Rapporto Assalco – Zoomark

Pet, diritti e possesso responsabile. L’opinione degli italiani. XII° edizione del Rapporto Assalco – Zoomark

Pet membri della famiglia per più dell’80% degli italiani. Emerge la necessità di un maggiore riconoscimento a livello istituzionale

I proprietari degli animali da compagnia in Italia sono consapevoli dei propri doveri verso i pet e in attesa di vederne riconosciuti i diritti, con il consenso della maggioranza della popolazione italiana. Questa è la fotografia che emerge dall’indagine realizzata da Doxa per la XII° edizione del Rapporto Assalco – Zoomark, compendio annuale sul mondo dei pet, presentato a Bologna in occasione dell’apertura di Zoomark International 2019.

Il Rapporto è curato da Assalco (Associazione Nazionale tra le Imprese per l’Alimentazione e la Cura degli Animali da Compagnia) con il contributo di IRI Information Resources, la società di ricerche di mercato Doxa, e dell’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI).

Oltre a restituire una fotografia degli animali da compagnia in Italia e del mercato, quest’anno il Rapporto tramite una ricerca di Doxa ha indagato quanto tra gli italiani – in particolare i proprietari di cani e gatti – sia forte la richiesta di riconoscimento dei diritti degli animali da compagnia. Si evince inoltre un quadro marcato dalla consapevolezza che avere un animale d’affezione implichi responsabilità e dedizione.

Consapevolezza dei propri doveri


La consapevolezza dei propri doveri parte già dal momento dell’acquisizione. Il passo si fa se ci sono le condizioni adatte: fondamentale tra gli italiani proprietari di cani poter contare su spazi
(48,7%) e stili di vita adeguati (30,7%). Non differisce l’atteggiamento nel
caso si tratti di un gatto.

Diligenti anche con gli adempimenti burocratici

Quasi il 90% registra i propri cani nelle Anagrafi regionali1 e lo fa anche più di 1 proprietario di gatto su 2, nonostante per questi ultimi non sia obbligatorio.

1.È obbligatorio provvedere all’identificazione tramite microchip e alla registrazione dei cani nell’Anagrafe canina del Comune di residenza o della ASL competente, in conformità alle disposizioni adottate dalle Regioni.

Centrale la cura della
salute e dell’alimentazione

Le vaccinazioni vengono effettuate regolarmente nel 90% circa dei casi, almeno 1-2 i controlli veterinari all’anno (in più del 60% dei casi) ed esercizio fisico quotidiano per più del 60%. Il 76,1% dei cani e il 90% dei gatti, inoltre, viene nutrito con alimenti industriali, specificatamente formulati in modo da essere sicuri, bilanciati, completi e differenziati in base a età, razza e stile di vita.

In materia di vita in
società c’è già un forte impegno

A oggi il 71,6% dei proprietari dei cani dichiarano di adoperarsi per un civile inserimento del proprio pet in società. Si auspica che le campagne di
sensibilizzazione e il buon esempio dei proprietari virtuosi contribuiscano a ridurre la percentuale (28,4%) di coloro che ancora non si adoperano in tal senso. Seppur la loro presenza si faccia notare meno rispetto a quella dei
cani, il principio del civile inserimento in società vale anche per i gatti. A
oggi circa 1 proprietario su 2 si impegna per raggiungere lo scopo, ad esempio evitando che il gatto vada dai vicini o li disturbi.

Richiesta di riconoscimento dei diritti

Dall’indagine di Doxa emerge inoltre la necessità di un maggiore riconoscimento a livello istituzionale e giuridico degli animali da compagnia, che è un’esigenza di chi vive con un pet e che trova il consenso della maggior parte della popolazione italiana.

L’81,6% degli italiani riconosce infatti negli animali da compagnia degli esseri senzienti. Il 73,6% degli abitanti del Bel Paese ritiene sia un passo necessario riconoscerli e tutelarli nella nostra Costituzione.

Ugualmente assodata l’appartenenza al gruppo familiare. Per l’81,8% degli italiani gli animali da compagnia sono membri della famiglia, con punte fino al 95% circa tra chi effettivamente vive con un pet. Una situazione di fatto che vorrebbero trovasse riscontro nel diritto, tanto che il 59,5% dei proprietari di cani e gatti li vorrebbe nello stato di famiglia.

Infine, 1 italiano su 2 è consapevole che i prodotti per l’alimentazione degli animali da compagnia e le cure veterinarie sono tassati con un’aliquota IVA al 22%, al pari di un bene di lusso. Tra questi, il 74,9% è favorevole a misure di agevolazione, tasso che aumenta all’84,1%tra i proprietari di pet.

Per comprendere l’importanza degli animali da compagnia in Italia, basta citare qualche dato: seppur non esista ancora un’anagrafe nazionale degli animali d’affezione, si stima che i cani siano 7 milioni e 7,3 milioni i gatti, a cui si aggiungono 30 milioni di pesci, 12,8 milioni di uccellini, 1,8 milioni di piccoli mammiferi e 1,3 milioni di rettili, per un totale superiore ai 60 milioni di animali d’affezione – in un rapporto di 1 a 1 con la popolazione residente in Italia.

Analizzando la penetrazione degli animali d’affezione nelle famiglie italiane, si evince che circa il 39% dei nuclei familiari ha un cane e/o un gatto.

Gianmarco Ferrari, Presidente di Assalco, ha commentato: “L’amore
per i pet in Italia è enormemente diffuso. Il rapporto degli italiani con i
propri animali da compagnia si basa sulla consapevolezza che avere un animale d’affezione in famiglia implica responsabilità e dedizione. Come industria abbiamo il dovere di contribuire alla diffusione dei principi del possesso responsabile, in particolare dell’educata convivenza in società, lavorando al fianco delle istituzioni, degli enti e delle associazioni impegnate in questo campo”.

Per gli approfondimenti il Rapporto Assalco – Zoomark 2019 è
disponibile sul sito www.assalco.it