Allergie e intolleranze alimentari

A cura della Dott.ssa
SABRINA DOMINIO
Medico Veterinario 

Come noi esseri umani, anche i nostri amici a quattro zampe sono protetti dal sistema immunitario, un complesso e organizzato meccanismo che permette loro di difendersi dai continui attacchi dei molteplici virus, batteri, funghi e sostanze tossiche che si possono trovare nell’ambiente. Per comprendere il suo funzionamento, provate ad immaginare una fortezza circondata da fossati, mura altissime e presidiata da arcieri, soldati e guerrieri. Se tutto funziona al meglio, difficilmente i nemici riescono a passare le barriere e assediare il castello. Spesso però qualcosa non va nel verso giusto: nel caso delle allergie, ad esempio, questo sistema di difesa dell’organismo funziona in modo esagerato. È come se i vari soldatini aggredissero anche gli amici e i conoscenti che vanno in visita al castello, senza riconoscerli.

 

Esiste una sostanziale differenza fra allergia e intolleranza, anche se, alla fine dei conti, i sintomi e il trattamento cambiano poco. L’allergia alimentare consiste in un’esagerata reazione del sistema immunitario nei confronti di alcune particelle (allergeni) presenti nell’alimento. A causa di alcuni squilibri del funzionamento del sistema immunitario, può accadere che l’organismo consideri queste sostanze come estranee e pericolose e metta in atto meccanismi in grado di eliminarle, attivando una risposta immunitaria. L’allergia è un problema sempre più diffuso e in rapida crescita, la forma alimentare rappresenta il 10% di tutte le allergie che colpiscono i cani e i gatti e si trova al terzo posto in termini di diffusione, dopo la dermatite da pulci e la forma respiratoria.


Una questione di quantità
L’intolleranza alimentare non coinvolge il sistema immunitario, anche se i sintomi sono esattamente gli stessi, e si verifica già alla prima esposizione con la sostanza incriminata. Inoltre, mentre nell’allergia alimentare basta una singola molecola dell’alimento incriminato per scatenare una violenta reazione, in caso d’intolleranza la gravità dei sintomi è correlata alla quantità dell’ingrediente responsabile che viene assunta. Un esempio molto diffuso tra i nostri animali è l’intolleranza al lattosio, lo zucchero contenuto nel latte. Gli enzimi che normalmente digeriscono il lattosio, le lattasi, sono poco sviluppati in quei soggetti che non assumono il latte abitualmente e, nel momento in cui tutto questo zucchero arriva nell’intestino, quest’ultimo non riesce ad assimilarlo completamente.

 

L’allergia può colpire cani e gatti di ogni razza, sesso ed età, anche se viene comunemente diagnosticata fra i 2 e i 6 anni.

 

Caccia ai responsabili
Le particelle alimentari che più di frequente provocano una risposta esagerata del sistema immunitario sono le proteine di grosse dimensioni, come ad esempio quelle della carne, delle uova, della soia e dei prodotti lattiero caseari, anche se potenzialmente qualsiasi proteina è in grado di scatenare una risposta esagerata. I grassi e gli zuccheri non possono scatenare una risposta immunitaria, per cui non vi preoccupate se nel mangime del vostro beniamino allergico al pollo, vi sia il grasso di pollo. Se le cose sono state fatte per bene, è impossibile che questo grasso possa provocare reazioni avverse. Può capitare solo nella malaugurata possibilità che, per errori di estrazione del grasso, qualche pezzetto di carne di pollo resti incluso fra gli ingredienti, ma se la ditta produttrice utilizza tecnologie all’avanguardia, non dovrebbero accadere incidenti del genere.

Fattori concomitanti
Per scatenare l’allergia alimentare, oltre agli allergeni, servono altri fattori concomitanti. Ad esempio, se lo stato di salute dell’intestino non è ottimale, la digestione delle proteine non avviene in modo corretto ed esse passano la barriera intestinale mantenendo delle dimensioni tali da scatenare una reazione. Se il processo digestivo avvenisse nel migliore dei modi non ci sarebbero pericoli. Ecco perché i soggetti più spesso predisposti allo sviluppo di allergie e intolleranze sono quelli affetti da patologie gastrointestinali croniche come la diarrea o l’insufficienza pancreatica, oppure che sono stati svezzati precocemente. In questo ultimo caso, infatti, l’intestino del cucciolo non è ancora completamente sviluppato e non lascia passare nel circolo sanguigno anche proteine poco digerite e quindi di grosse dimensioni.

 

Sebbene cause e meccanismi siano differenti, i sintomi di allergia e intolleranza sono comuni e si possono sviluppare a qualsiasi età e in qualsiasi momento dell’anno. 

 

Come riconoscerle
Il segno caratteristico di un’eventuale allergia o intolleranza è il prurito, che in genere si manifesta entro 24 ore dall’assunzione dell’alimento responsabile. Tutti gli altri sintomi sono la conseguenza dell’intenso grattamento e del continuo leccarsi del povero amico peloso, che, nei casi più gravi, può arrivare a ferirsi e a strapparsi il pelo. Inguine, ascelle e zampe sono in genere le zone maggiormente colpite da prurito, anche se con l’aggravarsi del problema la diffusione potrebbe arrivare a coinvolgere tutto il corpo. Anche la localizzazione a livello dell’orecchio (otite) è abbastanza comune. In caso di prurito prolungato, i batteri contaminano le lesioni e si possono sviluppare infezioni secondarie che renderanno la cute arrossata, desquamata e cosparsa di croste e pustole. Nella forma gastroenterica si riscontrano una maggiore frequenza delle defecazioni, diarrea, vomito e nei casi più gravi perdita di peso e debolezza.

La diagnosi
Il vostro veterinario di fiducia dovrà effettuare la cosiddetta "diagnosi differenziale”, per escludere altre cause che spesso possono dare sintomi simili. A questo punto, bisognerà adottare la cosiddetta dieta "privativa” o "da esclusione”, costituita da ingredienti mai assunti in precedenza dal vostro animale. Per avere la maggiore certezza possibile, è consigliabile effettuare un "resettamento” di un paio di mesi del sistema immunitario, adottando una dieta completamente vegetale o idrolizzata.

 

Per tutto il periodo della diagnosi il proprietario dovrebbe tenere un diario in cui annotare gli alimenti che vengono somministrati al suo amico peloso e gli eventuali sintomi che ne conseguono, tenendo in particolare considerazione l’aspetto di cute, pelo e feci. 

 

Elenco completo
Il "resettamento” del sistema immunitario ha lo scopo di riportare la situazione a uno stato di calma, rendendo quindi più efficace la dieta privativa adottata successivamente. È molto importante preparare per il veterinario un elenco di tutti gli alimenti che normalmente il vostro amico a quattro zampe assume, incluse tutte le sostanze che ingerisce o lecca, compresi i giocattoli e gli snack fuori pasto.

 

In commercio esiste una vasta gamma di mangimi specifici per soggetti allergici e intolleranti.

 

Test di provocazione
La dieta privativa va somministrata per almeno 8-10 settimane come unico alimento, eliminando anche qualsiasi snack masticabile o farmaco che contenga sostanze di origine alimentare. Una volta trascorsa questa fase, si dovrebbe riscontrare una graduale ma progressiva diminuzione dei sintomi. Trascorse 8-10 settimane, si passa allo stadio successivo della diagnosi, praticando il "test di provocazione”, che dovrebbe confermare l’ipotesi diagnostica. Questo test consiste nel reinserire uno per volta gli ingredienti che l’animale assumeva abitualmente e osservare se ricompaiono i sintomi dell’allergia. Ogni ingrediente va somministrato per due settimane e poi sostituito con un altro, finché non s’identifica il responsabile della patologia.

 

Il segno caratteristico di un’eventuale allergia o intolleranza è il prurito, che in genere si manifesta entro 24 ore dall’assunzione dell’alimento responsabile.

 

La dieta definitiva
Una volta effettuata la diagnosi, la terapia di queste patologie è semplicissima: è sufficiente eliminare definitivamente dalla dieta gli ingredienti che fanno reagire il sistema immunitario. Potete scegliere fra la preparazione di una dieta casalinga, prescritta da un veterinario nutrizionista, o la somministrazione di un alimento commerciale specifico. Nel primo caso, è buona norma preparare un pasto che contenga il minor numero di ingredienti possibile: una fonte di proteina animale, una di carboidrati e una di grassi, a cui si dovrà aggiungere un buon integratore di vitamine e minerali, in modo che la nuova dieta soddisfi tutti i fabbisogni del vostro animale, facendo attenzione che questi integratori non contengano sostanze in grado di scatenare altri fenomeni allergici.


Nuovi alimenti
Nel caso vogliate rivolgervi ad un prodotto commerciale, sappiate che molte ditte mangimistiche hanno studiato una vasta gamma di prodotti specifici per i soggetti allergici e intolleranti. Si tratta di diete bilanciate e complete dal punto di vista dell’apporto vitaminico-minerale, per cui possono essere somministrate per lunghi periodi senza incorrere in squilibri alimentari. Ne esistono di due tipi: i mangimi monoproteici e gli idrolizzati di proteine. I mangimi monoproteici contengono un’unica fonte di proteine nuova per l’animale, molto digeribile e di elevato valore biologico.
È preferibile che anche i carboidrati provengano da un unico ingrediente. Gli idrolizzati proteici contengono proteine già digerite e di piccole dimensioni, che non creano alcuna risposta del sistema immunitario. Sono certamente più sicuri ma, visto il processo tecnologico avanzato cui sono sottoposti, sono anche molto cari.

 

Se dobbiamo somministrare un farmaco a Fido nel periodo della dieta privativa, si può rendere appetibile la compressa con il miele. Da evitare bocconcini di carne, burro o panna.

 

Facciamo chiarezza
Non tutti i mangimi presenti in commercio sono davvero efficaci per una dieta di eliminazione. Per individuare quelli giusti è fondamentale l’interpretazione delle etichette: escludete tutti quei prodotti che, nonostante la dicitura "ipoallergenico” contengono più fonti di proteine e carboidrati. Perché un alimento possa essere veramente considerato ipoallergenico, non deve mai essere stato assunto dall’animale e non devono essere presenti additivi e conservanti artificiali, spesso coinvolti nella reazione esagerata del sistema immunitario.


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