strong>L</strong>o zibetto una civetta <strong>a 4 zampe</strong></h2><p>A volte il muso può non presentare la tipica mascherina, ma essere interamente pigmentato di marrone scuro. Una grande macchia nero-bruna si trova sotto gli occhi e scorre sulle guance sino alla gola, che circonda quasi completamente. La coda è prensile e simile a quella delle scimmie, ha la lunghezza di circa la metà del corpo, è piuttosto folta e alla base presenta sei o sette anelli terminando in una punta. </p><h3 class="wp-block-heading">Il corpo, pur essendo allungato, non è esile. </h3><p>Le dimensioni dei soggetti adulti sono simili al gatto domestico ed i maschi sono in genere più grandi delle femmine. La pelliccia è fitta, ruvida, arruffata, non molto lunga, ma tuttavia morbida e con marcature distinte: il colore di fondo del pelame è un bel cinerino e sopra spiccano numerosi punti nero-brunastri di varia forma e grandezza allineati sui fianchi sia in senso longitudinale che trasversale. </p><p>Le zampe sono in genere scure con le piante dei piedi pelose e tutte dotate di 5 artigli. &nbsp; La civetta presenta ghiandole perineali simili a quelle dei mustelidi (ad esempio furetto) utili per difendersi e segnare il territorio. Nelle case dei paesi asiatici le civette sono presenti con funzioni simili ai nostri gatti domestici, per esempio la caccia ai roditori. La civetta delle palme è un animale prettamente arboricolo, vive in zone tropicali e boschive ed è’ un animale notturno, che di giorno riposa sui rami o nelle cavità degli alberi.&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; </p><h3 class="wp-block-heading">Lo zibetto o Civetta delle palme (Civettictis civetta), </h3><p>E&#8217; in realtà un mammifero carnivoro appartenente ad una delle famiglie più complesse, antiche e meno conosciute, quella dei Viveridi. Lo zibetto è a prima vista un innocuo e tenero animaletto dalla faccia simpatica, a metà strada fra il furetto e l’orsetto lavatore; chiamato anche gatto civetta è in realtà più imparentato con la mangusta indiana che con il gatto. In quanto al termine&#8221;civetta”, &nbsp;si tratta di una deformazione dell’inglese &#8220;civet” cioè &#8220;zibetto” e non ha niente a che vedere con il rapace notturno.&nbsp; </p><p>Il nome scientifico è <strong>Para-doxurus hermaphroditu</strong>s e ne esistono tre specie principali: <strong>Paradoxurus her-maphroditus, Paradoxurus zeylonensis e Paradoxurus Jerdoni.</strong>  Questo mammifero negli ultimi anni si può trovare in commercio nei negozi di animali anche se non è un animale domestico; la sua vita in cattività è molto restrittiva ed il suo addomesticamento non è facile.  </p><p>Per avere una civetta docile e domestica è necessario acquistare esemplari molto giovani, meglio se svezzati a mano e per manipolare l’animale durante il primo periodo può essere necessario indossare dei guanti pesanti: con pazienza e tempo, maneggiando l’animale quotidianamente dovrebbe divenire docile e di ottimo carattere.  </p><p>Le civette sono animali paurosi, meglio quindi avvicinarsi con tranquillità e gentilezza, senza correre, di conseguenza non sono animali &nbsp;adatti ai bambini. La civetta necessita delle vaccinazioni annuali.&nbsp; &nbsp; &nbsp; </p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Alimentazione</strong> </h3><p>Le <strong>civette delle palme</strong> sono animali prettamente frugivori; ma in realtà mangiano un po’ di tutto, dalla frutta, ai frutti di bosco, ai piccoli roditori, insetti, anfibi e lucertole.  Essendo un animale notturno la civetta va a caccia di cibo da sola. Il suo cibo preferito sono le uova degli uccelli e mostra una grande abilità nell’arrampicarsi sugli alberi alla ricerca di nidi… </p><p>La sua alimentazione in cattività può essere a base di frutta fresca e secca integrata con cibo per cani e pezzetti di carne soprattutto di pollo di cui è ghiotta. E’ consigliabile somministrare sempre cibo fresco, ma in mancanza va bene anche un’alimentazione secca. Una cosa molto importante per le civette è che abbiano sempre a disposizione dell’acqua pulita per bere. </p><p>Inoltre, poiché sono attratte dall’acqua e nuotano agilmente, è opportuno mettere i contenitori dell’acqua in alto. E assicurarsi che siano abbastanza grandi e pesanti perché altrimenti alcuni animali potrebbero rovesciarli o usarli come toeletta.  </p><p>Possono interessarti altri articoli su <a href="https://petfamily.it/non-pet/scheda-non-pet/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">animali non Pet</a> </p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/non-pet/scheda-non-pet/lo-zibetto/">Lo Zibetto</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Maialino Vietnamita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2019 14:27:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SCHEDA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Maialino Vietnamita</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Il maialino vietnamita, o maialino dall’addome a tazza, è poco conosciuto in Italia, molto noto invece negli Stati Uniti</strong>;<strong> dove </strong>è<strong> allevato come pet da compagnia.</strong></p><h2 class="wp-block-heading">Da dove proviene il maialino vietnamita?</h2><p>Il maialino vietnamita è selezionati tra gli anni Sessanta e Settanta. Partendo da maiali originari del Vietnam, e si sono diffusi successivamente in Svezia, in Canada e negli Stati Uniti. </p><p>Questa razza è molto intelligente, curiosa e socievole: queste caratteristiche rendono questo maialino adatto alla vita con l’uomo; con il quale riesce a stabilire un forte legame.  Per merito del suo carattere, questo pet socializza facilmente anche con gli altri animali di casa.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Maialino vietnamita: caratteristiche </strong></h3><p>Il peso di un maialino vietnamita adulto si aggira intorno ai 25-40 kg, la vita media è di dodici-quindici anni. Il cucciolo raggiunge la maturità sessuale a tre-quattro mesi, la gestazione dura 114 giorni; alla fine di essa vengono partoriti dai cinque ai dodici cuccioli (sette in media), che terminano lo svezzamento tra le sei e le sette settimane. </p><p>I cuccioli devono essere allontanati dopo almeno due mesi, durante questo periodo la madre insegna loro come comportarsi e modera la loro aggressività. I maialini soffrono molto il caldo, per questo devono avere sempre a disposizione una ciotola antiribaltamento per l’acqua. Amano anche molto immergersi: se vorremo, nella stagione calda potremo disporre per il nostro pet una grande vasca per i suoi bagni quotidiani.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Il maialino vietnamita è sporco?</strong></h3><p>A differenza di quanto si pensa, questi animali non sono sporchi: se lavati e curati non emanano odori sgradevoli. E&#8217; consigliabile però entro i due mesi di vita sterilizzare le femmine e castrare i maschi, per eliminarne il forte odore sessuale. </p><p>Bisogna porre attenzione anche all’habitat, infatti i maialini vietnamiti amano distruggere piante, vasi e oggetti simili. Quindi è necessario allestire per loro un ambiente su misura, privo di pericoli e ricco di giochi; in questo modo eviteremo anche l’instaurarsi di patologie comportamentali.</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Alimentazione</strong>: cosa mangia un maialino vietnamita?</h2><p>Alimentarli almeno tre-quattro volte al giorno, a tale scopo possono essere utilizzati mangimi formulati per i suini da allevamento; a patto che non contengano promotori della crescita (sostanze usate per incrementare il peso nei suini destinati all’ingrasso).</p><p>Si possono anche utilizzare cereali (frumento, orzo e mais), soia, crusca, erba medica, verdura e frutta: una dieta varia e bilanciata eviterà l’insorgenza di disturbi gastrointestinali. La quota proteica deve aggirarsi intorno al 10%, nei piccoli e nelle femmine in lattazione può arrivare fino al 14-16%.</p><p><em>Nell’alimentazione </em>da<em> evitare i cibi commerciali per cani e gatti perché ricchi di proteine e grassi causa determinate a obesità e disturbi epatici. Importante è l’integrazione con vitamine(in particolare A, D, E e K) e sali minerali (specialmente selenio e zinco).</em></p><h3 class="wp-block-heading">Precauzioni e obblighi: tutto ciò che c&#8217;è da sapere</h3><p>Il maialino prima dell’arrivo in casa deve essere visitato da un veterinario esperto in animali esotici; che eseguirà una visita accurata e un esame coprologico per scongiurare la presenza di eventuali parassiti intestinali. </p><p>In Italia, dal punto di vista legislativo, il maialino vietnamita è considerato come il maiale zootecnico, bisogna quindi comunicare la detenzione alla propria ASL di appartenenza. </p><p>Per questa specie sono previste vaccinazioni come ad esempio quella per il morbo di Aujeszky, e, ogni volta che intendiamo spostare il nostro pet, esso dovrà essere accompagnato da un certificato rilasciato dalla stessa ASL.</p><p>potrebbe interessarti altre schede di <a href="https://petfamily.it/non-pet/scheda-non-pet/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">animali non pet</a></p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/non-pet/scheda-non-pet/maialino-vietnamita/">Maialino Vietnamita</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Amici alternativi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 16:57:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SCHEDA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Amici alternativi</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Cincillà, pappagalli e conigli nani. Ma anche pipistrelli, ricci e lucertole giganti. Gli animali esotici possono diventare dei compagni inseparabili della nostra vita, oppure raccontarci delle condizioni ambientali e delle caratteristiche del loro paese d’origine. Paolo Selleri ci parla del loro affascinante universo. </strong></p><p><strong>Articolo a cura di ANGELICA D’AGLIANO</strong></p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Il Cincillà</strong></h2><p>&nbsp;E’ un mammifero sudamericano, che viene per lo più dal Perù o dal Cile. Dolce e timido ama molto le coccole una volta che si è stabilito un rapporto di fiducia col proprio padrone. La sua dieta è costituita da fieno e verdure ma in commercio si trovano anche mangimi specifici. Resiste bene al freddo ma non al caldo e ha sempre bisogno di avere a disposizione acqua fresca e pulita. Il cincillà è un animale preda, quindi tendenzialmente schivo con ciò che non conosce. Una volta acquistato lasciate che si abitui alla sua nuova casa: dovrà avere a disposizione una tana in cui nascondersi e sentirsi al sicuro. Col passare dei giorni il cincillà inizierà a vincere la sua naturale ritrosia e potrete finalmente avvicinarlo e fare amicizia con lui.</p><h4 class="wp-block-heading"><strong>Dottor Selleri cosa si intende di solito col termine &#8220;animali esotici”? </strong></h4><p>Gli animali esotici sono per definizione tutti gli esemplari che provengono dall’estero. Se vogliamo riprendere il significato del termine &#8220;exotic” in americano, l’animale esotico è anche quello &#8220;diverso”, nel senso di &#8220;non convenzionale”.</p><h4 class="wp-block-heading"><strong>Per esempio?</strong></h4><p>Fra i più amati animali esotici ci sono i conigli nani, i furetti, i criceti, i cincillà, le cavie peruviane, i ricci, ma l elenco potrebbe continuare ancora a lungo. In Italia sono moltissime le persone che amano tenere in casa questi &#8220;amici non convenzionali”. Alcuni arrivano anche a riprodurli con un discreto successo.</p><h4 class="wp-block-heading"><strong>Ma che soddisfazione può dare tenersi in casa, per esempio, un riccio o un roditore?</strong></h4><p>Prima di tutto il vivere in prima persona un’occasione di crescita intellettuale. Vede, sarebbe sbagliato&nbsp; cercare con questo genere di animali un rapporto di amicizia come viene tradizionalmente inteso nel caso di pet &#8220;classici” quali possono essere il cane o il gatto. L’animale esotico, tranne forse che nel caso di certi mammiferi, regala una relazione basata sull’osservazione più che sul contatto. È un’opportunità per imparare molto sul clima e sulle caratteristiche naturali di Paesi lontani, per cogliere aspetti dell’etologia di specie che difficilmente avremmo modo di vedere altrove e infine per allargare i propri orizzonti, che non guasta mai.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Cosa può dirci del capitolo rettili?</strong></h3><p>I rettili in Italia sono davvero amatissimi. Lei non ha idea di quante persone abbiano un serpente o una lucertola in casa. Pensi che in Italia i proprietari di rettili sono diventati così tanti che ad oggi si comincia anche a riprodurre questi animali in cattività, cosa che consente una drastica riduzione delle catture in natura.</p><figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="/website/data/picture/articoli_agg/amici_alternativi%201.jpg" alt=""/></figure><h2 class="wp-block-heading">il Pappagallo</h2><p>Ne esispono di mole specie, i tipi più comuni sono il Cenerino, il Cacatua e l&#8217;inseparabile. Sono uccelli molto intelligenti che arrivano a stabilire un rapporto di profonda amicizia con il proprio padrone, in certi casi addirittura di dipendenza.</p><p>I pappagalli amano il contatto fisico e le coccole, soprattutto nel caso di pappagalli da imbecco, nati cioè in incubatrice e nutriti nelle loro prime fasi di vita dall&#8217;allevatore. Questi ultimo arrivano a vedere nel proprio padrone un vero compagno di vita al quale portano per sempre assoluta fedeltà e un amore sconfinato.</p><h2 class="wp-block-heading">Pagona</h2><p>Simile al clamidosauro, questa simpatica lucertola Australiana ha un temperamento mite e raramente morde. Necessita di alte temperature e di ampi spazi, im quanto da adulta raggiunge i 40 cm di lunghezza (misurata dalla bocca alla base della testa).  Durane l&#8217;estate molti proprietari tengono i pogona all&#8217;aperto, in aree recintate. Si riproducono facilmente in cattività</p><h4 class="wp-block-heading"><strong>Cosa può dire a tutti i neo padroni di animali esotici?</strong></h4><p>Prima di tutto di informarsi con molta attenzione sulla specie che hanno scelto. Conoscere le abitudini alimentari, l’etologia, le condizioni ambientali del paese d’origine dell’animale che abbiamo adottato è indispensabile per evitare brutte sorprese. <br>Prima ancora di acquistare sarebbe bene rivolgersi&nbsp; al servizio CITES del Corpo forestale dello Stato o prendere informazioni su siti di erpetologia come rettili.it o serpenti.it per assicurarci che non ci stiamo portando a casa una specie proibita!<br>La cosa migliore sarebbe comprare animali esotici presso negozi o allevatori che sappiano dare tutte le garanzie per tutelare il futuro padrone.&nbsp;</p><h3 class="wp-block-heading">Il Clamidosauro</h3><p>Questa lucertola di origine Australiana è molto rara in Italia, dalla sapute delicata ha bisogno di molto spazio per vivere (l&#8217;ottimale sarebbe un area di almeno 2 metri per 1 ) Mangia insetti e verdure e ha assoluto bisogno di temperature simili a quelle della sua terra natia: il terrario deve essere tenuto costantemente a 30 gradi, con una zona più calda che simuli un&#8217;area associata.</p><p><em><strong>Paolo Selleri è Medico Veterinario e presidente della SIVAE (Società italiana Veterinari animali esotici).&nbsp;</strong></em><em><strong>Insegna Patologia c</strong></em><em><strong>linica e Terapia degli animali esotici all’università di Padova.</strong></em></p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/non-pet/scheda-non-pet/amici-alternativi/">Amici alternativi</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Il formicaio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 16:48:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SCHEDA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il formicaio</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>La costruzione di un formicaio comporta alcune operazioni piuttosto semplici ma che richiedono una buona dose di pazienza e di manualità</strong></p><p>di  <strong><em>ANGELICA D&#8217;AGLIANO</em></strong> </p><h2 class="wp-block-heading">Ventimila leghe sotto terra</h2><p>In natura le formiche possono vivere nel sottosuolo, ma anche nei tronchi degli alberi o sulle foglie. I loro nidi sono fatti attraverso un complesso di camere comunicanti tramite gallerie. L’accesso a queste strutture è dato dalle cosiddette &#8220;porte&#8221; (Le porte sono aperture in genere sorvegliate da sentinelle. In molti casi le porte sono costituite da piccoli sassolini e possono essere chiuse nei giorni di pioggia o in caso di pericolo).</p><p>Volendo riprodurre tra le mura domestiche questo piccolo mondo, dobbiamo anzitutto pensare che il formicaio sarà la casa in cui dovranno vivere i piccoli ospiti che abbiamo deciso di tenere con noi. Per questo dobbiamo procurarci un contenitore di dimensioni adeguate (il minimo è una vasca d’acquario o un terrario di 30x20x20). </p><p>Il contenitore deve essere ben chiuso, altrimenti le formiche si riverseranno immancabilmente nello spazio circostante. Ci vuole dunque un coperchio in plastica dotato di fori per l’aria oppure uno di rete a maglia fine. Il substrato migliore per le formiche è il terriccio. Questo sarà posizionato nel contenitore fino a arrivare a circa 5-6 cm dal bordo.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Caccia alla Regina</strong></h3><p>Per avere un formicaio in casa nostra è indispensabile procuraci una formica regina. Il periodo più propizio per la nostra &#8220;caccia&#8221; è la fine di agosto. A fine estate dopo le piogge, infatti, le formiche alate femmina escono fuori dal loro rifugio e vanno in cerca di un partner. Una volta avvenuta le fecondazione le formiche regina perdono le ali e diventano le potenziali fondatrici di un nuovo formicaio. </p><p>Se va tutto bene, la nostra regina deporrà le uova e sfamerà e difenderà le larve fino a che non saranno diventate adulte. A quel punto saremo certi di &#8220;aver creato&#8221; in casa nostra una vera e propria colonia. Una precisazione: per distinguere una formica regina basta guardare le sue dimensioni, che sono molto maggiori rispetto alle operaie.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Forse non sapevi che&#8230;</strong></h3><p>Quando non nutrono le larve o cercano cibo, le operaie dedicano il loro tempo al gioco e alla pulizia. Questi insetti tengono pulite le loro antenne usando la parte inferiore delle zampe. Per quanto riguarda il gioco, invece, è stato dimostrato che le formiche, proprio come i nostri animali domestici, inscenano &#8220;combattimenti finti” in cui ci si aggrediscono senza che però nessuno si faccia male.</p><p>In tutto il mondo ce ne sono almeno 12mila specie. Il colore più comune è nero, ma ne esistono anche di rosse, gialle, arancioni e perfino verdi.</p><p>Territoriali e aggressive, le formiche non esitano a farsi la guerra tra di loro. I combattimenti tra colonie limitrofe si svolgono soprattutto per avere il dominio del territorio e il controllo completo delle fonti di cibo.</p><p>Solo le regine e i maschi hanno il diritto di riprodursi: le operaie, invece, sono senza ali e sterili</p><p>Le operarie hanno dimostrato una certa intelligenza individuale. Se messe in un labirinto riescono a trovare l’uscita, e per orientarsi all’esterno del formicaio usano i movimenti del sole e le tracce odorose lasciate sul terreno dalle compagne.</p><figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="/website/data/picture/img_art_0409/formicaio6401n.jpg" alt=""/></figure><h3 class="wp-block-heading"><strong>Consigli pratici</strong></h3><p>Perché sia sempre prospero, un formicaio necessita di un terreno umido. Un substrato troppo secco, può addirittura compromettere la vita dei nostri piccoli ospiti! Il formicaio deve essere sistemato in un luogo calmo e poco illuminato. La soluzione ideale sarebbe dedicare una stanza intera a questi affascinanti insetti. Per quanto riguarda le abitudini alimentari di questi insetti si deve tenere presente che le formiche sono per lo più onnivore, anche se se ne possono trovare di frugivore e carnivore.</p><p>In alcune specie le operaie allevano dei particolari parassiti delle piante (afidi o cocciniglie). In cambio questi le riforniscono di una sostanza zuccherina (la melata) di cui sono ghiotte. </p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Nidi artificiali</strong></h3><p>Al giorno d’oggi le conoscenze entomologiche riguardo le formiche dei climi temperati sono piuttosto ampie. Tuttavia resta davvero una gran quantità di cose per lo più ignote soprattutto per quanto riguarda le specie tropicali. </p><p>A questo scopo si sono sviluppate delle sofisticate tecniche di allevamento in laboratorio, in condizione di luce, temperatura e umidità controllate. Dei nidi artificiali fatti con pareti trasparenti permettono agli studiosi di capire la struttura del formicaio, i rapporti tra i membri della società e quelli con gli animali esterni alla colonia.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Formicai volanti</strong></h3><p>Formicai volanti. In natura probabilmente i nidi più ingegnosi e spettacolari sono quelli costruiti da alcune specie piuttosto particolari (appartengono ai generi Oecophylla e Polyrachis). Questi insetti vivono sulle foglie degli alberi dalle quali, assieme alla cooperazione delle larve, riescono a ricavare dei veri e propri &#8220;formicai volanti&#8221;. </p><p>La realizzazione del nido avviene così: mentre alcune operaie tengono vicine le foglie, altre formiche afferrano letteralmente le larve e le stimolano a produrre dei sottili fili di seta proprio ai margini dei lembi. In questo modo le foglie vengono &#8220;cucite&#8221; e si trasformano in comode camere destinate ad accogliere la colonia.</p><p>Le formiche &#8220;parlano&#8221; tra loro attraverso segnali odorosi. Le sostanze chimiche usate per comunicare sono dette feromoni. Questi possono essere usati come segnali di allarme in caso di pericolo, oppure come &#8220;guida olfattiva&#8221; per raggiungere le fonti di cibo.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/non-pet/scheda-non-pet/il-formicaio/">Il formicaio</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>La Genetta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 16:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SCHEDA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Genetta</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>La Genetta si può trovare in commercio nei negozi di animali anche se non è un animale domestico e la sua  gestione in casa non è facile</strong></p><p><strong><em>Dott.ssa SIMONA BARSOTTI &#8211; Medico Veterinario</em></strong></p><h2 class="wp-block-heading">La Genetta: un animale non facile da gestire</h2><p>Richiede spazio, non deve essere tenuta sempre in gabbia, ha la tendenza ad arrampicarsi ovunque e non diventa quasi mai completamente domestica; se trova una finestra aperta il suo istinto la porterà ad uscire in quanto animale agilissimo e curioso.</p><p>A contatto con le persone tende a perdere in parte le sue abitudini notturne concentrando le sue attività nelle ore serali o al mattino. Ha la tendenza a fare le fusa quando è felice e a dormire acciambellata come i gatti; se invece preferisce non essere disturbata soffia e ingrossa la coda. Sebbene si adatti a vivere anche nei climi rigidi preferisce il caldo e d’inverno troverà volentieri rifugio vicino al termosifone…</p><p>Ne esistono circa 14 specie, tutte molto simili fra di loro ad eccezione della &#8220;Genetta Piscivora” o acquatica, tipica delle foreste tropicali umide dell’Africa occidentale, che vive come le lontre lungo i corsi d’acqua cacciando pesci e che presenta delle membrane sulle zampe.<br></p><p>A prima vista sembra un piccolo felino dal corpo allungato e sottile che poggia su delle zampe molto corte se rapportate alla sua intera lunghezza; la coda arrotolata e lunga quasi come tutto il corpo la mantiene in equilibrio quando si arrampica sugli alberi; la pellicia è giallastra, con piccoli punti in tutto il corpo e anelli sulla coda mentre sul muso ha una mascherina nera.</p><p>Le genette delle regioni più asciutte dell’Africa del sud hanno colori più chiari mentre quelle che vivono in habitat più umidi presentano colori più sgargianti ma esistono alcune specie tutte nere (melaniche) e albine.<br>Quando sono spaventate possono erigere una striscia di peli molto più lunga lungo tutta la schiena. Come tutti i viverridi anche la genetta è provvista di&nbsp; ghiandole para-anali simili a quelle dei mustelidi utili per difendersi e segnare il territorio.</p><h3 class="wp-block-heading">L&#8217;alimentazione della genetta</h3><p>La Genetta è un animale prettamente carnivoro e in natura si nutre di roditori, insetti, molluschi, rettili e frutta (soprattutto banane e mele); in cattività la sua alimentazione può essere assimilata a quella di un gatto o di un furetto, con cibi umidi e secchi contenenti un elevato apporto proteico ma con l’accortezza di verificare che negli ingredienti ci siano poche proteine vegetali (che potrebbero causare disturbi all’animale) e un alto contenuto di grassi e proteine animali. A questi mangimi già pronti si può alternare carne cruda tagliata a pezzettini.</p><p>Dopo aver mangiato, si pulisce il musetto con le zampe anteriori e dedica parte del suo tempo alla pulizia del suo pelo. Assicuriamoci poi che abbiano sempre a disposizione dell’acqua pulita per bere posta in un contenitore abbastanza grande e pesante, perché altrimenti alcuni animali potrebbero rovesciarlo.</p><h3 class="wp-block-heading">Le cure di cui ha bisogno la genetta</h3><p>Ha bisogno di cure continue; occorre tagliargli le unghie pulirgli le orecchie, controllare che i denti non abbiano il tartaro, effettuare vaccini e profilassi per le malattie virali e la filaria se si abita in zone endemiche.</p><h3 class="wp-block-heading">Dove dorme la genetta?</h3><p>Per quanto riguarda la sistemazione, sono utili le gabbie a più piani utilizzate per i furetti. Appare&nbsp; simile al gatto, che ama dormire su cuscini ed oggetti morbidi, quindi si può utilizzare come cuccia per dormire uno scatolone con stracci di lana oppure una cesta per gatti. Per i suoi bisogni possiamo utilizzare una vaschetta di quelle per gatti riempita di sepiolite atossica che va pulita spesso. Per giocare le Genette amano i pupazzetti di gomma per cani, i peluches e gli stracci in cui si rotolano volentieri.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/non-pet/scheda-non-pet/la-genetta/">La Genetta</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Un asino per amico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 16:44:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SCHEDA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un asino per amico</p>
<p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/non-pet/scheda-non-pet/un-asino-per-amico/">Un asino per amico</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Ha il mantello bruno o grigio acciaio, si muove dappertutto e vive con pochissimo. A torto giudicato un animale pigro e cocciuto, l’asino, detto anche &#8220;cavallo dei poveri”, è un compagno fedele e capace di sincera amicizia, purché si abbiano tempo e spazio da dedicargli </strong></p><p><strong><em>ANGELICA D&#8217;AGLIANO</em></strong></p><h2 class="wp-block-heading">Survivors</h2><p>Muovere merci, tirare carri, trasportare persone: se in passato erano questi i compiti affidati agli asini, adesso questi dolcissimi equini si sono fatti strada nel cuore degli amanti degli animali come insoliti pet capaci di dare emozioni indimenticabili a chi abbia il tempo sufficiente per occuparsi di loro. </p><p>Ma come si fa a adottare un asinello? Sono sempre più numerose le associazioni animaliste che offrono la possibilità di portarsi a casa uno di questi stupendi amici a quattro zampe. Spesso si tratta di soggetti scampati al macello o ai laboratori dove si pratica la sperimentazione animale. In questo caso, oltre a guadagnare un amico, saremo sicuri anche di aver compiuto una buona azione!</p><h3 class="wp-block-heading">A distanza</h3><p>Se invece abitiamo in un condominio, non disperiamoci! È comunque possibile avere un asinello per amico: basta scegliere la via dell’adozione a distanza. Il tramite anche in questo caso è sempre un’associazione animalista. </p><p>Con un modico contributo mensile, che di solito si aggira intorno a qualche decina di euro, è infatti possibile seguire passo passo la vita del nostro asinello. Quasi sempre viene fornita un’ampia documentazione fotografica, si è chiamati in caso di parto (un’esperienza davvero straordinaria!) e in più si ha la possibilità di andare a trovare il proprio amico ogni volta che si vuole e di instaurare così un solido rapporto di amicizia.</p><h2 class="wp-block-heading">Le Prede</h2><p>Per accogliere in famiglia un amico così speciale, soprattutto se si è alle prime armi, è sempre bene essere seguiti da un veterinario specializzato e da qualcuno che abbia già un po’ di esperienza. </p><p>Gli asini non sono animali esigenti, in termini di alimentazione, ad esempio, hanno molte meno pretese di un cavallo, e per di più sono anche molto rustici, tuttavia hanno bisogno di spazio e di cure quotidiane. Per una corretta convivenza, è inoltre essenziale porsi nel modo giusto.</p><figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="/website/data/picture/img_art_1209/asinello6402n.jpg" alt=""/></figure><p><strong>Il latte di asina, considerato tra i più simili al latte di donna, in passato è stato usato come alimento base per i neonati allergici al latte vaccino.</strong></p><h3 class="wp-block-heading"> Dolcemente</h3><p>È essenziale&nbsp; che i nostri atteggiamenti comunichino sempre dolcezza, tranquillità e pazienza. Maneggiamo il nostro asinello poco e spesso, parliamogli sempre a bassa voce, evitiamo di compiere movimenti bruschi o inattesi e presto il nostro amico imparerà ad avere fiducia in noi. Ancora: le operazioni di pulizia del mantello, che devono essere eseguite quotidianamente, saranno introdotte per gradi. Se abituiamo poco a poco il nostro asinello alla spazzola, arriveremo a poterlo toccare dappertutto senza che si spaventi.</p><h3 class="wp-block-heading">Rin tin tin?</h3><p>Chi pensa poi che solo i cani possono essere addestrati con facilità  si sbaglia di grosso. In Italia esistono ormai anche delle vere e proprie scuole di addestramento per asini.</p><p>Camminare col proprio padrone, tirare un carro, trasportare oggetti sono solo alcune delle tante cose che si possono imparare insieme e far apprendere al proprio amico. Provare per credere.</p><p>Per capire l’età di un asino basta aprirgli la bocca: se i denti sono piccoli e dritti il nostro amico è molto giovane. Con il progredire dell’età, invece, i denti tendono a sporgere all’infuori.</p><p>Per saperne di più:&nbsp;<a href="http://www.ilrifugiodegliasinelli.org/node/">www.ilrifugiodegliasinelli.org</a></p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/non-pet/scheda-non-pet/un-asino-per-amico/">Un asino per amico</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Un insetto Stecco per amico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 16:43:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SCHEDA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno Stecco per amico</p>
<p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/non-pet/scheda-non-pet/uno-stecco-per-amico/">Un insetto Stecco per amico</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Gli insetti stecchi sono vegetariani, timidi e di poche pretese. Ma hanno anche forme sorprendenti, sono capaci di riprodursi dal nulla e regalano incredibili emozioni. Ecco tutto quello che serve sapere per avere un insetto stecco come amico</strong></p><p><strong>A cura di ANGELICA D&#8217;AGLIANO</strong></p><h2 class="wp-block-heading">Insetti stecchi trasformisti</h2><p>La caratteristica più notevole degli insetti stecco è senz’altro la loro forma che, come dice la parola, ricorda molto quella dei rami degli alberi sui quali vivono e dei quali si nutrono. Alcuni sono perfino in grado di riprodurre le asperità dei rovi e delle piante nutrici, grazie a delle vere e proprie irregolarità dell’esoscheletro! </p><p>Gli insetti stecco, inoltre, sono dei veri e propri maestri del travestimento. Il loro corpo imita alla perfezione le superfici ricoperte dai licheni e lo stato dei vegetali nei vari periodi dell’anno. Questa caratteristica sorprendente è possibile grazie alla presenza di tre pigmenti che si trovano negli strati più superficiali del loro esoscheletro e che, migrando all’interno delle cellule, riescono a conferire tonalità diverse a seconda delle stagioni e delle caratteristiche della pianta ospite.</p><h3 class="wp-block-heading">L&#8217;allevamento degli insetti stecchi: cosa c&#8217;è da sapere</h3><p>L’allevamento degli insetti stecco non presenta particolari problemi. Infatti questi animaletti sono estremamente rustici e necessitano di pochissime cure per crescere vispi e in salute. La struttura migliore per ospitare un insetto stecco è senz’altro un acquario di vetro. Visto che si tratta di creature che passano la loro vita sui rami meglio sarebbe scegliere un oggetto sviluppato in altezza, più che in larghezza. La sommità del terrario, ovviamente dovrà essere ben chiusa per impedire agli animali di uscire.</p><h3 class="wp-block-heading">Umidità: per la crescita di un insetto stecco</h3><p>Un parametro fondamentale per gli insetti stecco (ma anche per le piante ospiti!) è l’umidità, che andrà tenuta a livelli ottimali con delle nebulizzazioni quotidiane di acqua e con un piccolo recipiente, sempre di acqua, sormontato da una lampadina a incandescenza. Questo piccolo trucco, vi permetterà di avere il giusto grado di evaporazione per l’intera giornata senza spendere cifre impossibili.</p><h3 class="wp-block-heading">Tutto sulle gabbie per insetti stecchi</h3><p>Il fondo della gabbia è un altro aspetto da tenere in considerazione nell’allevamento di questi insetti. Al di là delle caratteristiche estetiche, infatti, dovrà essere in grado di mantenere un ambiente salubre e igienico.Per questo sarebbe meglio non rivolgersi alle comuni lettiere per roditori, ma preferire un substrato in gomma che, anche se piuttosto brutto, è facilmente lavabile e di non impegnativa gestione.</p><p>Gli insetti stecco sono vegetariani,difatti si cibano di felce, quercia, rododendro, eucalipto, ligustro,edera, iberico, biancospino, fucsia, e l’immancabile rovo, molto apprezzato da gran parte delle specie allevabili.</p><h3 class="wp-block-heading">Maschietti stecchi, che rarità</h3><p>Il ciclo vitale degli insetti stecco è piuttosto semplice, ma al tempo stesso emozionante. Quando escono dall’uovo, sono dei veri e propri adulti in miniatura. Nel giro di cinque o dieci mute, questi esserini raggiungeranno le dimensioni dell’individuo adulto. Una curiosità:dato che i maschi in natura sono rarissimi, le femmine di questa specie hanno messo a punto una strategia riproduttiva, chiamata dagli esperti partenogenesi, che permette loro di generare nuovi insetti stecco identici alla madre. In pratica la femmina depone delle uova complete del solo patrimonio genetico materno. Alla schiusa, i figli sono perfettamente uguali alla madre.</p><p>Gli insetti stecco hanno dimensioni variabili dai 5 ai 25cm. La loro forma è per lo più affusolata ed esile.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/non-pet/scheda-non-pet/uno-stecco-per-amico/">Un insetto Stecco per amico</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>I Pipistrelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 10:19:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SCHEDA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Pipistrelli</p>
<p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/non-pet/scheda-non-pet/i-pipistrelli/">I Pipistrelli</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Da sempre bistrattati, temuti e addirittura perseguitati, nella credenza comune i pipistrelli sono stati spesso associati al mondo delle tenebre, alle streghe o comunque a creature diaboliche. Questo in parte a causa di leggende tramandate di generazione in generazione, basate su vere e proprie falsità, come il fatto che i pipistrelli vadano apposta a impigliarsi nei capelli degli uomini&#8230;</strong></p><p><strong><em>Dott.ssa FEDERICA MICANTI &#8211; Medico Veterinario</em></strong></p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Dita lunghe</strong></h2><p>In realtà i pipistrelli sono animali assolutamente innocui, degni di rispetto al pari di tutti gli altri, di cui non bisogna assolutamente aver paura. Ma sappiamo veramente che tipo di animale siano i pipistrelli? Molti pensano che siano una sorta di &#8220;topi volanti”. </p><p>In realtà i pipistrelli sono mammiferi proprio come i nostri cani e i nostri gatti, ma sono anche dotati della sorprendente capacità di volare. Per questo motivo i loro arti anteriori hanno subito notevoli modificazioni, soprattutto le dita si sono enormemente allungate e ricoperte da una membrana molto elastica e fornita di vasi sanguigni.&nbsp;Questa struttura denominata &#8220;patagio” raggiunge gli arti posteriori formando un vero e proprio &#8220;apparato alare”.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Onde di ritorno</strong></h3><p>Fin da bambini tutti noi ci siamo posti la domanda: come fa’ un pipistrello a volare e soprattutto a orientarsi al buio? Molti pensano che questo splendido animale sia cieco, ma non è così. Certo non è con la vista che si orienta così bene, ma tramite dei suoni ad altissima frequenza, che sono riflessi dagli oggetti. </p><p>È proprio tramite queste &#8220;onde di ritorno”, che l’animale valuta l’ambiente circostante.&nbsp;Questo è un sistema decisamente infallibile che rende il pipistrello l’unico animale capace di volare anche in condizioni di completa oscurità. La funzione dei suoi occhi è un argomento ancora dibattuto. Alcuni studiosi sostengono che li utilizzi per afferrare il cibo con la bocca, non appena è nel patagio.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Le specie</strong></h3><p>I pipistrelli in realtà sono Chirotteri. Ne esistono due sottordini: i Megachirotteri ed i Microchirotteri. I primi sono specie esotiche, che popolano le zone tropicali e le isole. In Italia esistono solo i Microchirotteri, che&nbsp; comprendono molte specie. Come dice la parola stessa sono piccoli, anche se spesso osservandoli volare sembrano enormemente più grandi.</p><p> La lunghezza del loro corpo non supera di solito i 7 centimetri mentre il loro peso 20 grammi. La durata della vita varia in base alla specie e va dai 7 ai 16 anni.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>In letargo</strong></h3><p>I pipistrelli si accoppiano in autunno. Tuttavia il liquido seminale del maschio viene conservato nell’apparato riproduttivo delle femmine fino alla primavera successiva, quando avviene la fecondazione. Questo momento corrisponde al risveglio dal letargo. </p><p>La gestazione dura circa 70 giorni, al termine della quale nasce di solito un piccolo che rimane per circa due mesi con la madre, la quale pensa ad allattarlo. Questo particolare comportamento riproduttivo ha un significato molto importante per la conservazione della specie. Infatti se il piccolo nascesse in inverno avrebbe certamente pochissime possibilità di essere svezzato, a causa della scarsità di cibo.&nbsp;Invece in primavera accade esattamente il contrario.&nbsp;</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/non-pet/scheda-non-pet/i-pipistrelli/">I Pipistrelli</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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