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L’Orientale

Il levriero dei gatti

La storia di questo splendido gatto si intreccia con quella del suo "cugino” Siamese, e prende le mosse da una terra lontana, la Thailandia. Una analisi del DNA dei mici randagi nei dintorni di Bangkok ha dimostrato che tali felini hanno non pochi punti in comune con "il nostro” Orientale. Il 50% di questi gatti, infatti, presenta mantello a tinta unita e occhi verdi come gli Orientali, mentre il 20% della popolazione felina presa in esame sfoggia un mantello color point e occhi azzurri come il Siamese.

 

A cura di ANGELICA D'AGLIANO

Origini comuni

In un primo momento, non esisteva una distinzione vera e propria tra Orientali e Siamesi. Già dall’inizio del Ventesimo secolo gatti che poi saranno identificati come Orientali venivano importati in Gran Bretagna, allevati ed esposti come Siamesi. Le strade delle due razze cominciarono a separarsi negli anni Venti, quando il Siamese Cat Club del Regno Unito stabilì che potevano essere considerati Siamesi solo i gatti con punte colorate e occhi blu. Venivano esclusi, quindi, i soggetti tinta unita e con gli occhi verdi, coi quali non era ovviamente più consentito effettuare accoppiamenti. Questo passaggio segnò di fatto la separazione ufficiale dei destini delle due razze.


Vivace e allegro l’Orientale è un animale dotato di straordinaria intelligenza.


Havana

La storia dell’Orientale andò quindi avanti e conobbe un periodo molto positivo nel secondo dopoguerra. Negli anni Cinquanta, dopo un’intensa e appassionata opera di selezione, videro la luce degli esemplari pregevoli, dalla struttura molto tipica e il mantello di un particolare marrone, molto caldo, che fu battezzato "Havana” per la sua somiglianza con gli omonimi sigari cubani. Per il riconoscimento ufficiale bisognerà aspettare gli anni Settanta. In particolare, l’Orientale fu riconosciuto come razza nel 1976 dal CFA e nel 1977 dal GCCF e dalla FIFE.


Somiglianze e differenze

In virtù delle loro origini comuni, Orientale e Siamese presentano molte somiglianze, anche a livello fisico. Si differenziano per il colore del mantello - che come detto nei Siamesi è color point mentre negli Orientali è a tinta unita - e per il colore degli occhi, che negli Orientali sono di un bel verde smeraldo, mentre invece nei Siamesi assumono il tipico e magnetico colore blu zaffiro.

L’Orientale è un gatto di taglia media (circa 5 kg il maschio e 4 kg la femmina) che vive circa 15 anni. La testa è lunga, piatta, affusolata e con muso appuntito. Ha il naso con il profilo diritto e il collo lungo e snello. Le orecchie sono grandi e molto aperte alla base. Di medie dimensioni, gli occhi sono a forma di mandorla e leggermente obliqui, verdi e dorati. L’Orientale ha zampe lunghe e sottili, che però si presentano muscolose. I piedi sono piccoli e ovali con unghie ben pronunciate. Il mantello lucido e setoso, è aderente al corpo e non ha sottopelo.


Affettuosi e fedeli

Il carattere dell’Orientale è davvero particolare. A differenza di quello che siamo abituati ad aspettarci quando pensiamo all’indole di un felino, è un micio che detesta la solitudine. La sua indole vivace, allegra e socievole lo rende un compagno capace di regalare tante soddisfazioni a chi deciderà di condividere un percorso di vita con lui. Un gatto Orientale gioca a lungo e molto volentieri, ma difficilmente combinerà dei danni in casa. Dal carattere forte e determinato, porta fedeltà al suo proprietario, al quale obbedirà per tutta la vita.


Di fisico tonico e muscoloso l’Orientale è un gatto dinamico che può vivere bene in appartamento purché abbia la possibilità di uscire all’aria aperta ogni giorno.