Originaria dell’Australia, pesa appena trenta grammi, si alleva facilmente e con un paziente addestramento può imparare a ripetere alcune parole. Per questo la Cocorita è il pappagallo più diffuso nelle nostre case.

 

Le Cocorite sono i pappagalli più comuni in cattività. Allo stato selvatico hanno tutte un piumaggio verde intenso con barrature brune che richiamano le onde; a questa caratteristica si deve tanto il nome scientifico, Melopsittacus undulatus, quanto il loro nome comune, Pappagallino Ondulato. Nei soggetti molto giovani le barrature ricoprono tutta la fronte e giungono fino alle narici, mentre negli adulti la fronte è senza barrature. Le giovani cocorite sono anche riconoscibili per il colore nero dell’iride, che è cerchiato di bianco negli adulti.


Cocorite… di colore

La selezione in cattività ha permesso di creare tante mutazioni di colore cosicché abbiamo oggi Cocorite azzurre, viola, gialle, bianche, opaline (prive di barrature su testa e schiena) o pezzate. In Inghilterra sono state selezionate Cocorite di taglia più grande con la testa particolarmente bombata, conosciute qui da noi con il nome di "Ondulati Inglesi”.


In compagnia

Le Cocorite sono pappagalli molto socievoli tanto che più coppie possono essere ospitate con successo in voliera. Se di dimensioni adeguate, quest’ultima permetterà di alloggiare una piccola colonia di pappagallini. Qualora invece si desideri ospitare una singola coppia in gabbia, questa deve essere sufficientemente ampia e a sviluppo orizzontale. Da evitare le gabbie rotonde a sviluppo verticale.

 

 

Le Cocorite raggiungono la maturità sessuale anche a 5-6 mesi d’età. Per un migliore sviluppo dell’organismo è consigliabile, tuttavia, permetterne la riproduzione ad un anno di vita.

 

Granivori

Gabbie e voliere vanno arredate con posatoi e un numero adeguato di mangiatoie e beverini, in modo da non creare competizioni per il cibo e l’acqua. Le cocorite sono essenzialmente granivore e possono essere alimentate con miscele di semi integrate con frutta, pastoncino e polivitaminici. Come per altri pappagalli è consigliabile basare l’alimentazione su prodotti già bilanciati come pellets ed estrusi specifici.


Narici rivelatrici

La facilità con cui è possibile riconoscere i sessi ha favorito la riproduzione in cattività di questi pappagalli. La pelle circostante le narici, detta cera, è infatti tipicamente blu nel maschio e marrone nella femmina, che diventa "rugosa” nel periodo riproduttivo. Nei giovani è invece rosacea. Qualche difficoltà si può avere solo in alcune mutazioni di colore (albini, pezzati) dove la cera dei maschi può rimanere di colore rosato.


Alla stessa altezza

Per ottenere la riproduzione delle Cocorite è fondamentale collocare nella gabbia un nido a cassettina di legno con un foro d’entrata a livello della parte frontale. In commercio vi sono molti nidi per Cocorite, ma alcuni sono troppo piccoli. In alternativa si possono usare nidi per Inseparabili, i quali hanno l’interno suddiviso in due camere: ciò permette da una parte alla femmina di covare e dall’altra al maschio di sostare nel nido senza interferire con la cova. Nel caso la riproduzione avvenga in voliera conviene porre un numero di nidi superiore al numero delle coppie ospitate, tutti alla stessa altezza, in modo che non sorgano litigi per il possesso dei nidi stessi.


Covate numerose

La femmina depone in media 5-6 uova per covata, ma non sono rari i casi di covate più numerose. Le uova vengono deposte a giorni alterni e la femmina può iniziare a covare fin dal primo giorno di deposizione; di conseguenza i piccoli non nascono contemporaneamente. La differenza di età tra il primo nato e l’ultimo può essere di vari giorni, ma i genitori riescono ad alimentare tutti i nidiacei a meno che la covata non sia troppo numerosa. In quest’ultimo caso conviene trasferire i neonati più piccoli in altri nidi o allevarli artificialmente.


Maltrattati

In tutto il periodo in cui nutre i piccoli la femmina deve avere a disposizione cibo in abbondanza. Le giovani Cocorite iniziano ad uscire dal nido a circa 4-5 settimane e verso le 7 sono in grado di alimentarsi da soli. Quando si è certi che siano in grado di badare a se stessi conviene allontanarli dai genitori perché questi potrebbero maltrattarli, specie nel caso in cui volessero iniziare una nuova deposizione.


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