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Gli errori e le false credenze sull’alimentazione del coniglio

 

A cura di LORENZO LUCHETTA
www.nocetoavicunicolo.it
mail: noceto1991@gmail.com

Iniziamo con questo pezzo una nuova rubrica sull’alimentazione del coniglio da affezione, con i quali si cercherà di fare un po’ di chiarezza e dare informazioni utili su un argomento che mai come adesso è al centro dei sempre più frequenti dibattiti sulla gestione di questi splendidi animali.

 

 Il coniglio è un erbivoro puro, che in natura si sostenta alimentandosi di erbe, radici, cortecce, foglie, bacche, germogli.

Le esigenze alimentari dei conigli variano in base alle condizioni di allevamento, tant’è vero che normalmente gli esperti individuano diversi gruppi: gli allevatori - grandi, medi oppure amatoriali - e infine gli appassionati che ospitano uno o due esemplari in regime "casalingo”.
Noi ci occuperemo di quest’ultima "categoria”.
Anche se può sembrare quella meno impegnativa, non dobbiamo dimenticare che nella pratica comune il coniglio è il pet che più spesso viene alimentato in maniera totalmente o parzialmente scorretta.

Erbivori puri...
Il coniglio è un erbivoro puro, che in natura si sostenta alimentandosi di erbe, radici, cortecce, foglie, bacche, germogli, etc.
Prendere spunto dall’alimentazione naturale del coniglio selvatico è sostanzialmente giusto, anche se si possono fare degli "aggiustamenti” che facilitano la vita a chi deve alimentarlo, senza arrecargli danni.

… e ruminanti mancati

La digestione del coniglio parte dalla bocca.
Il bolo inghiottito raggiunge, attraverso l’esofago, il sacchetto dello stomaco, che è uno solo, al contrario degli erbivori cosiddetti "ruminanti” che ne possiedono addirittura quattro; il coniglio però presenta talmente tante similitudini nutrizionali con questi suoi "parenti” erbivori che è stato spesso riconosciuto come un "ruminante mancato”.

Riciclaggio
Anche il coniglio adotta una sorta di "riciclaggio” delle sostanze nutritive, e lo mette in pratica attraverso il fenomeno della "ciecotrofia”, che consiste nell’ingerire direttamente e senza masticarli dall’ano i cosiddetti "ciecotrofi”, dei grappoli di piccole sfere avvolti in una membrana gelatinosa.
Questo "doppio percorso” nel sistema digerente permette all’animale di assimilare delle sostanze nutritive in prima battuta, e poi "recuperarne” delle altre attraverso la digestione dei ciecotrofi.
Il prodotto finale della digestione corretta sono le cosiddette "pallottole fecali”, ovvero le palline scure di feci che sono tipiche di tutti i lagomorfi.
Ma vediamo di seguito alcune delle più comuni false credenze diffuse in merito all’alimentazione del coniglio.

Il coniglio non può mangiare verdura.
Questa affermazione è falsa, ma è vero che bisogna fare molta attenzione che le verdure non presentino parti deteriorate e non abbiano una temperatura da frigorifero.

Il pane secco fa bene e contribuisce al fisiologico consumo dei denti.
Falso, il pane non è un alimento adatto al coniglio, specialmente nell’alimentazione abituale (un pezzettino ogni tanto è tollerabile), inoltre a contatto con la saliva diventa subito molle e quindi non ha nessuna azione abrasiva sui denti, al contrario dei legnetti e dell’erba.

Il fieno è un alimento facoltativo.
Falso, perché è una componente fondamentale e irrinunciabile della dieta di questo animale e dovrĂ  essere di buona qualitĂ , privo di polvere e sempre correttamente conservato.

Un coniglio che mangia la frutta e verdura può non bere, il beverino non è indispensabile.
Falso, perché il coniglio necessita sempre di acqua fresca a disposizione, e in alcune situazioni come la gravidanza o la convalescenza il fabbisogno cresce molto.

 

Un saluto a tutti i lettori di Petfamily, sono sinceramente, e non per circostanza, onorato di entrare da oggi a far parte della squadra di autori di questa Rivista. Mi chiamo Lorenzo Luchetta e la mia occupazione è Divulgatore Naturalistico, ho un piccolo studio che si occupa delle tematiche di gestione, cura alimentare ed igienica, e storia dei piccoli mammiferi da affezione. Le tematiche "aggiuntive” di cui mi occupo oramai da oltre vent’anni sono la Pet Therapy, la CITES, la botanica nei suoi usi zootecnici, i problemi legati alle alterazioni della biodiversità, e le problematiche ecologiche che sorgono dagli errati comportamenti dell’animale uomo.
Sono un allevatore amatoriale di tutte le razze di piccoli mammiferi che studio e di avicoli ornamentali.
Non mi occupo di NESSUN tipo di allevamento di razze da reddito e la mia attività di allevatore amatoriale non può costituire un guadagno che superi la cifra necessaria all’accudimento tutto degli animali.
Sono autore di pubblicazioni divulgative e di narrativa legata sempre al mondo degli animali.
Felice di fare la vostra conoscenza amici!

 

 




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