La sostenibilità nel pet food è un’assunzione di responsabilità, oltre che un vantaggio

Agras Pet Foods: “La
sostenibilità nel pet food
è un’assunzione
di responsabilità, oltre che un vantaggio”

 Da qualche tempo si è iniziato a parlare di sostenibilità
anche con riferimento agli alimenti per cani e gatti, un mercato che
nel nostro Paese ha raggiunto dimensioni più che rispettabili alla
luce degli oltre 1,9 miliardi di euro di giro d’affari movimentati
nel 2015.


 

A fare da apripista
alla sostenibilità nel pet food sono state aziende leader nella
fascia premium e superpremium del mercato come l’italiana Agras Pet
Foods
, presente nel canale specializzato e nella Grande Distribuzione
con i marchi Schesir, ADoC, Stuzzy e Dreesy che già da alcuni anni
ha iniziato una rapida e costante conversione delle sue produzioni
attraverso l’utilizzo di buone pratiche di sostenibilità lungo
tutta la catena del valore.

Dal controllo
rigoroso sui fornitori per quanto riguarda la materia prima – il
pesce utilizzato in produzione da Agras Pet Foods deriva
esclusivamente da pesca sostenibile – alla trasparenza nei
confronti dei consumatori – garantita dalla presenza in etichetta
di tutte le informazioni fondamentali su composizione, sostenibilità
e tracciabilità – tutte le fasi sono state analizzate e
ottimizzate, posizionando l’azienda genovese come pioniere e
lungimirante nell’anticipare una domanda che, sebbene in crescita,
al momento è ancora troppo bassa rispetto al cibo destinato
all’alimentazione umana.

 

Da ormai alcuni
anni siamo tra le poche aziende del settore pet food ad aver fatto
una precisa assunzione di responsabilità in materia ambientale –
spiega Costanza Levera, Responsabile Marketing & Comunicazione di
Agras Pet Foods
–, intraprendendo azioni concrete per stimolare un
cambiamento di sensibilità all’interno del settore”.

Si tratta, in ogni
caso, di azioni che si inseriscono in un processo di cambiamento
della mentalità che richiede tempi lunghi, anche se già oggi è
possibile notare alcuni segnali importanti nelle scelte dei
consumatori: come risulta dall’ultimo rapporto Assalco, i
proprietari di cani e gatti sono più sensibili alla salute e al
benessere dei loro animali, ma anche attenti a evitare gli sprechi
senza rinunciare alla qualità. Ciò implica che vengano premiati
soprattutto i prodotti che offrono sicurezza in termini di
specializzazione, innovazione e ricerca nutrizionale.

In questo quadro
– prosegue Costanza Levera – la sostenibilità rappresenta
l’ideale e naturale chiusura del cerchio. La larga maggioranza dal
campione di consumatori intervistato per l’osservatorio nazionale
sullo stile di vita sostenibile di LifeGate dichiara di propendere
per l’acquisto di prodotti effettivamente sostenibili. Certo è che
talvolta le indagini sondano gli atteggiamenti, ma la latenza con cui
questi si trasformano in comportamenti d’acquisto è spesso
piuttosto lunga, senza contare che il desiderio di prodotti più
sostenibili del consumatore si scontra ancora con gli effetti della
crisi economica”.

Ma essere pionieri
nei prodotti “naturali e sostenibili” in un mercato ancora poco
ricettivo non comporta un pedaggio da pagare? “Se guardiamo ai dati
che riguardano l’Azienda – conclude Levera – la risposta è no.
Nel 2015, ad esempio, abbiamo ottenuto una crescita superiore alla
media del mercato sia a valore che in volumi. Più in generale,
essere pionieri significa prendersi la responsabilità di innescare
altri circoli virtuosi che stimolino la domanda dei consumatori,
nello specifico una domanda di sostenibilità”.



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