Un gigante in salotto:

il cane di taglia grande

Quando si decide di adottare un cane,

prima di scegliere tra un meticcio e un cane di razza,

è necessario capire quale sia la "taglia” più adatta alle proprie esigenze.

 

A cura di Angelica D’Agliano

Una volta scelto, è però importante conoscere le patologie più tipiche della taglia ed eventualmente della razza, per poter agire con la prevenzione laddove è possibile. Questo è particolarmente vero per i cani di taglia grande e gigante, che richiedono attenzioni speciali soprattutto durante i primi mesi di vita: scopriamole insieme.

 

Accrescimento a rischio

Le più comuni patologie dei cani di taglia grande e gigante sono quelle dell’accrescimento osseo. In questi cani, infatti, si verifica spesso uno sviluppo eccessivo in tempi brevi: ciò comporta una crescita troppo rapida anche dello scheletro, che però risulterà essere meno robusto e meno capace di resistere agli sforzi biomeccanici richiesti dalla massa muscolare più abbondante e dal sovrappeso.

 

Malattie comuni

Le ossa sono costituite da una superficie esterna compatta, dura e resistente, e da un interno cavo o spugnoso contenente il midollo. Esternamente, le ossa sono ricoperte da una membrana chiamata periostio, che si interrompe nei punti di articolazione con altre ossa e in quelli di inserzione della muscolatura. La prima fase dello sviluppo osseo è un processo complesso in cui la cartilagine viene "trasformata” in osso. È proprio questo il momento in cui spesso si assiste all’insorgere di malattie legate allo sviluppo ortopedico e osteoarticolare, che rappresentano circa il 25% delle malattie canine.

 

I due principali fattori nutrizionali per la comparsa delle patologie scheletriche dello sviluppo sono un eccessivo apporto calorico durante l’accrescimento e l’elevata assunzione di calcio.


Una malattia, tanti fattori

La maggior parte delle patologie scheletriche dello sviluppo è influenzata da fattori genetici, ma bisogna ricordare che si tratta di malattie multifattoriali, nelle quali intervengono anche fattori di natura ambientale. A proposito di questi ultimi, numerose ricerche hanno riconosciuto nella non corretta alimentazione uno dei principali fattori scatenanti: in particolare, i due principali fattori nutrizionali per la comparsa delle patologie scheletriche sono un eccessivo apporto calorico durante l’accrescimento e l’elevata assunzione di calcio.


Occhio alla dieta

Nei cuccioli, una dieta sbilanciata causa un veloce allungamento delle ossa nonché un rapido incremento di peso corporeo, cosa che tende a caricare eccessivamente l’apparato locomotore e favorisce l’insorgere di varie patologie scheletriche. Per quanto riguarda il calcio, è importante ricordare che i cani di età inferiore ai sei mesi non sono in grado di proteggersi da un suo eccessivo assorbimento, che causa un’alterazione del rimodellamento osseo. Un’eccessiva ingestione di calcio sembra infatti avere un effetto deleterio sulla trasformazione della cartilagine di accrescimento in osso.

 

Le razze maggiormente predisposte alla torsione gastrica sono quelle di taglia grande e a torace profondo come Alano, Rottweiler, Dobermann, Pastore Tedesco, Mastiff, Mastino Napoletano, Setter, Cane Corso, Pastore Maremmano-abruzzese.

 

Displasia… o displasie?

Tra le più comuni patologie osteoarticolari che colpiscono i cuccioli di taglia grande e gigante ricordiamo la displasia dell’anca e la displasia del gomito. La prima è una malattia nella quale fattori genetici predisponenti associati a fattori ambientali determinano l’insorgenza di un processo di rimodellamento e successiva degenerazione articolare. Durante la malattia si riscontra una incongruità tra la testa del femore e la cavità acetabolare che dovrebbe accoglierla perfettamente.


Dolore intenso

Tale difetto porta a fenomeni di artrosi che col tempo possono causare dolore e difficoltà nella deambulazione. Il grado di zoppia può essere estremamente variabile: da lieve, che si manifesta solo dopo un intenso esercizio fisico, a grave, quando il cane avverte un dolore così intenso da non essere in grado di reggersi sul treno posteriore. In molti casi una dieta bilanciata, calcolata in funzione dei fabbisogni individuali di ciascun cucciolo, consente di prevenire o diminuire la gravità di questa malattia. Tuttavia spesso la correzione della dieta non è sufficiente a ristabilire l’integrità scheletrica per cui si rende necessario un trattamento chirurgico.

 

Rischio artrosi

La displasia del gomito è una patologia degenerativa causata dalla crescita non sincrona di radio e ulna. Ciò porta alla progressiva formazione di artrosi e quindi a dolore e zoppia. Rispetto alla displasia dell’anca, che è una malattia multifattoriale, questa sembra essere maggiormente legata ai fattori genetici, sebbene anche alcuni traumi o fratture in giovanissima età possano predisporre alla patologia.

 

Radiografie preventive

Di estrema importanza sono le radiografie del bacino e dei gomiti effettuate in sedazione tra i 4 e i 5 mesi di età (dipendentemente dal fatto che si tratti di un cane di taglia grande o gigante). Si chiamano comunemente "radiografie preventive” perché permettono di diagnosticare precocemente queste patologie e danno la possibilità di scegliere, quando necessario, un intervento chirurgico che dopo quell’età potrebbe risultare inefficace.

 

Sindrome… mortale

Un’altra patologia tipica dei cani di taglia grande e gigante è la sindrome della dilatazione-torsione gastrica (GDV), che consiste nell’aumento di volume dello stomaco, associato alla sua rotazione su sé stesso. Questa sindrome va distinta dalla semplice dilatazione gastrica, dove non c’è torsione dello stomaco, ma esclusivamente un suo riempimento con aria o schiuma.

La mortalità dei pazienti colpiti da GDV, se portati in adeguata struttura di pronto soccorso, è del 30-50%, ma sale al 100% nel caso in cui non venga prestato soccorso medico.


Le patologie legate allo sviluppo ortopedico e osteoarticolare rappresentano circa il 25% delle malattie canine.


Addome dilatato

Come si può riconoscere una GDV? Il paziente presenta addome disteso e dilatato (i proprietari definiscono il proprio animale "gonfio”), spesso presenta conati di vomito senza però riuscire a espellere nulla e talvolta può mostrare dolore addominale più o meno intenso. Il cane può presentarsi ancora deambulante oppure disteso su un fianco, a seconda del tempo intercorso tra l’inizio della GDV e il ritrovamento dell’animale da parte del proprietario.

 

Intervento tempestivo

Nel caso in cui il cane sia in preda a torsione gastrica è di vitale importanza che venga immediatamente portato dal medico veterinario, in quanto le complicazioni di tale evenienza sono molte e la situazione è destinata ad aggravarsi nell’arco di poche ore. Il medico veterinario effettuerà una decompressione dello stomaco, una lavanda gastrica e, subito dopo, una chirurgia d’urgenza volta a riposizionare correttamente lo stomaco sul suo asse e ancorarlo alla parete toracica, in modo da scongiurare il ripresentarsi della patologia (intervento di gastropessi).

 

Organi compromessi

Durante la chirurgia il medico veterinario controllerà anche lo stato dei diversi organi addominali, come la milza e la parete dello stomaco: può infatti capitare con una certa frequenza che lo stomaco vada incontro a necrosi, e quindi ne debba essere asportata una parte; può altresì capitare che la milza sia così compromessa da dover essere asportata. Queste evenienze sono tanto più frequenti quanto più tempo intercorre dall’inizio della GDV alla chirurgia.

 

Non si conosce la causa esatta che scatena la torsione gastrica nel cane, tuttavia si suppone che alla sua base ci sia una concomitanza di cause predisponenti.

 

Prevenzione

Cosa possiamo fare per evitare che il cane vada incontro a GDV? Il modo più sicuro per scongiurare la torsione dello stomaco nel cane è la gastropessi preventiva, vale a dire la tecnica chirurgica di ancoraggio dello stomaco alla parete toracica, in modo da evitare meccanicamente che la torsione gastrica possa verificarsi. Il proprietario, inoltre, può diminuire il rischio di GDV alimentando il cane con pasti piccoli e frequenti e cercando di evitare che mangi troppo rapidamente il cibo (in modo tale che non ingerisca anche molta aria). Altra cosa importante è non far correre e saltare il proprio cane subito prima e nelle 2-3 ore successive ai pasti.




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