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AVVELENAMENTO da PIANTE TOSSICHE

A cura della Dott.ssa FEDERICA MICANTI - Medico Veterinario


Molti proprietari di cani e gatti non sanno che alcune piante comunemente presenti nelle nostre case e nei nostri giardini possono essere accidentalmente ingerite e provocare grossi problemi ai nostri beniamini. Nel caso in cui si sospetti un’intossicazione è necessario rivolgersi con tempestività al proprio Medico Veterinario di fiducia, che provvederà quando possibile a stabilizzare l’animale. Di solito il trattamento è puramente sintomatico. Di seguito ecco alcune delle più comuni piante che possono provocare intossicazioni.

 

Ricino

Il ricino è una pianta erbacea molto diffusa, coltivata a scopo ornamentale. La specie piÚ sensibile è il cane, che si intossica per ingestione dei semi o dei panelli, impiegati come fertilizzanti.

Sintomi

Dopo 18-24 ore dall’ingestione si ha un aumento della temperatura corporea. Gli animali si mostrano assetati.

Altri sintomi sono: vomito, bruciore alla bocca, gonfiore della mucosa buccale e della lingua, diarrea emorragica, coliche, dolori addominali, crampi, prostrazione, abbattimento e morte in 2-3 giorni se non si interviene con trattamento sintomatico. L’olio usato da sempre come purgante non è tossico.

 

Oleandro

L’oleandro è un arbusto cespuglioso sempreverde originario delle regioni mediterranee. I fiori variano di colore dal bianco, al rosa, al rosso, al violetto. La fioritura dura per mesi durante l’estate. È improbabile che un cucciolo o un gattino mastichino le foglie verdi della pianta, è però possibile che un animale mastichi ed eventualmente ingerisca parti delle foglie, sia per gioco sia per la sua presenza accidentale nel suo cibo. Il principio attivo è l’oleandrina che agisce a livello cardiaco.

Sintomi

I segni clinici di avvelenamento possono comparire fino a tre ore dopo l’ingestione. Sono rappresentati da: nausea, vomito, diarrea sanguinolenta, stomatite, convulsioni, crampi, atassia, aritmie, problemi epatici. Gli effetti più intensi e potenzialmente letali si osservano a livello cardiaco. La frequenza e la profondità della respirazione spesso aumentano. Le estremità distali degli arti possono essere fredde e la temperatura corporea generale può scendere al di sotto della norma.

 

Stella di Natale

La Stella di Natale è una pianta da appartamento bella e diffusissima, presente nelle nostre case soprattutto nel periodo natalizio. Risulta tossica per cani e gatti. L’intossicazione avviene per ingestione o masticazione delle foglie. La pianta infatti contiene una linfa color bianco latte.

Sintomi

La sintomatologia compare con irritazioni delle mucose dell’apparato digerente o degli occhi, dermatiti, bruciore della lingua delle labbra, congiuntivite, lacrimazione, vomito, diarrea, tremori. La prognosi è in genere favorevole con risoluzione dell’intossicazione.

 

Bella di notte

La "bella di notte” è una pianta comune dei nostri giardini, i cui semi e radici risultano tossici. La tossicità si esplica a livello del tratto digerente, dove determina soprattutto irritazione. Può causare aborto.

Sintomi

I sintomi dopo l’ingestione di semi o radici sono dolori allo stomaco, nausea, vomito, diarrea. Inoltre il contatto con la pelle può determinare dermatiti.

 


Vischio

Il vischio è un arbusto perenne sempreverde che vive da parassita su diversi alberi, come meli, peri, pioppi, querce ed altri. È conosciuto come pianta portafortuna nel periodo natalizio. Le sue radici penetrano nel legno della pianta parassitata per trarne nutrimento. Il seme è circondato da una sostanza appiccicosa che contiene delle tossine. L’intossicazione ha andamento stagionale, si verifica cioè nel periodo natalizio per ingestione di grandi quantità di frutti.

Sintomi

L’ingestione determina atassia, salivazione, vomito, diarrea, coliche e morte se non si interviene prontamente.


 

Ortica

Molte piante sono dotate di peli irritanti in grado di dissuadere gli animali dall’ingerirle o calpestarle. Il principio tossico contenuto nei peli è responsabile della comparsa dei ponfi che si osservano sulla cute dell’uomo in seguito al contatto con questa pianta. L’avvelenamento si verifica nei cani che vivono o cacciano all’aperto. L’animale correndo su e giù fra la vegetazione attiva un gran numero di peli urticanti che determinano l’inoculazione di una dose abbastanza elevata di principio tossico, tale da provocare un effetto cumulativo.

Sintomi

Negli animali intossicati si osserva eccessiva salivazione, sensazione di bruciore in cavitĂ  orale, debolezza muscolare e tremori. Possono essere presenti vomito e difficoltĂ  respiratorie.

 

Marijuana

Questa sostanza determina depressione e alterazione del Sistema Nervoso Centrale. Nei cani avvelenati si può avere depressione, il soggetto colpito sembra quasi semi addormentato. È raro che venga assunta una dose letale.

 

Dieffenbachia

La dieffenbachia è una diffusa pianta d’appartamento, priva di fiori, la cui linfa provoca intossicazione grave nel gatto, più lieve nel cane, per masticazione delle foglie o degli steli.

Sintomi

L’avvelenamento da dieffenbachia provoca irritazione e intenso dolore a livello della bocca, edema ed infiammazione delle mucose della bocca, asfissia, cecità, vomito, aumento della salivazione, diarrea, tremori. Può portare alla morte del soggetto oppure ad una lenta guarigione.


Azalea e Rododendro

È stato dimostrato che anche l’ingestione di una piccola quantità di foglie verdi è in grado di indurre avvelenamento.

Sintomi

I sintomi clinici sono anoressia, aumento della salivazione, depressione, nausea e vomito.

 

Agrifoglio
L’agrifoglio è un arbusto o albero sempreverde, alto fino a 10 metri, con bacche rosse dal fogliame verde scuro lucente. L’ingestione di bacche e foglie è tossica per i cani ma anche per i cavalli.

Sintomi

I sintomi dell’intossicazione sono vomito, diarrea intensa, torpore, coma e morte.

 

Edera
È una pianta rampicante comunemente presente in natura. Il principio tossico è contenuto sia nelle foglie sia nei frutti.

Sintomi

In corso di avvelenamento le manifestazioni iniziali sono rappresentate da ipersalivazione con sete intensa, nausea, vomito, dolori addominali e diarrea. L’animale può entrare in coma e morire.





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