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 "Umanizzare”
gli animali non umani

 

Abbiamo spesso parlato più volte della tendenza di noi umani ad "antropomorfizzare” gli altri animali, ossia ad attribuire ad essi caratteristiche, qualità, pensieri e sentimenti che appartengono a noi. Come già detto, questa tendenza non è positiva quando ci approcciamo con gli altri animali, in quanto ci limita nella nostra interazione con loro, non ci permette di osservarli, conoscerli e capirli in modo oggettivo.

 

Gli studi sulla coscienza, sull’empatia, sulla capacitĂ  di mostrare sentimenti da parte degli animali non umani sono tutt’ora in atto e in continuo aggiornamento e sviluppo, anche per quanto riguarda l’uomo. Spesso mancano ancora risposte certe a riguardo, in quanto questo è un campo di studio molto complicato, in cui è difficile fare esperimenti e avere dati. Molti animali non umani sono stati riconosciuti come esseri senzienti, in grado di provare emozioni e in possesso di forme diverse di intelligenza. Questo però non deve portare a farsi  fuorviare facendo paragoni errati con l’uomo.


Proiezioni errate

Mancano ancora poi prove concrete nell’ambito di altre caratteristiche e capacitĂ , ad esempio su che tipo di sentimenti gli animali provino e sulla consapevolezza che hanno o meno di sé e degli altri. Gli studi, come detto, sono in corso. Nel frattempo si possono fare ipotesi, osservazioni, esprimere idee e opinioni, stando però attenti a non farci "ingannare” dalla nostra tendenza a voler proiettare sugli altri animali i nostri sentimenti, pensieri, emozioni.

Se si osservano gli animali in modo oggettivo si può cercare di capire e mettere a confronto le varie specie per trovare le possibili somiglianze e differenze tra esse.

 

A ognuno la sua abilitĂ 
Spesso si tende a considerare l’intelligenza come uno dei parametri importanti per vedere se un’altra specie animale possa essere degna o meno della nostra considerazione. Tutti gli animali invece dovrebbero contare ed essere degni del nostro interesse al di là di quanto possano essere intelligenti. Il fatto che un altro animale o un’altra specie abbia o no caratteristiche che nell’uomo vengono considerate positive non deve influenzare il nostro giudizio: spesso infatti gli animali hanno abilità e capacità che nell’uomo sono meno sviluppate o mancano del tutto (ad esempio la capacità di percepire gli ultrasuoni da parte dei pipistrelli, l’olfatto molto sviluppato e sofisticato del cane, la "Danza” che fanno le api come segnale di comunicazione per segnalare all’alveare la presenza di cibo e altre abilità che ci fanno rimanere spesso affascinati).

 

 Talvolta le persone sono portate ad "umanizzare” gli animali quando essi sembrano adottare comportamenti simili a quelli dell’uomo in contesti "positivi”, oppure quando pare che mostrino un’intelligenza spiccata e la capacitĂ  di essere caritatevoli ed empatici. Ma non è questo quello che conta per poter far sĂŹ che gli animali vengano considerati degni della nostra attenzione e del nostro rispetto.

 

Mai "inferiori”
Come possiamo vedere, quindi, gli animali hanno molto da mostrarci e insegnarci se impariamo ad osservarli e conoscerli nel modo più oggettivo possibile. Non è necessario voler a tutti i costi vedere quelle che possono essere o meno forme di intelligenza, moralità, spirito di compassione e altre capacità e caratteristiche umane che ci distinguono, come ad esempio il linguaggio verbale. L’uomo ha di certo avuto uno sviluppo evolutivo molto marcato in confronto a quello che hanno avuto le altre specie, ma non per questo gli altri animali possono essere considerati "inferiori” o meno degni di rispetto o considerazione.

Tutti gli animali contano, sono unici e speciali e devono essere rispettati al di lĂ  di quelle che possono essere le loro doti, qualitĂ  e caratteristiche.

 

Per sempre insieme
Tante specie animali sono state domesticate da tempo e vivono a stretto contatto con l’uomo, tanto che noi stessi non riusciremmo più a vivere o stare senza di esse. Pensiamo ad esempio a tutti gli animali che ci accompagnano nelle nostre attività quotidiane, da quelli da compagnia a quelli che vengono usati nelle attività sportive e lavorative (salvataggio, funzioni specifiche all’interno delle forze dell’ordine e molto altro).

 

Ogni specie animale è unica, ognuna con proprie caratteristiche.

 

Parola d’ordine: interagire

Tutti gli animali quindi sono importanti, non in base a quante cose possono avere in comune con l’uomo, ma in quanto esseri viventi che contribuiscono alla vita sul nostro pianeta. Se impariamo a conoscerli e a cogliere le loro doti particolari, potremo vedere che hanno molto da insegnarci. Per far questo possiamo sfruttare un elemento molto importante presente sia nell’uomo che in molti altri animali, ossia la curiosità, quella "forza” che ci spinge a esplorare ciò che ci circonda, a voler scoprire, conoscere e apprendere cose nuove. È importante quindi non fermarsi alle apparenze ma andare a informarsi, interagire e comunicare tra di noi e soprattutto, se davvero li vogliamo conoscere, la cosa fondamentale è poter vivere in prima persona nuove esperienze a contatto con gli altri animali, imparando a osservarli e a interagire con loro.

Le altre specie animali spesso hanno doti positive che l’uomo non ha, utilizzano in modo diverso i cinque sensi e non di rado capita che abbiano capacità molto sviluppate in un certo ambito.

 

A cura della Dott.ssa SARA MAFFI - Laureata in Scienze e Tecnologie delle Produzioni Animali
Specializzata in Interazione Uomo-Animale - Blog: thetalkingdog.altervista.org 

 




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