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Le tartarughe malate o ferite non devono andare in letargo perché questo comporta un forte rallentamento di tutte le attività fisiologiche, compresi i fenomeni di guarigione e il sistema immunitario.
Nelle zone molto fredde il letargo all’aperto può essere controindicato per le tartarughine neonate. In tal caso si può scegliere tra far fare il letargo ai giovani rettili in condizioni controllate, ad esempio in una scatola imbottita di fieno e messa in stanza a 5°C, oppure mantenerli svegli il primo inverno.

 

Nello scorso numero abbiamo parlato della preparazione al letargo delle tartarughe terrestri (Testudo hermanni, T. marginata e Testudo graeca) e abbiamo visto che solo tartarughe sane e in buono stato di nutrizione possono andare in letargo. Le tartarughe sottopeso, invece, non sono in grado di superare il sonno invernale. Esse non hanno abbastanza riserve corporee per arrivare alla primavera, perciò potrebbero morire d’inedia o svegliarsi talmente deperite da non riuscire a riprendersi.

 

Le misure giuste

La tartaruga che non può fare il letargo va alloggiata in un ambiente che fornisca condizioni simili a quelle che il rettile troverebbe all’aperto in primavera. Questo si può realizzare senza comprare un terrario di vetro. È sufficiente disporre di un contenitore di plastica o di legno dalle pareti alte quel tanto che basta da impedire alle tartarughe di uscire. La larghezza dovrà essere almeno 10 volte la lunghezza della tartaruga. Nel caso di tartarughine neonate, la lunghezza dovrebbe essere di almeno un metro.


Caldo e fresco

Il nostro terrario dovrà avere una temperatura appropriata. Per riscaldare il terrario si possono usare lampadine da 100 watt o faretti. La temperatura sotto la lampada va controllata con un termometro. La lampada sarà posta a un’estremità del contenitore, in modo che sia riscaldato solo da una parte; è fondamentale che nel terrario ci siano una zona più calda e una più fresca, in modo che la tartaruga possa scegliere dove stare per regolare la sua temperatura corporea.

 

Luci spente

Il punto più lontano dalla fonte di calore deve restare sui 24°C. Durante la notte le luci vanno spente. Se il terrario viene tenuto in una stanza riscaldata, di notte non è necessario fornire altre fonti di calore. In caso contrario si può usare una lampadina rossa o blu, che producono calore ma emettono una luce molto tenue.


Quasi sole

Se vogliamo dare alla tartaruga un ambiente più simile possibile a quello naturale, oltre al calore dobbiamo fornirle una luce che simuli quella del sole. Per questo serve una lampada ad emissione di radiazioni ultraviolette di tipo B (UVB). Queste lampade, in vendita nei negozi per rettili, permettono alle tartarughe di sintetizzare la vitamina D, indispensabile per assimilare il calcio dell’alimento e permettere una regolare mineralizzazione dello scheletro.

 

Giornali

Il nostro terrario casalingo va completato con un paio di rifugi, uno vicino al punto più caldo e uno al punto più fresco. Sono adatte allo scopo delle scatole di cartone o dei vasi di coccio tagliati a metà. Il fondo del terrario può essere ricoperto di terriccio, che è un materiale adatto ai soggetti giovani. Per le tartarughe adulte, che sporcano molto, dei fogli di giornale da cambiare quotidianamente sono molto più pratici.L’arredo è completato da un recipiente d’acqua, sufficientemente ampio e basso da consentire alla tartaruga di poter entrare con tutto il corpo e uscire con facilità.

 

Consigli:

  • I rettili che non possono andare in letargo devono essere seguiti da un veterinario: tenerli svegli in molti casi non è sufficiente a superare i loro problemi.
  • Il letargo non può essere saltato per molti anni di fila: ci possono essere conseguenze negative a lungo termine sulla salute.
  • I contenitori a chiusura ermetica sono controindicati per far passare il letargo alle nostre Testudo: essi favoriscono l’accumulo di umidità e ostacolano il ricambio d’aria.
  • Le tartarughe mantengono la temperatura corporea adeguata esponendosi al sole; nel nostro terrario questo avverrà sistemando una lampada riscaldante che crei al suolo una temperatura di circa 30°C.
  • Se lasciamo il nostro terrario a una temperatura di circa 20°C (quella che di solito si ha in casa) la tartaruga sarà troppo fredda per alimentarsi e digerire e finirà per morire d’inedia.
  • Se il terrario fosse riscaldato in modo uniforme, impediremmo al rettile di termoregolarsi in modo adeguato.
  • La lampadina UVB va posta accanto alla lampada riscaldante, in modo che quando la tartaruga va a riscaldarsi riceva contemporaneamente il calore e le radiazioni ultraviolette.
  • Come la lampadina riscaldante, anche la lampada UVB va tenuta spenta di notte.
  • Poiché spesso le tartarughe bevono e contemporaneamente fanno i bisogni, l’acqua va mantenuta molto pulita.
  • Se l’ambiente che abbiamo allestito è adeguato, il rettile si sentirà a suo agio e continuerà ad alimentarsi fino alla primavera.



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