L’Abissino 
 Un amico che viene da lontano

 

A cura di ANGELICA D’AGLIANO

In America e nel nord dell’Europa è una delle razze a pelo corto più diffuse e il suo successo presso il mondo degli amanti dei gatti continua a crescere: parliamo dell’Abissino, splendido felino dal nome esotico e dalla storia misteriosa, tutta da scoprire...


 

L’Abissino è forse una delle razze feline più antiche, tanto che gli esperti lo classificano come "razza naturale”, già esistente quindi indipendentemente dall’intervento dell’uomo.

Nonostante la sua storia affondi le radici letteralmente nella notte dei tempi è molto difficile tracciare una mappa che ci aiuti a capire come questa razza sia nata e si sia sviluppata.


Antico Egitto

Molti studiosi hanno notato una notevole somiglianza fra gli Abissini e i gatti raffigurati nelle sculture e nelle rappresentazioni pittoriche risalenti all’antico Egitto, che farebbero quasi pensare a un legame stretto se non addirittura a una vera e propria ascendenza in virtù della quale gli antichi gatti dei Faraoni sarebbero poi "evoluti” nel nostro Abissino.


Zula

Certo è che il nome della razza non è legato al fatto che l’Abissino sia originario dell’Etiopia, come invece si potrebbe essere portati a credere.

In realtà, il primo Abissino esposto in Inghilterra, un gatto di nome Zula, fu importato appunto dall’Abissinia e ciò fissò per sempre il nome della razza.

Si è ipotizzato inoltre che i primi gatti con il tipico ticking siano arrivati in Inghilterra proprio quando le truppe inglesi fecero rientro a casa dall’Etiopia nel 1868, ma non ci sono testimonianze scritte che possano stabilire senza ombra di dubbio un legame di sangue tra gli Abissini e questi gatti importati.


Importati

Molti esperti sono portati a credere che la razza sia nata dall’incrocio fra gatti silver e brown tabby con gatti inglesi che presentavano il tipico ticking, mentre recenti studi su basi genetiche avvalorerebbero l’ipotesi di una possibile origine orientale (coste dell’oceano Indiano e sud - est asiatico) di questi gatti. In ogni caso l’opera di selezione della razza si è avuta in Inghilterra con l’importazione, a partire dalla fine degli anni ‘30, di gatti di alta qualità per migliorare sempre di più la razza e il riconoscimento ufficiale, sempre in Gran Bretagna, nel 1882.


Punte scure

Oggi l’Abissino è uno splendido micio di corporatura media e dal pelo corto, che nell’insieme ricorda la tipica figura dei gatti orientali, con muso allungato e occhi a mandorla. Una caratteristica tipica di questi gatti è il ticking, per il quale il colore di base di ogni singolo pelo è interrotto da fasce più scure e termina con una punta scura.

La razza è a pelo corto ma accade a volte che nascano gattini a pelo semilungo (sono i cosiddetti Somali).

 

L’Abissino non è un gatto molto chiacchierone ma è capace di vocalizzare apposta per comunicare qualcosa ai suoi compagni umani.
Le sue fusa sono molto più rumorose di quelle degli altri gatti.



Voglia di coccole

Il carattere di questi Mici è davvero particolare: si tratta di animali vivaci e intelligenti, con uno straordinario attaccamento alla propria famiglia.

Un Abissino può andare d’accordo molto facilmente con dei bambini, per i quali sa essere un ottimo compagno di giochi, ed è allo stesso tempo affettuoso e paziente.

Tra i gatti è uno dei più comunicativi ed è sempre alla ricerca di attenzioni: se lasciato solo troppo a lungo non manca di manifestare il suo disappunto e di esprimere la sua voglia di affetto e di coccole.


Troppo appetito

L’Abissino è un gatto robusto e dalla vita piuttosto lunga: si ammala raramente e può raggiungere in molti casi anche i 18-20 anni di età.

Il suo pelo corto e folto non richiede cure particolari, se non una spazzolata periodica, magari con una spazzola a denti corti oppure con una pelle di daino.

Dato che si tratta di un gatto attivo e vivace potrebbe avere la tendenza a mangiare troppo, ma si tratta di un’inclinazione da non assecondare se non vogliamo andare incontro a pericolosi problemi di sovrappeso. L’ideale quindi è optare per un mangime di ottima qualità, somministrato nelle dosi giuste accompagnato da una regolare attività fisica.  

 


La prima menzione "ufficiale” dell’Abissino risale al 1874: nel libro dedicato ai gatti "Carts, Their Points etc”, a firma di Gordon Staples, compare una litografia a colori di un gatto dal tipico mantello con ticking e privo di striature tabby; la didascalia spiega che il gatto nell’immagine si chiama Zula, micia importata dall’Abissinia alla conclusione della guerra. Da lì è nato il nome che ha da sempre contraddistinto la razza.


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