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Angeli a 4 (e 2) zampe

Le unità cinofile da soccorso

A cura di ANGELICA D’AGLIANO

 

 

Le unità cinofile da soccorso sono composte dalla coppia conduttore-cane.

Questa unità è detta anche "binomio”, per sottolineare lo strettissimo legame che unisce il cane al suo compagno a due zampe.

La possibilità di trovare e soccorrere persone disperse è data dal fiuto sopraffino del cane, che riesce a intercettare la traccia odorosa lasciata dalla persona dispersa, unita all’altissimo affiatamento e livello di cooperazione che quest’ultimo ha col suo conduttore.

Fido può riuscire a rintracciare l’odore della persona da soccorrere in diversi modi, ad esempio fiutando l’aria, oppure individuando la traccia odorosa sul terreno. Una volta ritrovata la persona dispersa il cane segnalerà il ritrovamento al suo conduttore, ad esempio abbaiando.


Ad ogni scenario il suo intervento

L’uomo ha compreso fin da subito le enormi potenzialità del suo migliore amico, tant’è vero che i cani da soccorso sono utilizzati da sempre e si può dire in tutto il mondo.

Ogni scenario, ogni calamità richiede un tipo di intervento specifico.

Si può dire però che i cani da soccorso siano classificati in alcune macro aree: i cani da ricerca su macerie, i cani da ricerca in superficie e i cani da soccorso su valanga.

 

 

 

Super-cani?

Quando i media riportano notizie di persone disperse ritrovate dalle unità cinofile, anche dopo molto tempo e in condizioni sfavorevoli, magari quando tutte le speranze sembravano perdute, viene spontaneo chiedersi come sia possibile raggiungere simili risultati.

Davvero siamo di fronte a dei "super-cani”, magari dotati di attitudini e capacità neanche lontanamente paragonabili a quelle possedute dai nostri "normali” cani di casa?


Risultati straordinari

Senz’altro il primo "ingrediente” di una unità cinofila da soccorso è una grandissima dose di lavoro e di impegno, richiesta sia al conduttore sia al suo beniamino a quattro zampe.

Quei risultati straordinari che a volte assurgono agli onori delle cronache sono infatti il frutto di un lavoro lungo e stratificato, fatto di fatica, pazienza, dedizione, ma anche di profonda amicizia e fiducia reciproca.


Una coppia speciale

Sì, perché il binomio uomo-cane (da soccorso) è in realtà una coppia davvero speciale, spesso inseparabile.

Per poter lavorare in condizioni di fortissimo stress, spesso in situazioni difficili se non pericolose, è infatti richiesto che Fido nutra una fiducia cieca nei confronti del proprio compagno a due zampe, che deve diventare il suo principale punto di riferimento.

 

 

Fiducia totale

La fiducia nel proprio conduttore e il livello di affiatamento sono tali che se anche la terra trema, se sono presenti altri cani o persone, se ci sono distrazioni o difficoltà di qualsiasi tipo il cane da soccorso deve comunque continuare il suo lavoro di ricerca, rimanendo il più possibile tranquillo e concentrato.


Una preparazione specifica

Certo, un simile rapporto non si costruisce dall’oggi al domani, ma è in realtà il frutto di un percorso di addestramento che spesso comincia già quando il cane è un cucciolo o poco più.

Le metodologie di addestramento dei cani da soccorso sono diverse tra di loro, e naturalmente variano in base a quale sarà il settore di intervento specifico della unità cinofila.

Ad esempio, i cani da ricerca in superficie faranno un percorso diverso rispetto a quelli da valanga.


Le regole di base

Alla base di tutti i tipi di addestramento c’è però una preparazione comune, che prevede l’insegnamento dei più semplici esercizi di obbedienza.

Questo passaggio è molto utile affinché si instauri fin da subito il giusto rapporto fra il cane e il proprio conduttore.

Non trattandosi di un contesto agonistico difficilmente viene richiesta una esecuzione "perfetta” di questi esercizi.

 

 

 

La cosa importante è che il cane risponda e che sia disponibile a collaborare col proprio conduttore.

In questo modo ci si assicura che Fido sia "gestibile” anche in contesti ben più difficili del campo di addestramento.


Un cane da soccorso non deve essere necessariamente un cane di razza. Moltissimi meticci riescono a ottenere splendidi risultati, l’importante è che abbiano le giuste attitudini e che non venga trascurato un serio e costante lavoro di apprendimento.


Non c’è un’età precisa in cui cominciare il percorso di addestramento, tuttavia se il cane è giovane sarà facilitato nell’apprendimento rispetto a un soggetto più adulto.