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La stasi gastrointestinale è una malattia potenzialmente mortale, ma che nella maggior parte dei casi può essere curata con successo. Il coniglio è un erbivoro e la funzionalitĂ  del suo sistema digestivo necessita di alimenti a elevato contenuto di fibra, poveri di grassi e carboidrati, come le erbe e le piante di campo. 

Tossine... mortali
La stasi gastrointestinale è una riduzione delle contrazioni di stomaco e intestino, e porta al ristagno dell’alimento nel tratto digestivo. 
A sua volta ciò comporta un’alterazione dell’ambiente intestinale e della sua flora batterica: i batteri nocivi prendono il sopravvento su quelli benefici, producendo gas o tossine mortali. 
Come effetto collaterale del digiuno che consegue alla stasi, si può inoltre verificare un grave danno al fegato.
 
Rimedi tradizionali come l’olio di vaselina sono controindicati o inutili. Ad esempio il succo d’ananas non ha particolari proprietĂ  curative se non quelle di reidratare il contenuto gastrico. 

Digiuno patologico
I primi sintomi della stasi consistono in una riduzione o assenza dell’appetito e nella mancata produzione di feci o nell’emissione di feci piĂą piccole e scarse. A questo punto il proprietario attento deve allarmarsi e far visitare il coniglio. I conigli sani infatti mangiano e producono feci pressoché di continuo: un digiuno di 12 ore è sospetto e se si prolunga oltre le 24 ore è decisamente patologico. 


Tristi
Molto spesso la stasi ha un esordio subdolo: il coniglio non ha appetito, ma rimane attivo e allegro.  Altre volte invece l’animale sta male e si comporta in modo diverso dal solito: tende a stare fermo, accucciato, ed è disinteressato a ciò che lo circonda. Questo è il modo che hanno i conigli di manifestare il dolore. Il coniglio, infatti, ha scarsa tolleranza per il dolore  che proviene dagli organi addominali: esso causa alterazioni fisiologiche, tra le quali un blocco della motilitĂ  intestinale, e quindi perpetua la condizione stessa che lo provoca, mantenendo un pericoloso circolo vizioso. 
 
Gran parte dell’apparato digerente del coniglio è costituito dall’intestino cieco: lì la flora intestinale partecipa alla digestione dell’alimento producendo vitamine, aminoacidi e acidi grassi. 

La cure giuste
Il veterinario può rapidamente effettuare una diagnosi. La terapia varia secondo lo stato generale, la gravitĂ  dei sintomi, la durata della condizione. Si ricorre comunque alla somministrazione di liquidi, sia per via orale che per via sottocutanea (o endovenosa, nei casi piĂą gravi) per contrastare la disidratazione. 
Per favorire lo svuotamento gastrico e la motilità intestinale il veterinario prescrive un farmaco specifico, ma solo dopo aver escluso che vi sia un’ostruzione intestinale. La presenza eccessiva di gas può essere corretta con un altro tipo di medicinale.

No al dolore
La somministrazione di analgesici è fondamentale nella terapia: allevia il disagio associato alla stasi e al gonfiore; di conseguenza il coniglio sarĂ  piĂą attivo e riprenderĂ  prima ad alimentarsi e quindi a ristabilire la motilitĂ  gastrointestinale. 
Per prevenire problemi al fegato, dovuti alla mancanza di calorie e quindi all’utilizzo dei grassi corporei, si deve alimentare il coniglio prima possibile. 

 
Cicoria e finocchio
Le cause della stasi gastrointestinale sono diverse. In cima alla lista, gli errori alimentari: una dieta carente di fibra, ad esempio, è un invito allo sviluppo della stasi. 
Cerchiamo di fornire al coniglio una dieta sana e fisiologica: fieno fresco e pulito, erba raccolta dal giardino e da campi (purché priva di pesticidi o altre sostanze inquinanti e dannose), verdure fresche.  Alimenti sconsigliati sono la frutta (ricca di zuccheri) e soprattutto semi, cereali e carboidrati: troppo calorici, poveri di fibra e inadatti alla dentatura del coniglio.
 
La stasi gastrointestinale non ha nulla a che vedere con la costipazione intestinale o la stitichezza, che possono colpire cani, gatti o persone. 

Stressati e... bloccati
La stasi gastrointestinale può verificarsi anche a causa dello stress: qualunque spavento o cambiamento nella routine (l’arrivo di un nuovo animale domestico, la perdita del compagno) possono indurre una stasi, così come ogni condizione dolorosa. 
In tutti i casi, saper cogliere prontamente i primi sintomi è fondamentale per iniziare subito il trattamento. Prima si interviene, maggiori sono le probabilitĂ  di far tornale al coniglio un appetito…  da leone.



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