ALIMENTAZIONE PER ACQUARIO MARINO

Si dice spesso che siamo quello che mangiamo: questo concetto non vale solo per gli esseri umani ma anche per i nostri pesci, tanto più nell’acquario d’acqua marina tropicale, reef o Mediterraneo, che spesso ospita animali con particolari esigenze nutrizionali e di microelementi che vanno aggiunti
periodicamente all’acqua. 

Dott. ALESSIO ARBUATTI – Medico Veterinario

L’alimentazione dei pesci d’acquario

L’alimentazione necessita di un’elevata variabilità e alternanza. La prima
cosa da fare è informarsi sulle reali esigenze alimentari dei pesci che
vogliamo immettere in vasca. Successivamente valuteremo che tipo di
alimenti utilizzare (industriali o casalinghi), anche in base al tempo a
disposizione e alle nostre competenze. Poiché in commercio vi sono molti alimenti, per praticità li schematizzeremo in categorie delle quali valuteremo utilità, praticità e caratteristiche nutrizionali.  

Negli ultimi anni il numero di soggetti nati in cattività sta lentamente aumentando.

La scelta di un alimento composto da granuli di alta qualità permette di gestire al meglio la quantità del cibo somministrato e di avere un alimento a lenta precipitazione tale da permettere a tutti i soggetti ospitati di nutrirsi.


Le materie prime di alta qualità che vengono usate comprendono
principalmente: pesci, krill, alga spirulina, alghe oceaniche e farine
di cereali. A questi vengono addizionati composti immunostimolanti come
l’astaxantina, la vitamina C ed il Beta-Glucano.  

Stabili e golosi

Gli alimenti liofilizzati coniugano alcuni aspetti estremamente importanti dal punto di vista dell’acquariofilo. La liofilizzazione infatti permette di mantenere tutte le caratteristiche organolettiche dell’alimento col vantaggio di renderlo più stabile dal punto di vista microbiologico, meglio conservabile  e più leggero. In tal modo l’acquariofilo compra un alimento sano, facilmente stoccabile e facilmente solubile in acqua.   

Alcune specie, in primis i pesci pagliaccio (Amphiprion spp.), possono depositare in cattività le uova dalle quali fuoriescono piccoli avannotti.

La loro alimentazione richiede una cura particolare.Pasto… da chirurgo

In commercio vi sono diversi alimenti liofilizzati sia a base di microorganismi (Artemia salina, tubifex, daphnia, chironomus), che a base vegetale. Tra questi ultimi vanno ricordate l’alga spirulina e le altre alghe marine, estremamente ricche dal punto di vista nutrizionale.

Questi ultimi prodotti possono essere facilmente somministrati in vasca grazie alla loro forma laminare: essi sono un’utilissima integrazione per molti pesci marini erbivori come gli Acanturidi (“pesci chirurgo”) e Pomacantidi (“pesci angelo”).  

Insalata di cozze

La gamma degli alimenti congelati è estremamente varia. Il cibo congelato viene venduto in piccoli blister in genere da 100 g e deve essere conservato sempre alla corretta temperatura di congelamento, anche nelle fasi di trasporto, per evitare uno scadimento delle caratteristiche nutrizionali e lo sviluppo di batteri.

Al fianco degli invertebrati universalmente utilizzati in acquacoltura e acquariofilia mondiale, come l’Artemia salina, il Chironomus e la Daphnia, solo per citare i principali, ad oggi sono disponibili anche altri alimenti quali il krill pacifico, il plankton, le uova di pesce, le alghe, o addirittura preparati a base di polpo, cozze e verdure.

L’utilizzo del cibo congelato, che permette di soddisfare anche i palati più esigenti, prevede spesso la necessaria addizione di complessi multivitaminici liquidi al fine di reintegrare le eventuali carenze dei singoli alimenti prima che questi vengano somministrati in acquario.  

Pappa speciale

L’acquariofilia marina, ancora più di quella d’acqua dolce può richiedere l’allevamento diretto di cibo vivo, sia per l’alimentazione di alcuni invertebrati che per la riproduzione in cattivtà di alcune specie.

A differenza della maggior parte dei pesci tropicali, gli avannotti delle specie marine necessitano di un’alimentazione molto specifica a causa delle piccole dimensioni degli orifici buccali nei primi giorni di vita.   

Un ottimo mangime di base, scelto in base alle esigenze nutrizionali dei pesci che ospitiamo, è sicuramente il punto di partenza per una corretta alimentazione.

I primi passi

Per questo gli acquariofili più esperti spesso costruiscono piccoli impianti per la produzione di phytoplankton (plankton vegetale); la coltura si basa sull’immissione iniziale di inoculi di alghe all’interno di tubi (reattori),
termostatati ed illuminati.

È possibile anche allevare organismi animali planktonici che formano il cosiddetto “Zooplankton” (copepodi e rotiferi). 

Questi ultimi, alimentati periodicamente con il phytoplankton  e arricchiti con particolari sostanze, possono anch’essi essere allevati in piccoli cilindri e in seguito somministrati agli avannotti nei primi giorni di vita; solo dopo qualche giorno sarà possibile passare ai naupli di Artemia salina ed ai
mangimi commerciali.    

L’acquariofilo diventa cuoco

Gli acquariofili più appassionati spesso si cimentano nella preparazione degli alimenti da somministrare ai propri pesci.  I cibi più comunemente
preparati sono quelli crudi (verdure), quelli facilmente surgelabili a
base di componenti animali o vegetali e quelli lessati o bolliti. 

La scelta di essere “chef dei nostri pesci” è sicuramente motivata dalla possibilità di fornire ai propri animali una dieta varia e variegata, ma deve comunque rispettare delle regole di base che non sempre sono conosciute. 

Il mercato offre decine di prodotti a base di materie prime di alta qualità d’origine animale e vegetale.La corretta scelta del mangime in scaglie o in granuli deve essere fatta in base alla dieta dei pesci ospitati, alle dimensioni del granulo o della scaglia ed alla sua stabilità in acqua.

Le regole d’oro

Qualora si utilizzino frutta e verdura fresca è sempre buona norma sciacquarle con acqua e bicarbonato per evitare di somministrare ai pesci composti indesiderati come i fitofarmaci. 

Se si preferisce somministrare vegetali bolliti o scottati dobbiamo valutare bene la temperatura e la durata del trattamento: alcuni micronutrienti infatti possono perdersi con la cottura. 

Le regole non cambiano per la preparazione di cibo surgelato. In più però dovremo assicurarci di scegliere materie prime di alta qualità, procurarci un ottimo impianto di surgelamento e ricordarci di addizionare il prodotto con integratori di micronutrienti.

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