Comportamento etologico dei conigli da compagnia

Il comportamento dei conigli da compagnia ricalcano i modelli comportamentali tipici della specie.

A cura della Dott.ssa EMANUELA TETTA Medico Veterinario – Adelfia (BA)
Emanuela.tetta@virgilio.it

Questo modello di comportamento istintivo dei conigli si osservano anche nei conigli che sono allevati come animali da compagnia ai quali si aggiungono comportamenti acquisiti in relazione al rapporto che stabiliscono con l’uomo e con l’ambientale in cui vivono.

Il comportamento alimentare dei conigli da compagnia

Il coniglio è una specie erbivora, allo stato brado si nutre di alimenti molto poveri in nutrienti. Durante la ricerca di erbe e radici succulente, al fine depistare i possibili predatori, il coniglio si muove a zig a zag,. Compie come una sorta di danza descrivendo dei cerchi e ruota la testa alternativamente, ora da un lato e ora dall’altro.

Ricerca di cibo


In cattività questi movimenti finalizzati alla ricerca del cibo sono molto affievoliti poiché il cibo si trova sotto al suo naso senza ingaggiare alcuna ricerca. Però ad un’attenta osservazione, quando al coniglio vengono proposti fieno o verdure fresche, lui le ispeziona le annusa e solo dopo averli marcanti con le ghiandole del mento e solo dopo averle rese “note” le mangia.

Inoltre, il rovesciare sistematicamente il pellet dalle ciotole è un voler riprodurre quegli schemi di ricerca del cibo e non, un dispetto del coniglio.

Acqua da bere

Anche il bere ha subito modificazioni, mentre in natura il coniglio aspira l’acqua poi alza la testa deglutendo, in cattività l’acqua viene erogata dal beverino.

Nella canna di metallo, di quest’ultimo, è contenuta una sfera che per favorire la fuoriuscita dell’acqua deve essere spostata. Questo può accadere solo se il coniglio effettua dei lambimenti continui e precisi della canna di metallo per favorirne la sua l’uscita. E’ un comportamento adattativo che, per quanto possa sembrare innaturale, consente al coniglio di avere a disposizione sempre acqua fresca e pulita.

Come è noto, il coniglio produce due tipi di feci.

Le prime sono rappresentate dal cosiddetto ciecotrofo o “feci molli”, piccole sfere che vengono emesse disponendosi a grappolo ricoperte di muco e che vengono prelevate dal coniglio direttamente dall’ano prima che tocchino terra; per compiere questa operazione il coniglio porta la testa su un fianco, al di fuori degli arti anteriori, e la passa entro le cosce proiettando il bacino in avanti.

Con la bocca preleva i ciecotrofi, li insaliva prima di ingoiarli senza sminuzzarli, quindi si raddrizza e mastica. Le vere e proprie feci, sono invece palline dure che il coniglio lascia cadere senza reingerirle.

La minzione invece, avviene a getto ossia, sollevando il treno posteriore, l’urina viene diretta verso il basso. Alcune volte viene emessa con un getto proiettato con un arco di cerchio all’indietro ad una distanza di 50-70 cm.

Questo si osserva in particolari circostanze, sia nel maschio che nella femmina: quando si arrabbiano perché disturbati nelle faccende o prima dell’accoppiamento. Spesso questa eliminazione impropria è motivo di sterilizzazione del coniglio da parte del proprietario.

Data la natura fortemente territoriale del coniglio, per evitare di ritrovarsi con feci e urine disperse per tutta la casa è conveniente posizionare più lettiere nelle quali abbandonerà le sue deiezioni.

La riproduzione del coniglio

Non esistono particolari differenze fra il comportamento del coniglio domestico rispetto a quello selvatico. L’accoppiamento è generalmente preceduto da una serie di moduli comportamentali che hanno lo scopo di favorire la riproduzione.

Da un punto di vista fisiologico, la coniglia come il gatto, non presenta cicli estrali prefissati con la comparsa regolare di calori, ma viene considerata in uno stato estrale più o meno permanente e l’ovulazione è provocata dall’accoppiamento, quindi non è spontanea.

Le manifestazioni del comportamento sessuale sono abbastanza peculiari. Buona norma per un accoppiamento proficuo è condurre la femmina nella gabbia o nel territorio del maschio e non viceversa. Il corteggiamento inizia con la rincorsa in circolo all’interno della gabbia; la femmina all’improvviso si blocca e, ponendosi in posizione di lordosi, accetta il maschio oppure manifesta la propria indisponibilità all’accoppiamento.

Primo piano di un coniglio che cerca di abbracciare un cane
Convivenza tra coniglio e cane

Il comportamento materno della coniglia

È abbastanza caratteristico poiché la coniglia dedica poco tempo alla prole, tutte le sue attenzioni sono rivolte ad assicurare nutrimento e cure ai piccoli nati. Prima del parto la coniglia prepara il nido, scavando cuniculi quando è libera mentre in cattività effettua comunque movimenti di scavo nella lettiera riuscendo ad ammassarla, insieme al fieno, in un angolo della gabbia o nella cassetta-nido per accogliere i piccoli.

Sistemato tutto il materiale comincia a strapparsi i peli dal petto, dai fianchi, dall’addome e dal mento, che sistema all’interno del nido per garantire un giaciglio sufficientemente caldo per i nascituri e, soprattutto, per lasciare traccia feromonale ai piccoli che così resteranno uniti. Questo operazione avviene anche quando la coniglia è in preda ad una falsa gravidanza.

Avvenuto il parto, nell’arco di 15 minuti circa, la madre provvede ad ingerire gli invogli fetali e il cordone ombelicale, lecca i piccoli per pulirli, ed inizia l’allattamento. L’allattamento dura pochi minuti e solo una volta al giorno. Concluso il nutrimento dei piccoli ed effettuato le fasi di pulizia, la coniglia lascia la tana ma non prima di averla coperta con il fieno.

Interazioni tra coniglio e coniglio

È possibile la convivenza di due conigli a patto che siano entrambi della stessa età e che siano introdotti contemporaneamente in gabbia (o in territorio) in modo da non sviluppare comportamenti di difesa dell’uno contro l’altro.

La convivenza di un maschio e una femmina è possibile ma ovviamente faranno tante cucciolate. È abbastanza rischioso affiancare due femmine o due maschi interi, per una pacifica convivenza è consigliabile che i conigli conviventi siano stati sterilizzati.

Il Coniglio con la cavia

La convivenza del coniglio con la cavia è subordinata al grado di socializzazione di entrambi, all’età e allo stato fisiologico ossia se sono sterilizzati o castrati. Così il coniglio può tranquillamente condividere i suoi spazi con la cavia anche se inizialmente è possibile che ingaggino degli inseguimenti che potrebbero concludersi con una tregua ma, se questo non avvenisse e gli inseguimenti si facessero più pressanti, è meglio separarli.

Il Coniglio con il cane

E’ possibile se il coniglio viene introdotto nella di socializzazione del cane (ossia durante il 2° e 3° mese di vita) che lo considererà come familiare e non preda.

Il coniglio che viene introdotto in casa con un cane adulto non socializzato alla presenza del coniglio o di altre specie animali, è bene tenere il coniglio in un ambiente protetto fino a quando il cane non lo percepirà più come una preda ma come un componente della famiglia.

Tra il coniglio e il gatto

La convivenza di un coniglio con un gatto dipende dalle dimensioni del coniglio; non bisogna sottovalutare il fatto che i gatti in natura sono predatori specie se intercettano la tana di coniglietti appena partoriti o in tenera età.

Confrontarsi con un coniglio che sia più o meno di pari dimensioni lo aiuta a difendersi da eventuali attacchi. In ultima analisi se questi attacchi sono abbastanza cruenti è opportuno tenere il coniglio lontano dalla portata del gatto.

© Riproduzione riservata