Orme cani: dalla mitologia alla scrittura

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Dalla mitologia alla letteratura, dalla pittura alla scrittura: il nostro amico a quattro zampe non manca mai.

A cura del Dott. SERGIO CANELLO Fondatore e Responsabile Dipartimento Ricerca e Sviluppo SANYpet – FORZA10 Medico veterinario ed esperto internazionale in patologie di origine alimentare

Le orme del cane attraverso i secoli

Il cane è rimasto, rimane e rimarrà sempre al fianco dell’uomo, per incomprensibili e meravigliose ragioni.

Le sue doti hanno ispirato numerosi arti, come la scrittura e la pittura: le orme della sua presenza al nostro fianco partono dalla storia e attraversano la mitologia, la letteratura, l’arte ed i film, arrivando fino ai giorni nostri.

Impronta cane Storia e mitologia


Il cane, considerato ancora simile al lupo, è stato raffigurato nelle pareti delle caverne fin dalle epoche preistoriche.

Rappresentare gli animali in questi casi era strettamente legato alla cacciagione. Ecco le rappresentazioni più famose nella storia dell’uomo e nella mitologia.

Antico Egitto

Il cane nell’Antico Egitto era considerato sia un animale da compagnia che un alleato per la caccia, la guardia e la custodia del gregge. Anubi, divinità con la testa di cane o sciacallo, era il Dio dei morti, ricoprendo non casualmente il ruolo di custode e accompagnatore di anime.

Popoli del Sud America

Per quanto riguarda la cultura Maya, sono state ritrovate tombe con ai piedi statue di cani.

Più in generale, si riporta che alcuni popoli del Sud America erano soliti seppellire il corpo del defunto insieme al cane, per favorire il suo passaggio verso l’Aldilà: una funzione riscontrata anche nelle popolazioni nordiche.

Argo

Argo nell’Odissea era il cane di Ulisse, unico a riconoscerlo al suo ritorno dopo vent’anni di assenza: il vecchio cane, ormai moribondo, ebbe le ultime forze per scodinzolare e agitare le orecchie prima di spirare, provocando in Ulisse la sua unica lacrima versata.

Cerbero

Cerbero è il celebre cane a tre teste che custodisce il passaggio verso il regno dei morti. Anche se in questo caso la figura non è positiva, il cane ricopre nuovamente il ruolo di custode.

Nella Divina Commedia è a guardia del terzo girone, quello dei golosi, che vengono puniti dai suoi artigli.

Mera

Un ultimo esempio nella mitologia greca riguarda Mera, cane di Icaro. Morto quest’ultimo e la figlia Erigone, il cane vegliò su di loro fino alla sua stessa morte. L’atto di pura fedeltà e amore, convinse Zeus a imprimere la sua immagine nel cielo, tanto che Mera divenne la costellazione del Cane Minore.

Impronta di cane nella letteratura

Come si può non decantare le virtù del cane? Come si può non renderlo il perfetto coprotagonista o, addirittura, protagonista di una storia? Non si può.

 Totò: il cagnolino nero di Dorothy, protagonista de “Il meraviglioso mago di Oz”, con cui condivide le sue mirabolanti avventure.

 Buck: il protagonista del celebre romanzo d’avventura di Jack London: “Il richiamo della foresta”.

 Lassie: la star dei celebri film, ma anche del libro dal quale sono tratti, il romanzo “Torna a casa Lassie”, che racconta la storia del famoso Rough Collie.

 Milù: coraggioso e determinato nel difendere il suo migliore amico, Milù è il fedele cane di Tintin, le cui avventure non sarebbero state le stesse senza di lui.

 Pluto: dalla letteratura ai fumetti. Come dimenticare il fidato amico di Topolino?

Storia dell’arte

L’arte greca e di rimando quella romana contemplavano la bellezza e la perfezione, dunque anche la presenza del cane si legava a questo aspetto.

La loro rappresentazione era spesso legata alla caccia, ma sfociava anche nella mitologia, in particolare in relazione al suo ruolo di custode e protettore di un luogo.

Allo stesso modo accadeva nell’arte cristiana e bizantina, dove gli animali rimandavano a una certa simbologia e divenivano allegorie.

La loro funzione iconografica è stata inoltre quella dell’atteggiamento di allerta. Gli animali da compagnia infatti in molti dipinti non sono un elemento scenografico o di contorno, ma testimoniano allerta e pericolo, comunicandolo in primis allo spettatore dell’opera.

Nel medioevo a questi aspetti elencati si associava inoltre una frequente rappresentazione in scene di caccia.

Poco per volta negli anni, il cane inizia ad essere rappresentato nel suo habitat e a divenire esso stesso oggetto di studio e non più unicamente raffigurato per l’idea a esso associata.

Ne è un esempio uno studio di proporzioni della testa di un cane da parte di Leonardo Da Vinci.

Ne “La venere di Urbino” (1538): la presenza del cane nel letto in cui giace la Venere del famosissimo quadro di Tiziano sta a rappresentare la fedeltà, quella che la donna porterà al marito, secondo una prassi spesso praticata nei ritratti di coniugi.

Illuminismo

Naturale che negli anni dell’illuminismo anche i cani nelle opere d’arte rispecchino gli ideali di questa tendenza culturale e artistica. Stubbs è famoso proprio per i suoi dipinti di cani e cavalli, che rappresentava con grande precisione e interesse a riprodurli quanto più simili al vero.

Il cane nell’Ottocento e Novecento

Il cane è stato spesso nell’arte un compagno dell’uomo potente. La sua raffigurazione era sovente al fianco dei ricchi o nei salotti dei più agiati, in scene quotidiane.

Lo osserviamo ad esempio nel dipinto di Renoir “Ritratto di madame Charpentier con i figli” (1879).          

Nei secoli fra l’Ottocento ed il Novecento i cani nell’arte iniziano a seguire le differenti correnti artistiche, lasciandosi trascinare dalle idee e ideologie di cui si fanno portatori. Faranno dunque parte delle inquietudini dell’uomo, conduttori loro stessi della sua interiorità e soggetto di poetiche espressioniste, futuriste e via dicendo.

“Dinamismo di un cane al guinzaglio” (1912), il quadro di Giacomo Balla, profondamente radicato nei temi del movimento artistico futurista, ha un’inquadratura quasi fotografica, molto particolare, che studia il movimento dei corpi e l’oscillazione del guinzaglio, i veri soggetti del dipinto.

Cane e Cinema

Il cane è rimasto al fianco dell’uomo anche sul set, recitando con lui. L’ha fatto fin dal principio, nel primo film dei fratelli Lumière. Seppure si trattasse di un filmato di soli 60 secondi, ne “L’uscita dalle officine Lumière” un cane si mostrava per pochi fotogrammi agli occhi degli allibiti spettatori parigini del Salon du Grand Café di Boulevard des Capucines.   

Da qui in avanti il cane affianca al suo ruolo di coprotagonista nella vita dell’uomo, quello di attore cinematografico, perfino protagonista.

Alcuni dei film più famosi da ricordare sono Balto, Beethoven, Hachicko, Lilly e il vagabondo, 4 bassotti per un danese, Io e Marley, Air Bud, La carica dei 101, Vita da cani, Charlie – Anche i cani vanno in paradiso e sicuramente The Artist del 2011, dove Uggie, Jack Russel co-protagonista dello splendido film francese, ha ottenuto addirittura una stella sulla Walk of Fame, a pochi metri da quella di Marilyn Monroe.