L’APPRENDIMENTO del cane

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Le modalità di apprendimento nel cane e in altri mammiferi sociali si dividono in apprendimenti associativi e apprendimenti non associativi.

cura di bernardino deiana

L’apprendimento è l’insieme di processi attraverso i quali un organismo animale acquisisce nuovi metodi. È il risultato dell’esperienza e della conseguenza delle interazioni con l’ambiente esterno; ciò permette di modificare in modo stabile o di produrre un comportamento.

Condizionamento classico (di primo tipo)

Il condizionamento classico è caratterizzato da un’associazione del tipo “stimolo + stimolo”, in quanto si tratta dell’associazione tra uno stimolo che non provoca nessuna reazione nell’animale (stimolo neutro o “SN”) ed uno stimolo che di per sé provoca una risposta incondizionata nell’animale (stimolo incondizionato o SI).


La scoperta di questo sistema di apprendimento è legata a Ivan Pavlov, il quale è noto anche ai non addetti ai lavori, per il suo studio sull’apparato digerente e per gli esperimenti sulla salivazione nei cani. Egli notò che al momento in cui gli veniva presentato il cibo il cane salivava; il cibo rappresentava per cui un Si in quanto produceva una risposta incondizionata (RI), la salivazione.

Notò perfino che alcuni stimoli (per esempio il suono di un campanello) non producevano di per sé alcuna risposta incondizionata, limitandosi a produrre nel cane solo un riflesso di orientamento; erano pertanto degli SN.
Anticipando di pochi secondi la somministrazione del cibo con il suono di un campanello, notò dopo un certo numero di ripetizioni della sequenza che il cane cominciava a salivare già al solo udire il suono del campanello, pur non avendo ancora percepito la presenza effettiva del cibo. Tale risposta (la salivazione) prende il nome di risposta condizionata (RC), mentre lo stimolo che l’ha innescata (il campanello) diventa stimolo condizionato.

Condizionamento operante o strumentale (di secondo tipo)

Nel condizionamento operante (detto anche per prove ed errori), il cane collega uno stimolo, la risposta comportamentale che l’animale stesso offre e la conseguenza di tale risposta (che sia piacevole o spiacevole). Tale condizionamento è basato sui concetti di rinforzo e punizione, per il loro rispettivi valori di positività e negatività (positività e negatività a livello quantitativo).

cane prato per educazione con la padrona

Rinforzo

È uno stimolo che tende ad aumentare la frequenza di un comportamento.

Rinforzo positivo

È la somministrazione (o aggiunta) di una conseguenza positiva (stimolo appetitivo) che premia il comportamento che si vuole consolidare.
Per essere veramente definito tale il rinforzo deve essere veramente positivo per il cane e desiderato da quest’ultimo (se cercassimo di rinforzare un comportamento di un cane che non ama il contatto e lo facessimo con le coccole il nostro tentativo fallirebbe). I rinforzi si dividono in due categorie: primari (cibo, acqua, calore, riposo, contatto e sesso) e secondari (lodi, clicker, o qualsiasi stimolo condizionato che per condizionamento classico sia associato ai primari).

Rinforzo negativo

È la sottrazione di un evento sgradito al cane nel momento stesso in cui compie l’azione che si desidera consolidare. La risposta che il cane dà a tale conseguenza è una risposta di evitamento. Ne è un esempio il lavoro in coercizione per evitare che il cane tiri al guinzaglio: il collare a strozzo si allenta nel momento in cui il cane smette di tirare (per non sentire il dolore il cane evita di tirare).

Punizione

È quello stimolo che tende a diminuire la frequenza di un dato comportamento.

Punizione positiva

Presentazione di uno stimolo avversivo nel momento in cui il cane presenta un comportamento del quale si vuole ridurre la frequenza di emissione.
Il classico “NO!” detto al cane durante un’azione a noi sgradita rispecchia il valore di punizione. La punizione per essere efficace deve essere realmente avversiva per il cane e ribadita puntualmente.

Punizione negativa

È da considerarsi la sottrazione di un evento piacevole o la non apparizione di quest’ultimo. Ne è un esempio pratico il proprietario che ignora il cane che gli abbaia contro nel tentativo di ricevere delle attenzioni: fino a che quel cane continuerà ad abbaiare non riceverà ciò che desidera.

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