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Conigli: DENTI E ALIMENTAZIONE

A cura della Dott.ssa MARTA AVANZI - Medico Veterinario

Tutti sanno che il coniglio ha dei lunghi incisivi adattati a rodere, e molti sanno che questi denti crescono sempre, in modo continuo, per tutta la vita (come le unghie), ma che restano sempre della stessa lunghezza perché si consu-mano con la masticazione. Quello che pochi sanno è che il coniglio ha anche dei denti interni, che per semplificare chiameremo denti molari, e che anche questi denti molari cresco-no in modo continuo tutta la vita (salvo alterazioni gravi che ne bloccano l’accre-scimento). Questo tipo di dentatura rappresenta un perfetto adattamento all’ali-mentazione naturale, un modo per compensare il consumo dovuto alla ma-sticazione prolungata di alimenti abrasivi. Può sembrare un concetto strano che l’erba sia una sostanza abrasiva.


L’erba contiene all’interno delle sue cellule dei microscopici cristalli di silice, che vengono esposti quando la masticazione rompe le cellule. Questi cristalli agiscono sulla superficie del dente come una raspa, consumandolo.


Aggiungiamo il fatto che l’erba è un alimento relativamente povero, e che quindi il coniglio deve ingerirne molta, per nutrirsi. Ciò significa che deve masticare molto: il coniglio selvatico mastica per molte ore al giorno. Il coniglio domestico ha una dentatura perfettamente identica, ma se viene alimentato con pane, semi, fioccati, pellet, riceve una alimentazione molto ricca, energetica, e gli basta poco per saziarsi. Dunque, mastica molto meno, e lo fa con alimenti molto meno abrasivi: quindi consuma poco i denti, che però continuano a crescere lo stesso.

 
L’idea che il pane secco faccia bene ai conigli perché tiene "regolata" la lunghezza dei denti è una stupidaggine: non solo il pane è un alimento del tutto innaturale e può causare gravi disturbi digestivi (come vedremo piĂą avanti), ma non regola proprio niente.



Il pane sbriciolato dagli incisivi che arriva in bocca, impastato di saliva, ha la stessa azione abrasiva sui denti molari di un cucchiaio di purè.
Torniamo dunque ai nostri denti molari, che conti-nuano a crescere anche se non sono più consumati. Quando le superfici di masticazione dei denti superiori e di quelli inferiori si toccano, come fanno a crescere, a continuare ad allungarsi? Se non possono più allungarsi nella dire-zione di crescita, si allun-gano dove possono: dalla parte opposta, dove c’è la radice. Ecco allora che le radici dei denti molari, diventate troppo lunghe, si infilano nell’orbita, dove si trova il globo oculare, o escono dalla mandibola.
Le conseguenze sul coni-glio sono drammatiche.
A tutto ciò aggiungiamo un’aggravante: semi, fioc-cati e pane secco sono molto poveri di calcio, al contrario dell’erba e di molti vegetali, e di vitamina D, che serve ad assorbire il calcio. Il calcio serve a rendere forti le ossa, in carenza di calcio le ossa sono più deboli; in parti-colare le ossa del cranio, in cui sono inseriti i denti, non riescono più a sostenerli in modo adeguato. I denti non sono più saldi nel loro alveolo, e con la masti-cazione iniziano a spostarsi, con due gravi conseguenze.

La prima è che i denti perdono il loro allineamento e le superfici di masti-cazione dei denti superiori e inferiori non sono più per-fettamente a contatto, e non si consumano più in modo uniforme. Si formano sulla superficie dei denti dei mar-gini taglienti, delle punte che crescono sempre più, fino a lacerare come una lama la lingua e le guance. Si è creata una malocclu-sione dentale, una dolorosa condizione che impedisce al coniglio di mangiare. Senza trattamento la povera bestia muore di fame.
Periodicamente (ogni 2-6 mesi) deve essere messo in anestesia per limare le punte dentali, in modo da permet-tergli di riprendere a masticare. La maloc-clusione, una volta instau-rata, è permanente, e ri-chiede trattamenti di lima-tura dei denti per tutta la vita. I denti, infatti, una volta divenuti storti non possono più essere rad-drizzati.
La seconda conseguenza della decalcificazione dell’osso e del minore so-stegno ai denti, è che si creano degli spazi, delle specie di tasche, tra il dente e l’osso, dentro cui si infila materiale estraneo e batteri. Si crea un’infezione che raggiunge la radice dei denti (può accadere sia con quelli inferiori che con quelli superiori) e che poi causa la formazione di un ascesso. Talvolta non è neppure possibile risolvere in modo definitivo il problema.
Di frequente gli ascessi coinvolgono nell’infezione anche l’osso: si crea un’o-steomielite, un’infezione del tessuto osseo.


Gli ascessi dentali sono problemi gravi, che richiedono interventi chirurgici di asportazione o drenaggio, e spesso di estrazione dei denti. Non di rado gli ascessi si riformano, e richiedono anche due o tre interventi chirurgici, per essere risolti.   




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