Le principali malattie

delle tartarughe

 

A cura della Dott.ssa Marta Avanzi - Medico Veterinario

Associazione Animali Esotici Onlus - www.aaeonlus.org

Se tenute in condizioni ideali, le tartarughe sono animali robusti e resistenti alle malattie. La maggior parte dei problemi di salute di questi rettili sono dovuti a errori di gestione (ambiente non idoneo e non sicuro) e ad errori alimentari. Vediamo insieme i più comuni.


Traumi alla corazza

Le tartarughe che vivono in giardino sono esposte al pericolo di subire lesioni alla corazza, che possono andare da piccole fratture composte a traumi devastanti e mortali. Il pericolo maggiore è rappresentato dalle automobili e dalle aggressioni dei cani, per questo le tartarughe non dovrebbero mai avere accesso alle zone dove transitano le macchine e dovrebbero essere tenute al riparo dai cani. Se malauguratamente la tartaruga venisse aggredita da un cane o schiacciata da una macchina occorrerà avvolgerla subito in un panno pulito, metterla in un contenitore e portarla immediatamente da un Veterinario esperto in rettili. Nel caso di tartarughe d’acqua dovremo procedere nello stesso modo: non devono essere tenute a mollo altrimenti l’acqua si infiltrerà nelle ferite portando con sé sporcizia e batteri.


Carenza di calcio

Un’alimentazione scorretta può portare a una carenza di calcio, l’elemento che serve a mineralizzare le ossa e soprattutto la corazza. Le tartarughe di terra sono erbivore e in natura si cibano di vegetali ricchi di calcio. In giardino dovrebbero poter fare lo stesso, mangiando le piante che crescono spontaneamente. Se alimentate solo o in prevalenza con le verdure da supermercato o, peggio, con alimenti inadatti come pane, pasta, carne, le tartarughe sono soggette a una carenza di calcio, molto più grave se il rettile è un giovane in crescita.


Se le nostre tartarughe mostrano segni di malessere o se sono ferite, rivolgiamoci subito a un veterinario esperto in rettili. Evitiamo i trattamenti "fai da te”, in quanto la loro fisiologia è molto diversa dalla nostra e da quella degli altri animali da compagnia e richiede competenze specifiche.


Carenza di vitamina A

Le tartarughine d’acqua non devono essere alimentate esclusivamente con gamberetti secchi, perché sono un alimento privo di vitamina A e la carenza di questa sostanza causa cecità. La carenza di vitamina A si presenta con gonfiore delle palpebre, tanto che i poveri animali non riescono ad aprire gli occhi e se non vedono non mangiano, finendo per morire di inedia. Il Veterinario può intervenire somministrando vitamina A e pulendo gli occhi dal pus accumulato sotto le palpebre, in modo da ripristinare la vista.


Infezione da herpesvirus

L’herpesvirus delle tartarughe può colpire tutte le specie di tartarughe, anche se interessa in prevalenza quelle del genere Testudo e alcune Geochelone. La via di trasmissione principale è per contatto diretto tra animali ammalati o portatori e animali sani. I sintomi possono comprendere gonfiore delle palpebre, rinite con scolo nasale, stomatite, respiro difficoltoso che si manifesta con estensione del collo e respirazione a bocca aperta, gonfiore del collo, anoressia e dimagramento. La malattia può causare la morte delle tartarughe infette, perciò è fondamentale la prevenzione, che si attua con l’isolamento totale delle proprie tartarughe ed evitando il contatto con quelle di altra provenienza. Uno specifico test da effettuare sul sangue può aiutarci a verificare se una tartaruga è portatrice del virus.

Un controllo delle feci delle tartarughe effettuato una volta all’anno aiuta a prevenire eventuali problemi legati a parassiti intestinali.


Vermi intestinali

Come cani e gatti, anche le tartarughe possono avere parassiti intestinali ma, niente paura, non li possono trasmettere né alle persone né ad altri mammiferi. Poiché le tartarughe si infestano ingerendo le microscopiche uova dei vermi emesse con le feci dei rettili parassitati, a lungo andare quelle che vivono sempre nello stesso ambiente possono accumulare una carica parassitaria elevata, con conseguenti disturbi intestinali e generali come deperimento, anoressia, vomito e più raramente diarrea o costipazione. La diagnosi si effettua con l’esame delle feci e il trattamento consiste nel somministrare uno specifico farmaco.


Per prevenire carenze di vitamina A è necessario fornire una dieta variata, utilizzando alimenti completi e integrando con vegetali freschi


Ingestione di sassi e sabbia

Una dieta povera di calcio (tipico l’esempio delle tartarughe di terra alimentate a insalata e pomodoro, se non addirittura pasta e mozzarella) può spingere il rettile a ingerire sabbia e ghiaia nel tentativo di procurarsi questo minerale, con la comparsa di problemi intestinali (dalla diarrea alla costipazione alla completa ostruzione) legati all’eccessiva presenza di materiale estraneo nel tratto digerente. Poiché liberare l’intestino del rettile dal materiale estraneo può essere difficile, è bene assicurare alla tartaruga una dieta bilanciata ricca di piante spontanee ed erba.


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