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Attivi e Sportivi

I cani e l’attività fisica

A cura del Dott. FRANCESCO ORIFICI Medico Veterinario ANMVI

Nell’ambito delle esposizioni di razza, prove di lavoro (utilità e difesa, agility, sleddog, caccia), o semplicemente per l’attività riproduttiva, i nostri cani sono sottoposti a sollecitazioni differenti rispetto a un semplice animale da compagnia.

 

 

 

Per i cani attivi, lo stress psico-fisico è notevolmente superiore alla media, quindi necessitano oltre che di un’alimentazione completa e bilanciata, anche di controlli medici per escludere eventuali patologie invalidanti e trasmissibili geneticamente. Ma quali sono le caratteristiche morfo-funzionali che dovrebbe avere un cane sportivo? Scopriamolo insieme.


Una displasia ai gomiti o alle anche per un soggetto sportivo decreterebbe la fine della sua carriera agonistica e riproduttiva, per questo la ricerca dell’esenzione effettuata all’età di 12 mesi per la maggior parte delle razze canine (oppure 18 mesi per alcune razze giganti), risulta essere fondamentale.


Sani e in forma

Il cane sportivo, prima di tutto, deve essere un animale sano. Per questo sono essenziali controlli veterinari che escludano eventuali alterazioni morfo-funzionali.

In primis le displasie delle anche (HD) e dei gomiti (ED), patologie che hanno la loro importanza per gli animali da compagnia, e che sono decisamente importantissime per un cane sportivo o che intraprenda la carriera riproduttiva. In Italia esistono due Centrali di lettura riconosciute dall’E.N.C.I. (Ente Nazionale Cinofilia Italiana) per l’esenzione dalle displasie: la Ce.Le.Ma.Sche. (Centrale Lettura Malattie Scheletriche) e la F.S.A. (Fondazione Salute Animale), entrambe con una rete di Veterinari referenti su tutto il territorio nazionale.


A ciascuno il suo

Un cane che si appresti a intraprendere la carriera agonistica dovrebbe essere sottoposto anche a un’attenta visita cardiologica e, se appartenente a razze a rischio come Boxer, Labrador e Dobermann, anche a un esame ecocardiografico. Il Medico Veterinario dovrà poi certificare la completa e corretta chiusura dentaria (per le razze che lo richiedono) e, nel maschio, la presenza di entrambi i testicoli nello scroto. Superati questi primi controlli veterinari, le caratteristiche di un soggetto sportivo dipenderanno dalle peculiarità intrinseche della razza. Il merito di avere una specifica struttura anatomica, in base all’impiego per cui la razza è stata pensata, è degli allevatori che nell’ambito sportivo assicurano, insieme alle società specializzate di razza, l’evoluzione e il benessere delle razze stesse.

Un Pastore Tedesco, razza da pastore, avrà una costruzione nel rettangolo tipica del trottatore, con degli angoli scapolo-omerali e tibio-tarsici che gli consentiranno di percorrere anche 40 km al giorno senza affaticarsi, riuscendo a dirigere il gregge ai comandi del pastore.


Quale alimentazione somministrare a un cane sportivo?

L’alimento che ogni giorno somministriamo al nostro cane deve essere bilanciato e di qualità, tanto più per un cane che deve affrontare un’intensa attività sportiva.Sul mercato esistono molti ottimi prodotti capaci di soddisfare il fabbisogno di un animale che deve affrontare un’attività fisica intensa, alimenti che hanno un bilanciamento di proteine, carboidrati e lipidi ottimale per ogni settore agonistico. In alternativa è possibile somministrare anche una dieta casalinga con carne, pesce, carboidrati, verdure, ma bisognerà trovare il giusto equilibrio per garantire l’apporto ideale al nostro cane sportivo.

La profilassi per la Rabbia è obbligatoria per poter partecipare a ogni evento espositivo o di lavoro, essendo questa una zoonosi, cioè malattia trasmissibile all’uomo. Di conseguenza i controlli saranno molto rigidi, poiché i cani sportivi, spostandosi frequentemente da una città all’altra o da una nazione all’altra, potrebbero essere veicolo di questa grave e mortale patologia.

Dieta bilanciata

In questo ultimo caso, è quindi consigliabile affidarsi a un Medico Veterinario nutrizionista che stabilisca in modo preciso le componenti e i dosaggi per ogni alimento, ricordando sempre che il nostro cane non è un uomo e neppure un lupo selvatico e quindi la sua alimentazione deve essere bilanciata per la specie di appartenenza. Questo risulta ancora più importante per un atleta, nel quale piccoli squilibri nella dieta potrebbero compromettere anni di lavoro per raggiungere un ambito traguardo sportivo. Allo stesso modo, per i cani che devono intraprendere l’attività riproduttiva, sarà fondamentale giungere al momento dell’accoppiamento con un body condition score ideale per assicurare un miglior esito alla gravidanza. Durante la crescita poi, è di aiuto soprattutto per le razze medio-grandi la condro-protezione. Somministrare degli integratori specifici durante l’accrescimento, garantisce il giusto apporto dei "mattoni” della matrice cellulare cartilaginea, proteggendo di conseguenza l’articolazione stessa.


Sali minerali

I sali minerali, come calcio e magnesio ed alcuni oligoelementi (ferro, rame, selenio) devono essere contenuti in maggiori quantità, perché vengono consumati durante lo sforzo. Stesso discorso vale per le vitamine, soprattutto quelle del gruppo B, per le quali va prestata particolare attenzione ai dosaggi. In questo caso, comunque, dovreste trovare tutto io ciò che serve al vostro cane atleta all’interno dell'alimento per cani attivi da voi prescelto, perché chi formula questi prodotti, tiene conto del maggior consumo di questi nutrienti con l’esercizio. a cura Dott.ssa Sabrina Dominio

 

Quando e dove si inizia ad allenare un cane sportivo?

Allevare un cane sportivo comporta la consapevolezza di avere a che fare con un cane-atleta. L’allenamento dovrà sempre tenere conto dell’età dell’animale, ma l’attitudine caratteriale del soggetto deve essere indirizzata fin da cucciolo all’attività sportiva: un cucciolo cresciuto in modo sedentario difficilmente riuscirà in età adulta a raggiungere traguardi importanti nella sua categoria. L’allenamento intensivo solitamente inizia dopo l’anno di età, dopo aver effettuato i controlli per le esenzioni delle malattie ereditarie congenite. A questo punto la preparazione agonistica sarà specifica per attitudine o tipologia di lavoro, ma il buon preparatore-proprietario dovrà affidarsi sempre a professionisti del settore per avere maggiori garanzie di successo. Questa è una regola che vale per ogni animale, ma ancor di più per il nostro atleta.

 

 

 

 

Un Setter inglese, razza da caccia, verrà selezionato per resistere a lunghi spostamenti senza stancarsi, avrà una tessitura di pelo che gli consentirà di non inzupparsi durante un temporale e poter continuare il lavoro per cui è stato selezionato.


Prevenire è meglio che curare

Come per qualsiasi sportivo, gli infortuni possono interferire con la carriera agonistica: i soggetti da agility sono sottoposti a numerosi stress articolari a causa dei salti e dei cambi di direzione repentini (slalom), quindi la prevenzione consiste nel mantenere un corretto supporto muscolare alle articolazioni; gli stress articolari durante le prove di difesa riguardano soprattutto la colonna vertebrale, severamente sollecitata nell’impatto con il figurante durante l’attacco. Per questo motivo, soprattutto negli animali adulti e anziani, sarebbero opportuni controlli per escludere la presenza di patologie discali o spondilartrosi vertebrali.

 

Malattie infettive

Affrontando il problema della prevenzione delle malattie infettive, dobbiamo tener presente che abbiamo a che fare con animali che vengono spesso a stretto contatto con propri simili di varia provenienza e che si spostano anche a notevoli distanze, di conseguenza sarà necessario un corretto piano vaccinale. Anche per i cani sportivi le profilassi antiparassitarie sono importanti per ottimizzare il rendimento sportivo del nostro atleta, visto che vari parassiti possono danneggiare la sua salute in maniera subdola e il contagio è facilitato dal suo stesso stile di vita.


Radicali liberi

Infine, tema sempre più attuale, è consigliabile prevenire lo stress ossidativo con sostanze antiossidanti integrate al pet food. Durante lo sforzo fisico e mentale intenso, infatti, vengono prodotte notevoli quantità di radicali liberi, responsabili dei danni cellulari che portano alle degenerazioni degli organi ed allo sviluppo di tumori. I mangimi per cani sportivi d’avanguardia contengono sostanze antiossidanti, come i polifenoli, le vitamine C e E ed il selenio. Preferite, quindi, prodotti che le contengano, per assicurare al vostro quattrozampe il meglio in fatto di salute.


Come scegliere un cane sportivo?

La scelta necessita di un tempo adeguato per effettuare una serie di valutazioni attente e scrupolose. La selezione di razza si propone di garantire un minimo di sicurezza, pertanto è altamente consigliabile affidarsi ad allevatori professionisti che, grazie alla loro competenza e serietà allevano cani ad elevato valore zootecnico. Occorre in particolare evitare la scelta di animali di dubbia provenienza, oppure da negozi che non siano in grado di certificare un’adeguata selezione di razza. Per concludere, sicuramente il cane sportivo richiede molte cure e attenzioni da parte del proprietario, ma, se gestito in maniera corretta, riuscirà a ripagarvi di ogni vostro sforzo, regalandovi straordinarie emozioni da vivere insieme.


L’acqua è un fattore nutrivo da non sottovalutare: un cane da caccia di 20 kg, che lavora per 4 ore consecutive, dovrebbe assumere quasi 2,5 litri di acqua!


Idratatazione

Dell’energia abbiamo parlato, ma esiste un altro fattore nutrivo da non sottovalutare: l’acqua. Una dieta secca in crocchette va benissimo per il cane sportivo ma, se la scegliete, diventa ancora più importante assicurare al vostro beniamino un corretto apporto di liquidi. L’organismo del cane è costituito per due terzi da acqua e, se le riserve non vengono ricostituite in tempi brevi, il rischio di disidratazione diventa presto realtà. La somministrazione dei liquidi deve avvenire lontano dai pasti, per evitare che le crocchette assorbano acqua e si gonfino nello stomaco, aumentando l’ingombro in maniera esponenziale e molto pericolosa. Permettete al vostro cane di dare solo un paio di leccatine, soprattutto se ha appena terminato le sue corse. Poi toglietegli la ciotola, anche se vedete che ha ancora sete, per poi riproporla dopo almeno 45 minuti. Continuate con questo metodo per tutta la durata dell’allenamento o della gara; una volta a casa, quando il vostro amico sarà tranquillo e riposato, potrete lasciare la ciotola dell’acqua sempre a disposizione. a cura Dott.ssa Sabrina Dominio



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