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ANGELICA D'AGLIANO

Sono vegetariani, timidi e di poche pretese. Ma hanno anche forme sorprendenti, sono capaci di riprodursi dal nulla e regalano incredibili emozioni. Ecco tutto quello che serve sapere per avere un insetto stecco come amico.



Trasformisti

La caratteristica più notevole degli insetti stecco è senz’altro la loro forma che, come dice la parola, ricorda molto quella dei rami degli alberi sui quali vivono e dei quali si nutrono. Alcuni sono perfino in grado di riprodurre le asperità dei rovi e delle piante nutrici, grazie a delle vere e proprie irregolarità dell’esoscheletro!
Gli insetti stecco, inoltre, sono dei veri e propri maestri del travestimento. Il loro corpo imita alla perfezione le superfici ricoperte dai licheni e lo stato dei vegetali nei vari periodi dell’anno. Questa caratteristica sorprendente è possibile grazie alla presenza di tre pigmenti che si trovano negli strati più superficiali del loro esoscheletro e che, migrando all’interno delle cellule, riescono a conferire tonalità diverse a seconda delle stagioni e delle caratteristiche della pianta ospite.

Sotto vetro

L’allevamento degli insetti stecco non presenta particolari problemi. Infatti questi animaletti sono estremamente rustici e necessitano di pochissime cure per crescere vispi e in salute. La struttura migliore per ospitare un insetto stecco è senz’altro un acquario di vetro. Visto che si tratta di creature che passano la loro vita sui rami meglio sarebbe scegliere un oggetto sviluppato in altezza, più che in larghezza. La sommità del terrario, ovviamente dovrà essere ben chiusa per impedire agli animali di uscire.

 

 

Al punto giusto

Un parametro fondamentale per gli insetti stecco (ma anche per le piante ospiti!) è l’umidità, che andrà tenuta a livelli ottimali con delle nebulizzazioni quotidiane di acqua e con un piccolo recipiente, sempre di acqua, sormontato da una lampadina a incandescenza. Questo piccolo trucco, vi permetterà di avere il giusto grado di evaporazione per l’intera giornata senza spendere cifre impossibili.


Pratici
Il fondo della gabbia è un altro aspetto da tenere in considerazione nell’allevamento di questi insetti. Al di là delle caratteristiche estetiche, infatti, dovrà essere in grado di mantenere un ambiente salubre e igienico. Per questo sarebbe meglio non rivolgersi alle comuni lettiere per roditori, ma preferire un substrato in gomma che, anche se piuttosto brutto, è facilmente lavabile e di non impegnativa gestione.

 

Gli insetti stecco sono vegetariani, difatti si cibano di felce, quercia, rododendro, eucalipto, ligustro, edera, iberico, biancospino, fucsia, e l’immancabile rovo, molto apprezzato da gran parte delle specie allevabili.

 

Maschietti, che rarità
Il ciclo vitale degli insetti stecco è piuttosto semplice, ma al tempo stesso emozionante. Quando escono dall’uovo, sono dei veri e propri adulti in miniatura. Nel giro di cinque o dieci mute, questi esserini raggiungeranno le dimensioni dell’individuo adulto. Una curiosità: dato che i maschi in natura sono rarissimi, le femmine di questa specie hanno messo a punto una strategia riproduttiva, chiamata dagli esperti partenogenesi, che permette loro di generare nuovi insetti stecco identici alla madre. In pratica la femmina depone delle uova complete del solo patrimonio genetico materno. Alla schiusa, i figli sono perfettamente uguali alla madre.

 

 

Gli insetti stecco hanno dimensioni variabili dai 5 ai 25cm. La loro forma è per lo più affusolata ed esile.

 


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