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Angelica D'Agliano

Nella primavera del 1985, nei pressi di Mount Baker, vicino Washington, la signora Carol Ann Brewer fece un acquisto alquanto insolito e adottò un micio polidattile (cioè con un numero di dita superiore al normale). L’anno dopo le successe una cosa ancora più strana, quando si trovò a salvare un altro gatto, anch’esso maschio, di dimensioni eccezionali.

Si trattava di un micio davvero grande, dalla coda corta, che si pensava potesse essere un incrocio con una Lince Rossa, detta Bobcat.

 


Poco dopo che la Brewer ebbe accolto questo nuovo ospite, esso si accoppiò con una gattina dal mantello marrone tigrato. Nel 1986 da questo incontro d’amore nacque una cucciolata.

Di essa, la Brewer accolse un micetto, che chiamò Pixie, e da lì partì con un vero e proprio programma di allevamento.


Cat Legend

Nel corso dei due anni successivi la Brewer agì con grande maestria e cercò altri gatti che facessero al caso proprio per fondare la razza che aveva in mente. Per questo scelse ventitre gatti diversi della zona di Cascade. Ognuno di essi, per le proprie caratteristiche, si pensava che potesse essere un incrocio spontaneo fra un gatto e una lince. Ben presto questi nuovi gatti divennero una leggenda: "Cat Legend” fu il termine coniato dalla Brewer per designare questi felini impiegati nel suoi programmi di allevamento. Negli stessi anni, intanto, si ponevano le basi per consolidare e far crescere la razza attraverso il lavoro di altri allevatori.


Atleti giocherelloni

Il Pixie Bob è un gatto di taglia medio grande. Anche se il suo aspetto per certi versi è simile a quello della lince Bobcat, dalla quale la razza prende le mosse, in realtà si tratta in tutto e per tutto di un gatto domestico. La corporatura del Pixie è solida e muscolosa, tanto da permettergli battute di caccia avventurose, giochi spericolati e un livello di attività fisica degno di un atleta.


Bianco e nero

La maggior parte dei Pixie Bob presentano pelliccia e pelle nera sul fondo delle zampe, labbra nere e una linea di pelliccia bianca intorno agli occhi e palpebre nere. Il mento di questi gatti di solito è coperto da un morbido e ricco pelo bianco, la pelle sottostante però è nera e questo genera un gradevole gioco di chiaroscuro. Come si sarà capito, in ogni caso il modello di pelliccia è quello del parente selvatico, Bobcat, al quale si può aggiungere, talvolta, qualche inserzione rossiccia.


Coda "bob”

La bellezza di questi gatti, aggraziati e signorili, sta nell’aspetto un po’ selvatico e misterioso.

Teneri e grassottelli da cuccioli, vedono la luce con un paio di bellissimi occhi celesti, che poi si trasformano col passare dell’età diventando verdi o oro. La coda, caratteristica della razza, può essere inesistente ("rumpy”), di 2-3 pollici (richiesta dallo standard Tica), oppure lunga com’era quella di Pixie al momento della fondazione della razza.

 

 

 I Pixie possono essere anche di taglia piuttosto grande. In realtĂ , però, la loro taglia è per lo piĂą media e si aggira intorno ai 5 kg. Sono pochi i professionisti che allevano Pixie di taglia grande. Nella maggior parte dei casi i Pixie sono a pelo corto; talvolta capitano anche esemplari a pelo lungo. Il Pixie Bob è nato da un felino eccezionale, probabilmente incrociato con una lince rossa (Bobcat). Questo primo gatto era altissimo: arrivava quasi alle ginocchia della proprietaria.


Mici cinguettanti

Anche se non sono molto conosciuti in Italia, i Pixie Bob sono gatti molto amati, soprattutto in America. Il loro carattere li rende adatti alla vita in famiglia. Si tratta infatti di mici molto intelligenti, sociali e attivi ma che non passano mai il segno.

Hanno una gestione molto particolare della vocalità: sono famosi per i loro "cinguetti”, le chiacchiere e i ringhi. La maggior parte di questi gatti non miagola spesso ed alcuni non miagolano affatto.


Una casa a misura di Pixie

Come ogni gatto, il Pixie Bob per mantenersi sano e forte ha bisogno di una gestione accurata da parte del proprio compagno umano. Dotati di ottima salute, questi mici non si ammalano spesso.

Per vivere bene dovranno alloggiare in casa, in compagnia della propria famiglia d’adozione.

La vita di appartamento non li spaventa purché abbiano la possibilitĂ  di svolgere una sufficiente attivitĂ  fisica, utile anche per mantenerli in salute.


Menù "special”

L’alimentazione è anch’essa un capitolo molto importante. Un buon veterinario saprĂ  senz’altro consigliare la soluzione giusta in relazione all’etĂ  e alle caratteristiche di ciascun gatto. In linea di massima si può dire che è sempre preferibile scegliere un’alimentazione industriale di qualitĂ  superpremium, nell’ambito della quale si può trovare un’offerta diversificata e molti gusti appetitosi per il nostro beniamino.  




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