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Le piccole tartarughe che compriamo sono neonati. Gli adulti raggiungono i 25-40 cm, secondo la sottospecie e il sesso, e crescono in fretta!

 

Le piccole tartarughe d’acqua dolce sono i rettili più facilmente reperibili nei pet shop e, apparentemente, i più facili da allevare. Nella maggior parte dei casi vengono acquistate con una vaschetta di plastica e un barattolo di gamberetti secchi, con l’assicurazione che tutto ciò di cui avranno bisogno per vivere bene è un cambio periodico dell’acqua. La realtà è completamente diversa: solo conoscendo bene la biologia e le esigenze di questi rettili è possibile fare un acquisto consapevole, in modo da assicurare ai nostri amici tutto ciò di cui hanno bisogno per vivere bene.

 

Piccole tartarughe crescono

La prima cosa da sapere è che le piccole tartarughe che compriamo sono neonati. Molti le acquistano credendo che 3-4 cm sia la loro taglia definitiva. In realtà gli adulti raggiungono i 25-40 cm, secondo la sottospecie e il sesso, e crescono in fretta. È evidente che la vaschetta di plastica, già inadatta in partenza come sistemazione, diventa in poco tempo insufficiente a contenere l’animale. La premessa indispensabile per procedere all’acquisto è quindi quella di poter allestire una vasca adeguata (cosa che comporta una certa spesa e tempo per gestirla), ma solo finché la tartaruga non raggiunge i 10 cm di lunghezza. Dopo, qualunque vasca è troppo piccola, e l’animale va trasferito in un laghetto esterno, cosa che solo chi ha un giardino può permettersi.


L’ambiente giusto

Per allevare correttamente le piccole tartarughe occorre una vasca dotata di una zona emersa, detta acquaterrario. La profondità dell’acqua deve essere superiore a quella della lunghezza del rettile, in modo che possa nuotare comodamente. Una rampa deve dare facile accesso ad una zona emersa, riscaldata da una lampada che crei una temperatura di circa 30°C, da spegnere di notte. L’acqua deve avere una temperatura di 22-25°C, mantenuta tramite un riscaldatore dotato di termostato.

Sul fondo è preferibile non mettere ghiaia o sassi, che complicano la pulizia e rischiano di essere ingoiati dal rettile, ma lasciare eventualmente dei pezzi di cortecce o legni decorativi.

Qualche pianta acquatica può fornire nascondigli di cui la tartaruga ha bisogno per sentirsi al sicuro.

 

Non si deve temere che le tartarughe d’acqua soffrano la solitudine: esse non hanno bisogno della compagnia dei loro simili e, se anche da piccole tendono ad aggregarsi per istinto di difesa, da adulte possono mordersi a vicenda e farsi del male. Accudirne bene una è già un compito sufficiente.

 

A prova di fuga

Poiché l’igiene dell’acqua è fondamentale per prevenire problemi di salute, essa va mantenuta pulita con l’utilizzo di filtri potenti. La gestione di un acquaterrario ben fatto non è semplice per i principianti, che dovrebbero dunque affidarsi almeno inizialmente a personale esperto. Il laghetto esterno richiede egualmente assistenza per essere allestito, perché anche qui l’igiene dell’acqua è essenziale. Il laghetto e la zona emersa devono essere circondati da una recinzione a prova di fuga, a pareti lisce: non si deve sottovalutare la capacità di questi rettili di arrampicarsi e fuggire.


I gamberetti non bastano

L’alimentazione basata solo sui gamberetti essiccati causa la morte delle tartarughine entro il primo anno di età. Questo alimento è, infatti, privo di vitamina A, la cui carenza causa cecità e danni agli organi interni. Dopo qualche mese di alimentazione a soli gamberetti, la povera tartarughina chiude gli occhi, resta inerte e muore lentamente di inedia. Una dieta salutare deve essere variata e completa, come i mangimi in palline o in stick, che comprendono tutto il necessario. Man mano le tartarughine crescono e a quel punto si devono offrire loro anche vegetali, come zucchine e carote grattugiate, insalate e radicchio a striscioline, pezzettini di frutta. Con la crescita le tartarughe d’acqua dolce passano da una dieta carnivora ad una prevalentemente vegetariana: il cibo offerto deve quindi cambiare con il passare degli anni.

 

L’alimentazione basata solo sui gamberetti essiccati causa la morte delle tartarughine entro il primo anno di età. Questo alimento è, infatti, privo di vitamina A, la cui carenza causa cecità e danni agli organi interni.

 

Una scelta consapevole

Le tartarughe d’acqua dolce, se ben tenute, possono superare i trent’anni di vita: prendersene cura è quindi un impegno a lungo termine. Non si deve comprare una tartarughina sull’impulso del momento, senza riflettere su cosa farne quando sarà troppo cresciuta per tenerla in casa e sul fatto che la si deve curare per decenni. Come tutti gli animali, merita rispetto e considerazione: se non è possibile offrirgli un ambiente adatto per tutta la durata della sua vita è meglio rinunciare all’acquisto.


Non abbandoniamole!

Pensare che per risolvere il problema di una tartaruga divenuta ingombrante e troppo impegnativa sia sufficiente liberarla da qualche parte non solo è irresponsabile e crudele, ma anche illegale e punibile per legge. È anche un danno all’ambiente, perché questi rettili competono con la fauna locale e rappresentano un grave pericolo per gli anfibi e per la tartaruga palustre europea.

Se non si riesce a trovare nessuno disposto ad adottarla, ci si può rivolgere alle associazioni come la AAE - Associazione Animali Esotici, affinché le accolgano in un ambiente idoneo.