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Il becco negli uccelli è un attrezzo tuttofare: serve a prendere il cibo, difendersi dai nemici, curare il piumaggio. E ci sono specie che lo usano perfino come aiuto nella deambulazione.


Identikit

La componente principale del becco è la cheratina, che forma una struttura leggera (ranfoteca) ricoprente le parti ossee sottostanti. La branca superiore del becco è detta rinoteca e ricopre la mascella; quella inferiore, ricoprente la mandibola, è detta gnatoteca.


Doloroso!

Il becco è irrorato da vasi sanguigni e presenta terminazioni nervose; per questo motivo eventuali lesioni traumatiche possono rivelarsi per gli uccelli particolarmente dolorose e possono dar luogo a forti emorragie.


Se mi usi mi consumo

Queste caratteristiche anatomiche fanno del becco una struttura in continuo accrescimento e rimodellamento durante l’intero arco della vita del volatile; analogamente a quanto avviene per le unghie, anche il becco cresce e si consuma.


È usato per molti scopi: prensione del cibo, alimentazione dei piccoli, difesa dai nemici, cura del piumaggio.

 

Dimmi che becco hai...

La forma del becco varia molto nelle diverse specie in funzione, soprattutto, del comportamento alimentare degli uccelli. Questo dato è utile se troviamo nidiacei abbandonati e non si riesce ad individuare di che specie si tratti: ci permette infatti di offrire loro le prime cure e il cibo adatto in attesa che si possa affidare il malcapitato volatile ad un centro di recupero.


... e ti dirò chi sei!

Un errore che si compie comunemente, ad esempio, è cercare di nutrire con semi i piccoli di merli o cince; un attento esame del becco mostrerà, invece, che si tratta di specie insettivore. Meglio quindi offrire loro larve di coleotteri o altri alimenti particolarmente proteici.


Esistono in commercio (destinati soprattutto ai pappagalli) dei particolari posatoi con superficie in cemento lievemente abrasiva che permettono un regolare consumo di unghie e becco.


 


Simmetrici e allineati

Lo stato di salute del becco riflette la salute degli uccelli. Il becco di un uccello sano deve essere della lunghezza propria della specie, liscio e simmetrico, privo di zone decolorate e con un giusto allineamento della branca superiore con quella inferiore.


Troppo lunghi

Il problema che più spesso si osserva in cattività è un’eccessiva crescita del becco, in particolare della parte superiore. Ciò è spesso dovuto al mancato consumo del becco da parte del volatile, specie se questi non ha a disposizione nella gabbia rami o blocchetti di minerali che ne permettano un giusto rimaneggiamento.


Nei pappagalli il becco rappresenta anche un ausilio per la deambulazione; tale comportamento, importantissimo nell’ambiente arboricolo naturale, è facilmente osservabile anche in cattività.


Qui ci vuole il trapano!

Se il becco è troppo cresciuto deve necessariamente essere asportata la parte in eccesso ed è consigliabile che tale operazione sia eseguita da un veterinario che con un trapano farà in modo di eliminare solo il tessuto corneo in esubero senza danneggiare le strutture "vive” del becco. Se il becco venisse danneggiato, infatti, il dolore procurato al volatile renderebbe difficoltosa l’alimentazione anche per vari giorni con gravi ripercussioni sulla sua salute.


Alterati

Alcune condizioni patologiche come malnutrizione, malattie epatiche, infezioni virali, micosi, e parassitosi possono alterare lo sviluppo del becco.In questi casi è ovviamente fondamentale giungere il più rapidamente possibile ad una diagnosi in modo da instaurare la cura più appropriata ed impedire che il problema si ripresenti.




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