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Antiparassitari, tutto quello che devi sapere

A cura della Dott.ssa SABRINA DOMINIO

 

Per definizione, un parassita è un organismo che vive a spese di un altro essere vivente.

Di norma, questi organismi non sono quasi mai pericolosi, ma, in caso di infestazioni massicce o prolungate, possono comunque debilitare i nostri amici cani e gatti.


Una minaccia da non sottovalutare

Tuttavia, i parassiti possono diventare veicolo di agenti patogeni molto piĂš dannosi che, in alcuni casi, provocano patologie anche piuttosto gravi.

Ad esempio, la zecca, è vettore di numerosi patogeni, che possono provocare malattie anche mortali, come l’ehrlichiosi o la piroplasmosi

Ma state tranquilli, meno che non infesti il nostro amico in maniera estremamente massiccia, non crea quasi mai gravi problemi.



Interni ed esterni

Esistono anche parassiti interni, che come da nome, colonizzano soprattutto il tratto gastroenterico, ma anche il cuore e l’apparato respiratorio.

In questa sede, però, ci occuperemo solamente dei trattamenti per prevenire o curare le infestazioni dei parassiti esterni che si diffondono sulla cute o il pelo, come pulci, zecche, acari, pidocchi.

 

 

Bagnetto, sĂŹ o no?

In passato si pensava che lavare frequentemente il proprio animale fosse la misura preventiva migliore per proteggerlo dalle infestazioni parassitarie.

In realtĂ , cosĂŹ come succede per i bambini che prendono i pidocchi, spesso questi parassiti colonizzano i peli e la cute particolarmente puliti. Questo succede perché, con l’eccessiva pulizia, vengono alterati i sistemi di protezione che l’organismo mette in atto per difendersi naturalmente dalle aggressioni degli agenti patogeni, come la normale idratazione e lo strato lipidico della cute e quello cheratinico dei peli.


I tempi giusti

Non tutti sanno che, prima di mettere il classico antiparassitario spot-on, è meglio evitare di lavare il proprio beniamino e se proprio bisogna farlo, è consigliabile aspettare almeno 48 ore prima di applicare la pipetta.

In caso contrario, il principio attivo potrebbe non diffondersi in maniera uniforme su tutta la cute dell’animale, in quanto lo strato lipidico attraverso il quale migra, è stato alterato dal lavaggio.

 

 

Questione di igiene

Stesso discorso vale per i lavaggi successivi l’applicazione del prodotto.

Se proprio dovete fare il bagnetto al vostro cane, sappiate che l’effetto dell’antiparassitario potrebbe essere minore e che questo andrà applicato con maggiore frequenza.

È meglio mantenere pulito l’ambiente in cui vive il vostro animale, mediante il periodico lavaggio dei tessuti con i quali viene quotidianamente a contatto (tappeti, copertine, cucce in stoffa), piuttosto che sottoporlo a frequenti bagnetti. Stesso discorso vale per gli ambienti esterni: tenete sempre l’erba del giardino ben tosata e disinfettate periodicamente la sua cuccia.


Quale antiparassitario scegliere?

Ciascun antiparassitario ha specifiche indicazioni di applicazione, che dipendono dalla sua formulazione e dal veicolo utilizzato.

Gli antiparassitari piĂš pratici e diffusi sono le pipette spot-on.

Si acquistano in base al peso o alla taglia dell’animale cui sono destinati e si applicano in uno o più punti del dorso, direttamente sulla cute.

Il principio attivo migra nelle ore successive su tutta la superficie corporea, esercitando una copertura diffusa ed efficace.

Hanno il piccolo difetto di lasciare il pelo nella zona di somministrazione unto, aspetto che si nota soprattutto nei cani bianchi a pelo corto.

Di norma la situazione migliora dopo un paio di giorni.


Collari, pro e contro

I collari antiparassitari sono ancora molto diffusi.

Sono molto pratici, perché si possono togliere in qualsiasi momento (come ad esempio se il vostro amico deve fare il bagno nel fiume) e di norma non sono molto costosi.

Tuttavia, possono essere un problema se il vostro beniamino vive libero all’esterno, soprattutto per i gatti, che potrebbero restare impigliati su qualche ramo o cespuglio.

Quindi, meglio scegliere collari in grado di "sganciarsi” nel momento in cui i nostri amici rimangono impigliati, evitando così, la possibilità di farsi del male.

Inoltre, se in casa ci sono bambini piccoli, non è consigliabile adottare questo metodo, se si tratta di collari chimici, perché potrebbero toccarlo o addirittura ingerire i principi attivi tossici.

Stesso discorso se ci sono piĂš animali conviventi, che rischiano di mordicchiarselo a vicenda.


Terapia d’urto

Gli shampoo e le lozioni antiparassitarie comportano un lavoro notevole.

Ci sono tempi di applicazione da rispettare prima del risciacquo e non c’è mai la certezza di avere applicato il prodotto in maniera uniforme e con il giusto dosaggio.

Di solito, vengono utilizzati come trattamento d’urto in animali particolarmente infestati o qualora le risorse economiche siano limitate, come nel caso di randagi o animali ospitati nei rifugi.

 

 

Spray e compresse

Gli spray sono ancora largamente utilizzati, soprattutto se lo stesso proprietario possiede diversi animali da trattare.

Anche in questo caso, esiste il rischio che il prodotto non venga applicato in maniera uniforme e che possa essere inavvertitamente inalato, ingerito o irritare gli occhi.

Negli ultimissimi tempi, sono stati introdotti antiparassitari per uso orale in compresse, che stanno prendendo sempre piĂš piede, anche se al momento non sono efficaci nei confronti di tutti i classici parassiti del cane e del gatto.


Antiparassitari Chimici?

Gli antiparassitari chimici hanno un’azione più rapida ed efficace ma presentano alcune controindicazioni.

Fate molta attenzione nel somministrarli a soggetti delicati, come anziani, cuccioli, animali affetti da patologie croniche e se in casa con voi vivono bambini piccoli.


O Naturali?

I prodotti naturali sono efficaci nei confronti di molti parassiti e la loro tossicità è bassissima o nulla.

Il difetto principale è una scarsa rapidità d’azione.

Una volta effettuata la scelta tra antiparassitari chimici o naturali, la frequenza e la modalità di applicazione dei prodotti variano in base all’ambiente in cui vive l’animale, al suo stile di vita, alle sue abitudini e al conseguente rischio di infestazione.


Trattamenti mirati

Ricordatevi che bisogna conoscere il ciclo riproduttivo, le zone di diffusione e le modalitĂ  di trasmissione di ogni parassita che potrebbe colpire il vostro beniamino.

Ad esempio, le pulci si riproducono durante tutto l’anno alle temperature presenti nelle nostre case, per cui, se il vostro quattrozampe vive in appartamento, il trattamento antipulci andrà fatto per tutti i dodici mesi.

Un cane che vive prevalentemente all’aperto, in zone frequentate da ovini, con estesi pascoli, sarà invece ad alto rischio di infestazione da zecche.

Rivolgetevi sempre al vostro veterinario di fiducia, descrivendo lo stile di vita del vostro amico peloso, avvisandolo delle mete delle vostre vacanze e degli animali con cui può venire a contatto.

SaprĂ  sicuramente prescrivervi il trattamento antiparassitario piĂš sicuro ed efficace.




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