Nei pappagalli in cattività capita con una certa frequenza di osservare casi di "autodeplumazione”, fenomeno con cui si intende una qualsiasi distruzione delle penne autoinflitta. Potrebbe trattarsi dello strapparsi completamente le penne con il becco o la zampa, morderle alla base, strapparne dei pezzetti, o strappare le barbule dal rachide centrale. In casi molto gravi il pappagallo giunge anche a procurarsi gravi ferite e mutilazioni.


Cattiva gestione

L’autodeplumazione è legata alla condizione di cattività (in particolare nei soggetti "pet” tenuti in singolo esemplare) dal momento che in natura nessun pappagallo si sognerebbe mai di strapparsi le piume. All’origine dell’autodeplumazione ci possono essere cause mediche (infezioni, malattie, intossicazioni e altro), e cause non mediche. Le cause strettamente mediche andrebbero ricercate dal veterinario specialista, che potrà porre rimedio con terapie idonee o, in alternativa, orientare la diagnosi verso una o più cause d’origine "gestionale”. Nella maggior parte dei casi, infatti, il pappagallo che si depluma viene mal gestito dal suo proprietario che non tiene conto delle esigenze del volatile.


 


Amici (quasi) selvatici

I pappagalli non hanno subito un processo di domesticazione come altre specie: anche quelli che nascono in cattività, quindi, restano per molti versi simili ai loro parenti selvatici. I pappagalli in natura percorrono spesso lunghe distanze per raggiungere i siti di alimentazione con un notevole dispendio di energia, compensato dalla scelta di cibi molto energetici. L’atavico comportamento alimentare induce anche in cattività i pappagalli a nutrirsi degli alimenti più energetici come, ad esempio, i semi di girasole, le arachidi e le noci. Sfortunatamente si tratta di cibi troppo calorici per animali che non svolgono neanche lontanamente il movimento che farebbero in natura; sono inoltre cibi poveri di importanti elementi nutritivi e che predispongono a diverse patologie oltre che all’autodeplumazione.


Volere volare

Nei pappagalli tenuti in casa la possibilità di volare è ovviamente molto ridotta. Se è vero che molti pappagalli in cattività hanno meno bisogno di volare dato che il cibo è a portata di becco, è anche vero che allontanarsi in volo in risposta ad una condizione avversa è un comportamento naturale per un pappagallo e la sua privazione può causare una condizione di stress ricorrente. Ciò è particolarmente vero per i pappagalli ai quali vengono tagliate le penne remiganti per impedire il rischio di fuga. Oltretutto i monconi delle remiganti tagliate possono dar fastidio al pappagallo che potrà essere invogliato a rosicchiarle innescando il processo di autodeplumazione.


Un compagno per la vita

I pappagalli sono uccelli sociali che in natura vivono in stormi e sono strettamente monogami.

Durante il periodo riproduttivo gli ormoni sessuali raggiungono il picco, ma durante il resto dell’anno rimangono ad un livello basso. In cattività, invece, il pappagallo che non ha possibilità di contatti con suoi simili individua in un membro "umano” della famiglia il proprio partner. Raggiunta la maturità sessuale i suoi picchi ormonali sono mantenuti per un periodo molto più lungo rispetto a ciò che avviene in natura dal momento che numerosi possono essere gli stimoli alla riproduzione (contatto frequente con il partner umano, presenza di cibo in abbondanza, presenza di siti considerati adatti alla nidificazione come scatole, scaffali di librerie o cassetti).

 

 


Frustrati

Il pappagallo, frustrato nella riproduzione, può così sviluppare un atteggiamento aggressivo verso gli altri ed autolesivo verso se stesso.

In questi casi è bene ridurre i contatti "intimi” col pappagallo (come farsi rigurgitare cibo, tenerlo sulla spalla o accarezzarlo sulla groppa) invitandolo invece al gioco e dandogli oggetti con cui distrarsi.

I pappagalli amano molto giocare con oggetti che possono rompere, attività che li distoglie dal mangiucchiare le proprie penne.


Una questione di rispetto

La maggior parte dei pappagalli proviene da paesi tropicali caratterizzati da un alto tasso di umidità. In cattività è opportuno permettere loro di bagnare il piumaggio, come minimo una volta alla settimana. Molti casi di autodeplumazione si risolvono semplicemente aumentando il numero di bagni. Anche il riposo è molto importante per i pappagalli e dovrebbero essere garantite loro 9-10 ore di sonno.

In conclusione, comprendere le esigenze del pappagallo è fondamentale per prevenire l’autodeplumazione così come vari altri disturbi comportamentali. Correggere una gestione non idonea permette spesso di risolvere i casi di beccaggio delle penne, anche se talora occorrono tempi prolungati e… tanta pazienza.


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