Lo Snowshoe

 da "difettato” a ricercato

 

 

La storia della razza inizia negli Stati Uniti, con la felice intuizione di Dorothy Hinds-Daugherty, allevatrice di gatti Siamesi a Philadelphia. Accadde che in una cucciolata di Siamesi nacquero tre gattini con le zampette guantate di bianco. Dorothy chiamò questa caratteristica "Silver laces” ("lacci d’argento”) e fu proprio lei a chiamare la nuova razza Snowshoe (scarpa di neve, o racchette da neve, a causa delle zampe bianche). Per conservare questa caratteristica e potenziarla, Dorothy decise di incrociare questi gattini con alcuni American Shorthair Bicolori. Quando Dorothy abbandonò la selezione della razza, il testimone passò negli anni ‘70 a Vikki Olander, che scrisse il primo standard della razza e tentò di farla riconoscere dalle associazioni catofile statunitensi.

Dopo molte fatiche lo Snowshoe ottenne i primi riconoscimenti a livello negli anni '80 e '90.

 

Uno dei gatti più "famosi” del Web, "Grumpy cat”(vero nome Tardar Sauce), è proprio uno Snowshoe.

  

Anche in Inghilterra

Nel frattempo i primi esemplari arrivarono anche in Inghilterra dove la razza riuscì ad ottenere il riconoscimento della GCCF (Governing Council of the Cat Fancy) e della FIFe.

Il riconoscimento è stato lungo e complesso perché i primi Snowshoe erano troppo simili ai Siamesi, e presentavano appunto la guantatura, che nella razza Siamese è considerata un difetto grave.

 

 

Giocherellone e amabile

Dal punto di vista caratteriale lo Snowshoe è un mix tra il Siamese e L’American Shorthair: dal cugino orientale ha ereditato la spiccata intelligenza, la voglia di giocare con i suoi amici umani (riportando anche piccoli oggetti) e con i suoi simili nonché la forte socialità, mentre il carattere dell’American Shorthair smorza questi aspetti e aggiunge maggiore docilità e capacità di esprimere affetto. Anche dal punto di vista vocale, lo Snowshoe è meno attivo di un Siamese. Questa razza si adatterà molto bene alla vita familiare e alla presenza di bambini, purché il gatto venga rispettato.


Le "marche”

Se l’aspetto di uno Snowshoe è piuttosto nella media (prendendo in considerazione la corporatura, la grandezza ecc.) particolarissime sono invece le richieste dello standard per quanto riguarda la colorazione del mantello e in particolar modo le cosiddette "marche” delle zampe e del muso: lo sviluppo di queste "marche” dipende infatti da una combinazione precisa di geni recessivi, cosa che complica molto l’allevamento di questa razza.

 

 

Lo standard

La testa è grande, leggermente triangolare e arrotondata, proporzionata al corpo. La fronte è leggermente appiattita e gli zigomi sono alti, con i contorni arrotondati. Il naso è diritto, di media lunghezza, sempre in proporzione con il resto della testa.

Il muso è di media lunghezza, non troppo largo, né appuntito né squadrato, con stop dolce, il mento è forte. Le orecchie sono di media grandezza, larghe alla base e leggermente arrotondate in punta.

Gli occhi sono ovali, leggermente inclinati, di colore blu.

Le zampe sono di media lunghezza, quelle posteriori sono leggermente più lunghe delle zampe anteriori, i piedi sono ovali.

La coda, di media lunghezza, si assottiglia verso la punta. Il mantello è corto, senza sottopelo, brillante e molto aderente al corpo.

 

Lo Snowshoe è un gatto di taglia media, combinazione tra la corporatura del Siamese e quella dell’American Shorthair, ben bilanciato, forte e agile, piuttosto lungo, che ricorda nel fisico un corridore.

 

 

La colorazione e le marche

I colori del mantello ammessi rendono immediatamente riconoscibile uno Snowshoe: la combinazione è data dal Point (la colorazione tipica del Siamese, manto chiaro e estremità scure) in combinazione con il bianco (ad esempio, il mento può essere Point, bianco oppure una combinazione tra le due colorazioni).

Il tartufo può essere rosa, point, oppure chiazzato.

Il Bianco si può presentare anche sul petto, a mo’ di collare, e sullo stomaco.

La lunghezza del guantaggio varia dalle dita fino a metà zampa, e tutte le zampe devono essere guantate.

La "complicazione” dell’allevamento di questa razza è data dal trovare una combinazione armonica tra Bianco e Seal.

 

Lo Snowshoe non tollera molto bene la solitudine, è quindi preferibile non orientarsi verso questa razza se sappiamo che ci dovremo assentare per diverse ore al giorno.


Facile da accudire

Lo Snowshoe è un gatto poco esigente: essendo sprovvisto di sottopelo basterà pettinarlo una volta alla settimana (un po’ più frequentemente nei periodi di muta). Anche per quanto riguarda l’alimentazione è un gatto poco esigente, basterà orientarsi verso un alimento ben bilanciato.

In caso di alimentazione casalinga è sempre meglio rivolgersi al veterinario per avere un consiglio.

 


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