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Alimenti per conigli

 Impariamo a leggere le etichette

A cura di LORENZO LUCHETTA  www.nocetoavicunicolo.it  

mail:noceto1991@gmail.com

 

 

 

Per leggere nel modo giusto l’etichetta di un mangime, è necessario conoscere a fondo quale sia l’alimentazione corretta dell’animale per il quale lo si acquista.Nei precedenti articoli abbiamo parlato dell’alimentazione dei conigli, cercando di capire cosa andasse bene per questo Lagomorfo e cosa invece potesse nuocergli, partendo dal punto fermo che esso è un erbivoro stretto. Conoscendo la sua "dieta corretta” e, a grandi linee, la percentuale ideale dei vari nutrienti, sarà molto più semplice scegliere bene l’alimento da offrirgli.


Un menù, tante esigenze

Importantissimo è sapere la differenza tra un mangime completo e un mangime complementare, indicazione che deve essere riportata chiaramente su tutte le etichette. Si parla di un mangime completo quando questo contiene tutti i nutrienti per alimentare quotidianamente l’animale; questo non vuol dire che esso debba essere somministrato da solo, infatti abbiamo più volte ricordato che il fieno deve sempre essere presente, e il "fresco” ha la sua importanza. Quando si parla invece di mangime complementare, ci si riferisce a un mangime adatto a integrare la dieta del coniglio, ma non a un alimento che copre tutte le esigenze alimentari dell’animale. Il mangime complementare andrà quindi usato in aggiunta (anche occasionalmente) alla dieta base, principalmente per renderla più variata, gratificare l’animale o premiarlo.


L’errata conservazione dei mangimi spesso è più dannosa di molte patologie quindi, prima di offrire un alimento che viene da una confezione già aperta, accertiamoci che non vi siano presenti muffe, insetti o segni generali di fermentazione.


Le giuste percentuali

Quando ci si trova a consultare una confezione di miscela completa bisognerà controllare se la percentuale di nutrienti ci pare corretta e se sono assenti gli alimenti "sconsigliati”. Un esempio molto calzante è la dicitura "senza cereali” o "grain free” che vuol dire, nel primo caso, che non è stato utilizzato nessun cereale o, nel secondo caso, nessun seme di essi. I principali nutrienti indicati sono le proteine, la fibra, i carboidrati e i grassi, oltre alle ceneri grezze e l’umidità che non sono però chiaramente nutrienti. Non è detto che siano menzionati carboidrati e umidità poiché sono facoltativi.

 

Junior

È importante ricordare che esistono mangimi per conigli giovani, spesso indicati come junior, e mangimi per conigli adulti. Se i nutrienti sono corretti e le loro percentuali anche, utilizzare un buon mangime junior nei primi 40-60 giorni per poi passare a un mangime per animali adulti è decisamente preferibile. Infine è spesso indicata una dose giornaliera che si potrà seguire tranquillamente, dato che le etichette sono

I mangimi completi più comuni sono le miscele, mentre fra i mangimi complementari più diffusi ricordiamo gli stick e gli snack. sottoposte a controllo. I mangimi completi più comuni sono le miscele, mentre fra i mangimi complementari più diffusi ricordiamo gli stick e gli snack.


Occhio alle scadenze

Importantissimo è leggere bene come e dove il mangime debba essere conservato, in particolare dopo l’apertura della confezione. L’errata conservazione dei mangimi spesso è più dannosa di molte patologie quindi, prima di offrire un alimento che viene da una confezione già aperta, accertiamoci che non vi siano presenti muffe, insetti o segni generali di fermentazione. Va da sé che il prodotto debba essere acquistato e somministrato entro la data di scadenza.


Chi consultare in caso di dubbi

Il venditore si presuppone sempre che conosca i prodotti che vende, quindi un suo parere si potrà tranquillamente chiedere.Allo stesso modo, potremo rivolgerci a chi ci ha venuto il nostro animale, ad allevatori specializzati e a chi studia l’alimentazione del coniglio in generale. Non dimentichiamo mai, però, che la figura di riferimento più completa per questo genere di tematiche è senza dubbio il medicoveterinario esperto in piccoli mammiferi.

 

Nei prossimi articoli parleremo anche di alimentazione degli altri mammiferi da affezione più comuni, qui anticipiamo che vale la stessa regola che vale per i conigli: ovvero, quando si conosce la loro dieta, corretta si potrà fare una giusta analisi dell’etichetta. Ricordiamo che i piccoli mammiferi più diffusi come pet sono tutti roditori, fra questi: la cavia, il cincillà, il ratto, il topolino, il criceto, il degu del Cile e il gerbillo. Cosa a sé è il furetto, che è un esponente della Famiglia dei Mustelidi e quindi è un carnivoro. La sua alimentazione differisce completamente dai precedenti citati.