I DENTI del coniglio

A cura del Dott. CLAUDIO MELLUSO - Medico Veterinario

Il coniglio dispone di sei denti incisivi e di ventidue denti molariformi; questi ultimi non sono facilmente ispezionabili senza un’adeguata strumentazione e spesso, proprio per questo motivo, molti proprietari ne ignorano addirittura l’esistenza. È noto che i denti del coniglio siano a crescita continua, ciò è vero tanto per gli incisivi quanto per i molariformi. Si parla di "malocclusione” quando le arcate dentarie, non combaciando più, non permettono una corretta chiusura della bocca. Ciò può avvenire a volte per alterazioni congenite, ma più spesso per eccessiva crescita dei denti che, a causa di alimenti inadatti, non possono svolgere i fisiologici movimenti di masticazione che ne garantiscono un regolare consumo.


Una crescita insidiosa
La crescita eccessiva dei denti incisivi è facilmente evidenziabile anche agli occhi di un profano mentre quella dei molariformi, a causa della loro posizione più profonda nel cavo orale, non viene generalmente notata dal proprietario del coniglio. L’eccessiva crescita dei molariformi è, tuttavia, particolarmente insidiosa dato che è in grado di provocare lesioni ai tessuti molli ed ossei tanto gravi da compromettere la vita stessa dell’animale.

 

Il coniglio che soffre di malocclusione tende a risparmiare i movimenti di masticazione orizzontale, dati ad esempio dal consumo di fieno, preferendo nutrirsi di alimenti come il pellet, in modo da provare meno dolore.

 

Punte taglienti
La normale conformazione anatomica del cranio del coniglio, oltre a prevedere gli incisivi superiori che sopravanzano gli inferiori, consta in una disposizione sfalsata dei molariformi, con la fila dei superiori disposta un po’ più esternamente rispetto a quella degli inferiori. Ciò comporta che questi denti si consumino in maniera parziale durante la masticazione verticale e totale durante la masticazione orizzontale. I movimenti di masticazione orizzontali si verificano prevalentemente con l’assunzione di fibra di buona qualità e dalla giusta consistenza (ad esempio, un buon fieno). La masticazione del pellet, prevalentemente di tipo verticale, non comporta un adeguato consumo della porzione più interna dei molariformi inferiori e di quella più esterna dei molariformi superiori.
È intuibile dunque che tali parti del dente, non consumandosi, continuino ad allungarsi generando punte taglienti in grado di lesionare gravemente le guance e la lingua.

 

Si parla di "malocclusione” quando le arcate dentarie, non combaciando più, non permettono una corretta chiusura della bocca.

 

 

Critical care
Il coniglio che ha questi problemi tende a risparmiare i movimenti di masticazione orizzontale, preferendo nutrirsi di pellet in modo da provare meno dolore. Rapidamente il coniglio arriva ad alimentarsi sempre meno andando incontro al pericoloso digiuno, sempre grave in questi animali, che comporta ulteriori complicazioni al loro delicato apparato digerente (coliche, meteorismo). Per questo motivo, prima di qualunque altra terapia e praticamente per ogni stato di malessere dei conigli, è sempre opportuno sopperire al digiuno mediante alimentazione forzata con l’utilizzo di preparati specifici, spesso conosciuti come "critical care” per erbivori.

 

I problemi dentali costituiscono una buona percentuale delle cause di malessere nel coniglio.

 

Pratiche rischiose
Negli stadi più avanzati i denti arrivano a distruggere la base ossea in cui sono alloggiati provocando gravi infezioni che evolvono in voluminosi ascessi che coinvolgono anche le porzioni ossee del cranio. La gestione terapeutica di un coniglio affetto da malocclusione deve essere valutata dal medico veterinario; si va, nei casi individuati in tempo, dalla semplice limatura all’estrazione fino a chirurgie facciali spesso piuttosto complesse. È bene sottolineare che la pratica diffusa del taglio dei denti incisivi mediante tronchesi è una pratica rischiosa, dolorosa e non approvata dalla comunità scientifica. Inoltre, poiché spesso la malocclusione degli incisivi si accompagna a quella dei molariformi, è evidente quanto una pratica del genere sia del tutto insensata. La prevenzione è fondamentale e, salvo problematiche di malocclusione congenite, gestibile attenendosi alle linee guida dietetiche consigliate dal veterinario e alle periodiche visite cliniche in modo da evidenziare in tempo eventuali patologie dentali.


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