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L’Ocicat è un gatto straordinario. Prima di tutto per il nome, che sembra un fantasioso scioglilingua. 
In realtà la parola Ocicat deriva da Ocelot, che è il nome di un altro felino, stavolta selvatico, che popola le foreste equatoriali dell’America Centrale e Meridionale, vivendo di caccia come ogni predatore allo stato brado. 
Ocicat e Ocelot si somigliano molto, un po’ per la taglia (l’Ocicat è un gattone che può pesare più di cinque chili), un po’ per il mantello, che entrambi i felini hanno sontuoso e maculato.
 
 Il mantello, così particolare da ricordare la pelliccia del selvatico Ocelot, secondo lo standard può presentarsi in otto colori diversi: tra i più insoliti il rosso fulvo, il blu lavanda, l’argento, il cioccolato e un inedito color oro dalle calde sfumature cannella.
 
Affinità (s)elettive
Nonostante queste affinità l’Ocicat non ha origini selvatiche. 
La razza è nata piuttosto di recente, intorno al 1964. 
A quel tempo negli Stati Uniti, nel Michigan, viveva la catofila e allevatrice Virginia Daly. 
Essa decise di incrociare un Siamese Point Chocolate e una femmina con sangue Siamese e Abissino. 
La Daly voleva creare un Siamese abi-pointed ma non aveva idea che dall’incrocio sarebbe nata una creatura del tutto nuova. 
Il cucciolo designato come capostipite della nuova razza si chiamava Tonga; la figlia di Virginia Daly rimase impressionata dalla somiglianza di quel nuovo gatto con i selvatici Ocelot e per questo coniò il nome Ocicat. 
 
Una fama meritata
Dopo la nascita di Tonga il lavoro di selezione della Daly e di altri allevatori continuò per diverso tempo e andò sempre più affinandosi. 
La razza venne così riconosciuta a livello ufficiale nel giro di qualche decennio: dal Cfa nel 1986 e dalla Fife nel 1992. 
Anche la popolarità di questi gatti crebbe di conseguenza e col tempo essi diventarono sempre più diffusi e apprezzati in tutta l’America.
 
Il suo nome in italiano suona come un fantasioso scioglilingua. In realtà la parola Ocicat deriva dall’Ocelot, meglio conosciuto dagli esperti come Leopardus pardalis: si tratta di un felino selvatico dal mantello bellissimo e l’indole molto aggressiva, che vive in America Centrale e Meridionale nel fitto delle foreste in cui si procura di che vivere attraverso la caccia.

Amici di razza
Nonostante le loro doti, nel mondo catofilo gli Ocicat non si sono molto diffusi al di fuori del continente americano. 
Eppure essi hanno tutte le caratteristiche per essere compagni perfetti. 
Il loro fisico è forte e impeccabile. 
Atleti nati, solidi e muscolosi, sono gattoni di taglia medio-grande che godono di una salute di ferro e una buona longevità. 
In questo gli Ocicat hanno molte affinità coi felini selvatici: sono agili e prestanti, resistono  alle malattie e hanno una tempra fisica superiore a molti altri colleghi "di razza”. 
Senza contare che gli Ocicat offrono molte soddisfazioni anche a chi sostiene che pure l’occhio vuole la sua parte. 
Col loro mantello maculato, splendido e selvatico, gli occhi profondi e il profilo aristocratico sono bellissimi da guardare... e da coccolare.
 

Standard in pillole

L’Ocicat è un gatto atletico, dall’aspetto solido e aggraziato e il caratteristico mantello maculato.

La testa è appuntita e ha un muso ampio dalla forma squadrata; gli occhi sono grandi, a mandorla e di taglio obliquo, preferibilmente di colore verde o ambra; le orecchie, medie o larghe, hanno forma triangolare e sono ben distanziate.

Il corpo esprime forza e grazia allo stesso tempo: è lungo, compatto e agile, dal torace ampio e un’elegante schiena piatta. Il mantello è forse la caratteristica principale degli Ocicat: maculato, liscio, lucente, soffice e impenetrabile.

Il temperamento è amichevole e giocoso.

Non sopporta la solitudine.


Intelligenti e socievoli
Un altro punto di forza della razza è lo splendido carattere. 
Gli Ocicat sono intelligenti e discreti, sembrano il compromesso ideale per chi cerca un animale domestico, e dunque amichevole e affidabile, ma dall’aspetto selvatico. 
Come i loro colleghi di altre razze o meticci questi gatti adorano giocare, solo che vogliono farlo insieme al proprio compagno umano. L’Ocicat infatti difficilmente sopporta la solitudine: una volta entrato a far parte della famiglia si affeziona in modo quasi commovente ai propri compagni umani e condivide con loro ogni momento della sua giornata, dai pasti alle pause relax.
Per vivere bene un Ocicat in definitiva ha bisogno di poco: sani momenti di caccia e di esplorazione all’aria aperta, una dieta corretta, regolari visite dal medico veterinario, un bel cuscino nel quale sprofondare durante i lunghi pomeriggi invernali e infine l’amore di una famiglia che sappia accoglierlo e apprezzarlo per quello che è, e cioè un animale stupendo.  
 
Per la pulizia del pelo basta una spazzolata una volta per settimana unita al trattamento lucidante con panno di camoscio.

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