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Il Pogona

Un drago (barbuto) in terrario

Dott.ssa MARTA AVANZI - Medico Veterinario AAE Associazione Animali Esotici ONLUS www.aaeweb.net

 

 

Se si desidera tenere un sauro in casa propria il pogona è una delle scelte migliori: di taglia contenuta, è docile e soprattutto adatto alla vita in terrario (i pogona in commercio sono tutti allevati in cattività da generazioni: la cattura degli esemplari selvatici è proibita).


Il pogona (Pogona vitticeps), detto anche drago barbuto, è originario delle regioni aride e semidesertiche dell’Australia centrale. E’ diurno ed è un abile arrampicatore. Se si vuole adottare uno di questi animali il primo requisito per una corretta gestione del pogona è lo spazio: è indispensabile allestire un terrario piĂą ampio possibile. All’interno vanno collocati dei nascondigli, come vasi di coccio, scatole o cortecce, indispensabili per il benessere dell’animale perché gli forniscono un senso di sicurezza e riducono lo stress.


Territoriali

Il materiale migliore per il fondo del terrario sono i fogli di carta da giornale, economici e facili da rimpiazzare. Altri materiali come sabbia, ghiaino o segatura potrebbero venire ingoiati, causando gravi problemi di costipazione intestinale. I maschi sono molto territoriali e non vanno mai alloggiati insieme a causa della loro aggressivitĂ . Inoltre non si devono porre i giovani insieme a soggetti adulti, perché rischierebbero di essere divorati. Se lo spazio è sufficiente, un maschio può convivere con due o tre femmine, per i principianti è però consigliabile iniziare con un solo soggetto.

 

I sistemi di riscaldamento vanno sempre utilizzati insieme ad un termostato (di ottima qualità) che ne regoli la temperatura. Un surriscaldamento accidentale all’interno del terrario, anche solo per pochi minuti, può causare la morte del suo abitante.


Il giusto ambiente

La temperatura del terrario non deve essere uniforme: ponendo la lampada riscaldante da un lato si deve creare un gradiente.

Sotto la lampada la temperatura deve essere di 40-43°C (il cosiddetto "punto caldo”) mentre deve scendere a 25°C nella zona più fresca. Durante la notte la temperatura deve rimanere circa 22-25°C. I pogona sono deserticoli e quindi richiedono bassi livelli di umidità: 30-40% di giorno e 50-65% di notte. Nel terrario ci deve essere un buon ricambio d’aria, assicurato da griglie di ventilazione poste una in basso e una in alto su due pareti opposte.


Luce e raggi ultravioletti

Oltre alle lampade usate per riscaldare il terrario (che possono anche non emettere luce, come le lampade di ceramica) è necessario collocare lampade a spettro completo, che emettano radiazioni ultraviolette sia di tipo A sia di tipo B. Poiché il vetro blocca quasi completamente le radiazioni ultraviolette queste lampade vanno collocate all’interno del terrario. Vanno sostituite regolarmente dopo 6-12 mesi, perché dopo questo periodo non emettono piĂą raggi UVB.

 

Insetti, che passione

I piccoli di pogona sono insettivori, ma crescendo iniziano a consumare quote sempre maggiori di vegetali, fino a diventare onnivori una volta adulti. A partire dai due mesi di età si deve quindi iniziare ad offrire verdure in modo che imparino a nutrirsene. Gli adulti devono consumare per il 50% insetti e per il 50% verdure; una dieta esclusivamente o prevalentemente insettivora ne abbrevia l’aspettativa di vita, al contrario i vegetali possono essere lasciati sempre a disposizione. Come insetti si possono utilizzare grilli, camole del miele, tarme della farina, kaimani, e di tanto in tanto topini neonati. I vegetali devono essere più possibile variati: radicchi, insalate, indivia, rucola, scarola, catalogna, carote e zucchine grattugiate, tarassaco, peperoni e vari tipi di frutta. Il tutto viene servito in piccoli pezzi, integrato con calcio carbonato e un prodotto minerale-vitaminico.

Il fotoperiodo nel terrario deve essere di 12-14 ore di luce d’estate, 9 d’inverno e 10 in primavera ed autunno. Condizioni di fotoperiodo innaturale (ad esempio un’illuminazione continua anche di notte) causa uno stress eccessivo al rettile, con effetti negativi sullo stato di salute.




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