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Alimenti monoproteici Gluten-Free e Grain-Free

 

 

Oggi si può affermare con certezza che l’alimentazione sia fondamentale per il mantenimento di un buono stato di salute.

Ce ne parlano quotidianamente i media e ce lo ricordano spesso anche i medici.

Per i nostri amici a quattro zampe è lo stesso.

In passato, prima degli anni ’60, i cani e i gatti venivano alimentati solo con cibi casalinghi, spesso con avanzi della tavola.

Successivamente è nata e ha iniziato ad affermarsi, dapprima negli Stati uniti poi nel resto del mondo, la realtà del cibo industriale, sia secco sia umido.

 

Una dieta ad hoc

Sono nate così aziende all’avanguardia, capaci di produrre e di mettere in commercio alimenti completi e bilanciati.

Non solo. Sono state formulate anche diete per rispondere alle esigenze di cani e gatti affetti da tutta una serie di patologie che richiedono una modifica della loro alimentazione.

Queste diete contengono ingredienti particolari e specifici che aiutano a migliorare e spesso anche allungare la vita dei nostri beniamini.

È questo il caso per esempio degli alimenti monoproteici.

Proteine alternative

Ma di che cosa si tratta con precisione?

Gli alimenti monoproteici contengono una fonte di proteina per così dire "alternativa”, che non è utilizzata comunemente nell’alimentazione del cane o del gatto, come per esempio cervo, agnello, quaglia, coniglio, struzzo, anatra o altri tipi di carne.

Queste proteine di solito sono associate a una fonte di carboidrati anch’essa alternativa come la polenta o le patate.

A volte è usato semplicemente il riso.


Cambiamenti radicali

In genere questo tipo di alimenti si utilizza per tenere sotto controllo patologie come allergie e intolleranze alimentari.

Ovviamente la scelta del tipo di proteina da inserire nelle dieta dell’animale non è casuale, ma deve essere compiuta dal medico veterinario che, dopo aver fatto i relativi accertamenti e una diagnosi, potrà scegliere l’alimento più corretto da somministrare.

Di solito è preferibile utilizzare una fonte proteica completamente diversa da quella che ha assunto il paziente fino a quel momento.

Per esempio, se il cane ha sempre mangiato pollo, sarebbe preferibile non somministrare tacchino o anatra.

Dieta casalinga o dieta commerciale

Gli alimenti monoproteici possono essere somministrati sia con una dieta casalinga sia con una commerciale.

A tal proposito è in corso un dibattito molto acceso tra proprietari di cani, industrie mangimistiche e mass media.

In realtà entrambe le soluzioni hanno dei pro e dei contro.

Spesso c’è la volontà da parte di alcune persone di "cucinare” per il proprio pet, ricorrendo a una alimentazione di tipo casalingo, percepita come più "naturale”.

Proprio per questo molti proprietari preferiscono la dieta casalinga, anche se non è sempre così sana e genuina come sembra, dipende ovviamente dagli ingredienti che vengono utilizzati.


Pappa fai da te

Spesso poi ci si trova di fronte al "fai da te”, ossia i proprietari ricorrono a diete trovate su Internet, o magari proposte da persone con scarse competenze di tipo nutrizionale.

In questo caso si possono correre gravi rischi per la salute del nostro amico a quattro zampe perché queste diete possono rivelarsi inadatte a essere somministrate per lunghi periodi e causare addirittura patologie. Inoltre, la dieta casalinga richiede tempo per essere preparata, e, soprattutto nel periodo estivo, tende a deteriorarsi facilmente a causa delle alte temperature.

Una soluzione (più) pratica

Le diete commerciali sono più pratiche perché già pronte, si conservano meglio anche d’estate e, soprattutto, sono formulate tenendo conto del fabbisogno della specie a cui sono destinate.

Spesso prendono in considerazione anche altri parametri come età, taglia e razza.

In generale per scegliere la dieta più adatta al nostro animale, che sia commerciale o casalinga, è sempre preferibile rivolgerci al nostro medico veterinario di fiducia.

 

 

Alimenti Gluten-Free e Grain-Free

Gli alimenti Gluten-Free non contengono nessuna fonte di glutine (non presentano cioè ingredienti come frumento, orzo e avena).

Queste diete sono ritenute da molte persone più sane, in relazione all’assenza del glutine, ritenuto potenzialmente pericoloso e quindi da evitare, come accade nel caso del morbo celiaco umano.

In teoria, negli animali il glutine può essere responsabile di fenomeni allergici come qualsiasi altra proteina.

È importante sottolineare che, così come il glutine è innocuo per le persone che non soffrono di morbo celiaco, lo è anche per la maggior parte degli animali domestici.

Questo perché una malattia paragonabile alla celiachia nel cane è molto rara.

Esiste per esempio l’enteropatia da glutine del Setter Irlandese e quella del Soft Coated Wheaten Terrier.

Nel Setter irlandese è legata a fattori genetici.

I prodotti Grain-Free nella loro formulazione, escludono completamente i cereali, in quanto ritenuti una categoria di alimenti di cui non si ciberebbe in natura un carnivoro.

Infatti, il pancreas di animali come cani e gatti secerne poche amilasi, ovvero l’enzima preposto alla digestione degli amidi.

I sostenitori del concetto di Grain-Free, asseriscono che tale tipo di alimentazione, è, oltre che la più adatta all’apparato gastrointestinale di cani e gatti, anche la più naturale, in quanto contiene ciò che essi mangerebbero normalmente in natura.

Gli alimenti Grain-Free inoltre, hanno solitamente dei tenori proteici molto elevati; la qualità delle proteine impiegate è così alta da far sì che essi siano quasi completamente bioassimilabili, affaticando pochissimo i reni ed il fegato dei nostri animali.

 

La dieta BARF

In questi ultimi anni sta riscuotendo enorme successo tra proprietari e allevatori di cani e anche tra diversi medici veterinari il cosiddetto metodo BARF, che consiste nella somministrazione all’animale di una dieta cruda a base di carne e frattaglie, ossa, verdure e frutta.

Da quale principio trae origine questo metodo?

Nasce dalla convinzione che il cane debba tornare ad assumere una dieta quanto più possibile simile a quella del lupo, il suo progenitore.

Si basa anche sulla convinzione che la dieta che un animale assume in natura sia la migliore anche per gli animali domestici.

Dobbiamo fare attenzione, però, al consumo di carni crude, il loro utilizzo infatti, può nascondere un pericolo rappresentato dal possibile contagio di malattie infettive, parassitosi oppure da lesioni all’apparato gastro-enterico causate dal consumo di ossa intere.

Prima degli anni Sessanta cani e gatti venivano alimentati solo con cibi casalinghi, successivamente è nata e ha iniziato ad affermarsi, prima negli Stati uniti poi nel resto del mondo, la realtà del cibo industriale secco e umido.

 

 


Gli alimenti Grain-Free nella loro formulazione escludono completamente i cereali, in quanto ritenuti una categoria di alimenti di cui non si ciba in natura un carnivoro.


Gli alimenti monoproteici contengono una fonte di proteina e una fonte di carboidrati per così dire "alternative”, che non vengono utilizzate comunemente nell’alimentazione del cane o del gatto. In genere questo tipo di alimenti si utilizza per tenere sotto controllo patologie come allergie e intolleranze alimentari.


Gli alimenti Gluten-Free non contengono nessuna fonte di glutine, non presentano cioè, ingredienti come frumento, orzo e avena.


Il metodo BARF consiste nella somministrazione all’animale di una dieta cruda a base di carne e frattaglie, ossa, verdure e frutta, e nasce dalla convinzione che il cane debba tornare ad assumere una dieta quanto più possibile simile a quella del lupo, il suo progenitore.






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