Temperatura di Acquari e Laghetti

Durante la stagione calda, soprattutto da giugno a settembre, chiunque abbia un acquario o un laghetto deve fare i conti con l’innalzamento della temperatura dell’acqua, problematica assai dannosa per i nostri animali.

A cura di MARCO MAGGI, coordinatore servizi veterinari Ca’ Zampa, con la collaborazione di Sebastiano Gerosa, esperto di Nac

Come mantenere la temperatura ottimale anche d’estate

Scopriamo, dunque, quali sono i possibili rischi del fenomeno e come poter intervenire al meglio per preservare la salute delle specie acquatiche interessate.

Perché una temperatura ottimale è importante per il benessere dell’animale

Innanzitutto, bisogna circostanziare il problema: alcuni animali e alcune specie soffrono particolarmente le alte temperature.


Per cui, per prima cosa, è corretto conoscere il proprio pet, le sue abitudini e soprattutto la zona ottimale di temperatura. Ovvero, quel range di gradi in cui l’animale riesce a vivere al meglio, senza troppo sforzo metabolico e senza che l’acqua “maturi” eccessivamente causando fermentazioni batteriche e fungine.

I pesci, infatti, sono esotermi e quindi risentono fortemente delle variazioni termiche. Per capirsi: un animale con un range ottimale tra i 25 ed i 28°, per eseguire funzioni di base a 30 o a 23° C potrebbe avere bisogno di quattro, cinque volte l’energia che impiegherebbe in un habitat a lui più idoneo.

Va da sé che una possibile variazione di questo tipo causa inevitabilmente all’animale uno stress metabolico importante, ma anche affaticamento, dimagramento e minor capacità di risposta alle infezioni.

Alla luce di tutto questo, dunque, è importante valutare e conoscere le varie tipologie di pesci, così da rispettare le specifiche esigenze di ognuna. La carpa koi, ad esempio, necessita di una temperatura di 20/25°, al contrario dei pesci tropicali di acqua dolce (come il Betta Splendens) che prediligono temperature comprese tra i 26 e i 28° C.

Come incide la temperatura sull’acidità e sulla durezza dell’acqua

La temperatura, inoltre, agisce indirettamente anche su due parametri che tutti gli acquariofili sono abituati a controllare: l’acidità (o PH) e la durezza (GH) dell’acqua.

Temperature eccessive, infatti, creano alterazioni del normale processo di degradazione dei rifiuti biologici, generando di conseguenza dei composti (come ad esempio i nitrati) che sono dannosi per il pesce.

Inoltre, la conseguente modifica del PH rende l’ambiente più acido o alcalino, con conseguenze catastrofiche per l’equilibrio dell’ecosistema.

Tuttavia, in natura così come negli stagni o negli acquari domestici, alcune lievi variazioni di temperatura sono comunque tollerate. Senza contare che in alcune stagioni (come ad esempio in quella riproduttiva) può essere addirittura necessario modificare di qualche grado l’ambiente acquatico.

Un acquario che si rispetti, infatti, utilizza sia riscaldatori che raffreddatori collegati ad una centralina, che ha il compito di correggere la temperatura e di attivare eventualmente l’uno o l’altro in caso di necessità.

Raffreddare l’acqua: quali sono le soluzioni migliori

Riscaldare l’acqua non è un problema: per un risultato ottimale, infatti, si può utilizzare un riscaldatore ad immersione che permette di aumentare la temperatura in base alle più svariate necessità.

Ma quando arriva il caldo ed il nostro termometro inizia a salire, come dobbiamo comportarci?

Per prima cosa, quando si acquista un acquario, è importante ragionare e scegliere preventivamente il posto dove andare a posizionarlo: se verrà esposto alla luce solare, infatti, sarà sempre un ecosistema potenzialmente instabile.

Questo perché, durante la stagione calda, i raggi solari potranno scaldare eccessivamente l’acqua durante il giorno, riducendo di colpo la temperatura una volta calato il sole.

Parliamo, dunque, di un’escursione termica importante che diventa potenzialmente pericolosa per i pesci. Un animale soggetto abitualmente a queste variazioni, infatti, soffre uno stress metabolico elevatissimo con conseguente predisposizione a gravi patologie.

Senza contare che i raggi solari aumentano esponenzialmente la crescita di alghe a volte dannose e sicuramente non desiderate da nessun acquariofilo.
Il consiglio, dunque, è quello di posizionare l’acquario in un luogo fresco e il laghetto in una zona d’ombra.

Ciò nonostante, nelle giornate afose di agosto, può capitare comunque che la temperatura sia eccessivamente alta e che questo influisca direttamente anche sull’acqua del biotopo.

Pertanto, una buona abitudine è quella di lasciare aperta la parte superiore della vasca così da favorire l’evaporazione.

Tuttavia, se anche in questo caso il nostro termometro punta ancora verso l’alto, l’unica soluzione possibile è quella di utilizzare un refrigeratore elettronico.

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