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 TARTARUGHE: quali scegliere

 

A cura della Dott.ssa MARTA AVANZI
Medico Veterinario 

 

Le tartarughe sono rettili affascinanti e, tra i pet non tradizionali, sono probabilmente quelli più ricercati. Vi sono decine di specie, terrestri o palustri, che possono essere legalmente commercializzate, ma solo poche sono veramente consigliabili ai principianti. Volendo acquistare una tartaruga, la principale scelta si pone tra le specie palustri e quelle terrestri.

 

Le tartarughe palustri americane sono molto facili da reperire, costano poco e non hanno bisogno di documenti particolari, essendo di libera vendita. La specie più comune è Trachemys scripta, un animale molto robusto e adattabile; le tartarughe del genere Pseudemys sono meno comuni ma comportano una gestione simile alle Trachemys scripta. Quelle del genere Graptemys sono molto simili ma molto più delicate e vanno lasciate ad appassionati più esperti.


Ospiti (non troppo) desiderati
Purtroppo le tartarughe palustri americane richiedono un impegno a cui raramente gli incauti compratori sono preparati. Le tartarughine di pochi centimetri in mostra negli acquari dei negozi, infatti, sono cuccioli destinati a crescere fino ad arrivare in pochi anni a una lunghezza di 30 cm o più. Lo spazio che necessitano è quindi notevole ed è il principale motivo per cui questi rettili vengono abbandonati ogni anno a migliaia, andando ad affollare fontane, laghetti, fiumi e ogni altro tipo di corso d’acqua. Questo rappresenta un grave problema per la fauna locale di anfibi e per la tartaruga palustre europea, per cui le tartarughe americane rappresentano una minaccia alla sopravvivenza.

  

Le tartarughe palustri americane richiedono un impegno notevole e purtroppo vengono abbandonate ogni anno a migliaia.

 

L’ambiente giusto
Le tartarughe d’acqua fino a 10 cm di lunghezza vanno allevate in casa al sicuro in un ampio acquaterrario ben allestito, che oltre alla vasca dell’acqua deve comprendere una zona asciutta, riscaldata da una lampada; poiché sono animali che sporcano molto, l’acqua va mantenuta pulita con filtri potenti e cambi frequenti. Non è accettabile tenerle nelle vaschette di plastica con cui sono spesso vendute e la spesa per preparare loro un habitat adeguato è molto maggiore del costo della tartarughina.

 

Recinzione protettiva
Quando le tartarughe sono più grandi vanno trasferite di necessità in un laghetto in giardino, circondato da una zona asciutta e una recinzione protettiva. Se non si ha la possibilità di allestire un piccolo specchio d’acqua è sconsigliato comprarle, per non doversi trovare poi nella situazione di doverle abbandonare. Si capisce quindi che l’acquisto, per quanto semplice, va attentamente ponderato perché richiede un certo impegno economico e di spazio.

 

Nei negozi si trovano spesso esemplari di Testudo horsifeldii, più facilmente reperibili delle tartarughe mediterranee e con un aspetto simile a queste ultime.

 

Carte in regola
Tra le tartarughe di terra le più semplici da allevare sono le tartarughe mediterranee Testudo hermanni e Testudo marginata; sono più difficili da reperire e più costose delle tartarughe palustri americane, ma di gestione relativamente facile se si possiede l’ambiente giusto. È indispensabile che siano munite di un certificato CITES che ne attesti la regolare provenienza, perché le sanzioni per il possesso di soggetti non in regola sono molto pesanti.


(Ampi) spazi aperti
La condizione indispensabile per mantenere questi rettili è un ampio spazio aperto: non possono vivere in terrario perché sono animali molto attivi e hanno bisogno di molto spazio e di luce solare diretta per crescere bene. Un soggetto adulto necessita di almeno 10 metri quadrati di terreno soleggiato ed erboso, con delle piante che gli consentano di avere sempre a disposizione una zona d’ombra per ripararsi dalla calura eccessiva. Per la loro sicurezza, l’ambiente in cui le tartarughe vivono deve avere una recinzione robusta che ne impedisca la fuga e le metta al riparo da cani, automobili, cancelli elettrici e pericoli vari. Se questi requisiti sono rispettati, il mantenimento delle tartarughe mediterranee è molto semplice: si nutrono infatti di erba e piante erbacee a crescita spontanea e non necessitano di altro per crescere bene. D’inverno vanno in letargo, interrandosi spontaneamente, ma nelle regioni d’Italia dove gli inverni sono molto rigidi vanno ospitate in un locale freddo per permettere loro di svolgere il letargo senza pericoli di congelamento.

Testudo hermanni e Testudo marginata sono forse le tartarughe di terra più semplici da allevare.

 

 

Tartaruga russa
Poiché sono più facilmente reperibili delle tartarughe mediterranee, nei negozi si trovano spesso esemplari di una specie dall’aspetto simile, Testudo horsifeldii, detta tartaruga russa. Come dice il nome, questo rettile proviene dal continente russo e, nonostante la somiglianza superficiale, è adattato a un clima profondamente diverso dal nostro. Per quanto si possa abituare bene a vivere nei nostri giardini, teme molto il freddo umido e durante il periodo del letargo necessita di un ambiente controllato per ibernarsi senza pericoli. Prima di acquistare un esemplare di questa specie è indispensabile informarsi approfonditamente sulle sue necessità ambientali.




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