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L'alimentazione dei pesci 

 

Dott.ssa FEDERICA MICANTI - Medico Veterinario

Forse non tutti sanno che un elemento fondamentale per garantire la sopravvivenza ed anche per mantenere in buona salute i nostri pesci, è rappresentato proprio dall‘alimentazione. Quest’ultima in linea di massima dovrebbe essere il più possibile simile a quella che i nostri amici acquatici assumono nel loro habitat naturale. Tuttavia non è sempre possibile rispettare pienamente questa regola fondamentale, soprattutto se si possiede un acquario popolato di pesci con abitudini alimentari diversissime tra di loro (cosa che peraltro non è molto consigliabile!!).

Che cibo dare ai pesci

l cibo che possiamo scegliere di somministrare ai nostri pesci d’acquario può essere di due tipi: vivo o secco.
Il cibo vivo rappresenta un ottimo alimento perché altamente nutritivo (soprattutto per i neonati) e com-pleto. Esso è costituito da insetti e loro larve (come le larve di zanzara), dafnie (chiamate "pulci d‘acqua"), Tubifex, enchitrei, ecc.. Questi ultimi sono piccoli vermi biancastri, che si infossano nel terreno e possono anche essere allevati in casa, nutrendoli con fiocchi di avena bolliti nel latte, oppure con pane e farina. Anche i Tubifex sono vermi reperibili nei negozi specializzati, ma allevabili in cassette di terra, coperte da muschio oppure da fogliame morto. Un altro ottimo mangime vivo è l’”artemia salina", piccolo crostaceo di acqua salmastra. I cosiddetti "naupli” (le larve) vengono somministrati soprattutto ai giovani.  Infine per le specie vegetariane si possono utilizzare: insalata tenera, spinaci, piselli e zucchina bollita, sempre in pezzetti piccoli, adatti alla taglia dei pesci che ospitiamo nella nostra vasca.. Il cibo vivo, nonostante le sue innume-revoli doti, presenta degli inconvenienti, come la non semplice reperibilità, il fatto che i pesci, una volta abituati a questo tipo di alimentazione, di solito non accettano tanto volentieri il cibo commerciale. Questo comporta innegabili disagi all’acquariofilo, in caso di mancata disponibilità.  
Il  cibo secco è di facile utilizzo ed è reperibile senza difficoltà. E’ un alimento bilanciato, appositamente formulato per soddisfare le esigenze di  carnivori, erbivori, onnivori, adulti o giovani.  Addirittura molte aziende producono un cibo specifico per le principali specie di pesci. Questi ultimi di solito gradiscono l’alimento commerciale, anche perché spesso sono abituati fin da piccoli a consumarlo. Generalmente si trovano due tipologie di cibo secco: liofilizzato o essiccato.
Il mangime liofilizzato ha la caratteristica di conse-rvare più o meno tutte le sostanze originarie. Si vende in confezioni sottovuoto ed affinchè mantenga tutte le sue qualità, deve essere necessariamente conservato in maniera idonea (ossia lontano dall’umidità e da fonti di calore). Ha una peculiarità decisamente apprezzabile: una volta reidratato in acqua, tende a riacquisire tutte le sue caratteristiche originarie, per quel che riguarda l’aspetto e la forma, risultando partico-larmente appetibile per i pesci.
Il mangime essiccato è largamente usato in acquariologia, è pratico, economico, comodo da utilizzare e facile da conservare (meglio in confezioni chiuse ed al riparo dall‘umidità). Di solito è gradito un po’ da tutti i pesci.  E’ posto in commercio sotto forma di scaglie, pastiglie, pellets, granuli, ecc., di numerose forme e dimensioni, che si adattano perfettamente alle varie specie di pesci a cui sono destinati. Per esempio le pastiglie (o cialde) sono consigliabili per i pesci di fondo, in quanto sono adatte ad essere consumate lentamente. Derivano da materie prime come sottoprodotti dei pesci, molluschi e crostacei, cereali, estratti di proteine vegetali, alghe, ecc. Tutti questi ingredienti sono opportunamente disidratati, lavorati ed integrati con le vitamine essenziali, (che rimangono stabili, di solito, fino alla data di scadenza del prodotto). Le vitamine in passato erano abbastanza carenti in questo tipo di mangime, quindi l’acquariofilo doveva necessariamente ricorrere a delle integrazioni. Oggi per fortuna, essendo migliorate considerevolmente le tecniche di lavorazione, non è più così.

 

Come si somministra il cibo ai nostri pesci?

II mangimi commerciali sono perfettamente bilan-ciati e contengono anche queste preziose sostanze.
Le domande che più spesso si pone chi decide di allestire un acquario sono numerose: quanto cibo devo dare ai miei pesci? Quante volte al giorno? E’ sufficiente posarlo sulla superficie dell’acqua, oppure esistono delle modalità particolari?
In primo luogo la scelta migliore sarebbe quella di fornire agli ospiti del nostro acquario piccole quantità di alimento, che riescano a consumare in pochi minuti, infatti gli avanzi potrebbero inquinare l’acqua e ricoprire il fondo di un fastidioso ed antiestetico strato di "limo”, trasformato in pulviscolo dal movimento dei pesci. Inoltre è bene precisare che i nostri amici acquatici non muoiono di fame se vengono lasciati un giorno a digiuno! Quindi non dobbiamo angosciarci se per 24 ore non riusciamo ad alimentarli in maniera idonea! Per quanto riguarda la frequenza di somministrazione dei pasti, esistono numerose differenze legate sia alla specie, che all’età. Per gli esemplari più diffusi in commercio, può andare bene due volte al giorno. Del resto in natura questi animali sono alla continua ricerca di cibo, durante la quale bruciano molte energie: nutrirli una sola volta aumenta considere-volmente il rischio di indigestioni spesso letali e non consente una regolare assimilazione di tutte le sostanze nutritive. Fanno eccezione i piccoli (che devono essere nutriti diverse volte al giorno, per con-sentirgli una crescita ottimale) e gli adulti in riproduzione, che hanno bisogno di maggiori quantità di cibo. Infine conoscere le abitudini alimentari dei pesci che alleviamo è fondamentale. Infatti alcune specie sono solite nutrirsi in superficie, altre sul fondo, molte in cattività modificano le proprie abitudini, mentre altre mantengono il proprio comportamento naturale. Ad esempio i pesci di fondo spesso non riescono a mangiare se viene somministrato loro cibo galleggiante, oppure se tutto il nutrimento viene mangiato da altri pesci, prima che almeno una parte possa raggiungere il fondo. I pesci di superficie, al contrario, possono non riuscire ad alimentarsi se il cibo loro offerto affonda rapida-mente.
Un altro parametro da tenere in attenta considerazione è l’orario di attività dei nostri pesci, cercando di alimentare di sera, a luci spente, le specie con abitudini notturne, come per esempio alcuni pesci di fondo. 


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