La PROCESSIONARIA – Un pericolo della mezza stagione

La PROCESSIONARIA

Un pericolo della mezza stagione

Cerchiamo di capire come preoteggere i nostri amici a quattro
zampe dalla loro naturale curiosità verso tutto ciò che gli circonda, anche,
per esempio, dal prendere in bocca le larve della processionaria, capaci di
procurare danni talvolta irreversibili.

A cura della Dott.ssa FEDERICA MICANTI – Medico Veterinario

  

La processionaria (Thaumetopoea pityocamp) è un lepidottero
diffuso in Eurasia e Nord Africa. È un parassita pericoloso soprattutto per i
pini, per le querce a foglia caduca e occasionalmente per i larici, i cedri, i
noccioli, i castagni, i faggi, i carpini e le betulle. Questo insetto è molto
nocivo poiché in primavera priva le piante giovani di parte delle foglie,
compromettendone così il ciclo vitale.

Da adulta, la larva
della processionaria diventa quella che normalmente è chiamata “farfalla
triangolare”,
di colore grigio con
striature brune.

 

Peli irritanti

La larva va da 1 a 3,5 cm ed è fornita di numerosi peli
irritanti sia per l’uomo sia per gli animali, che usa come strumenti di difesa.
Questi peli urticanti si possono separare facilmente dalla larva sia per
contatto diretto sia per azione del vento. Per la loro peculiare struttura “a
gancio” essi si attaccano facilmente ai tessuti provocando una reazione urticante
a volte anche molto forte. Da adulta questa larva diventa quella che
normalmente è chiamata “farfalla triangolare”, di colore grigio con striature
brune. Di solito le larve sono attive solo la notte, mentre di giorno si trattengono
al riparo nel nido. Una volta giunte a maturità, le larve abbandonano
definitivamente il nido, percorrono tutto il tronco e si dirigono verso il
suolo in file molto lunghe. Proprio a questo comportamento devono il loro nome.

Un pericolo mortale

Spinti dalla loro naturale curiosità, purtroppo i cani sono
portati a prendere in bocca queste larve, procurandosi danni talvolta irreversibili.
I sintomi possono essere anche molto gravi: improvvisa e intensa salivazione,
dovuta all’infiammazione della bocca e spesso anche dell’esofago e dello
stomaco. La situazione con il passare del tempo non migliora, anzi peggiora
drasticamente. Infatti la lingua, per la forte infiammazione, aumenta di
volume, tanto che a volte può addirittura soffocare il cane. I peli urticanti
del bruco della processionaria, quando entrano in contatto con la lingua,
possono anche causare necrosi del tessuto con la conseguente perdita di
porzioni della lingua stessa. Altri sintomi sono abbattimento, febbre,
anoressia, vomito e diarrea. In questi casi, la prima cosa da fare è un
abbondante lavaggio con acqua munendosi di guanti spessi e rivolgersi con
rapidità al proprio medico veterinario di fiducia che saprà somministrare le
terapie più indicate.

La processionaria e l’uomo

Se l’uomo entra in contatto con il bruco della
processionaria, nei casi più gravi può incorrere in uno shock anafilattico che
può condurre fino alla morte. Alcuni sintomi possono essere, oltre
all’orticaria, anche sudorazione,
gonfiore in bocca e in gola, difficoltà di respirazione, diminuzione della
pressione e perdita di coscienza. In caso di contatto con gli occhi si sviluppa
rapidamente congiuntivite con rossore e dolore. I peli urticanti sono irritanti
anche per le vie respiratorie, si possono verificare starnuti, mal di gola,
difficoltà nella deglutizione e difficoltà respiratoria. In caso di ingestione
si può avere infiammazione delle mucose della bocca e dell’intestino
accompagnata da sintomi quali salivazione, vomito, dolore addominale.