Mali... felini

La predisposizione ad alcune patologie nel gatto

 

A cura della Dott.ssa Federica Micanti - Medico Veterinario

Si dice che abbiano sette vite, eppure i nostri amati Mici purtroppo sono predisposti a malattie di diversa natura e gravità, che a volte possono risultare perfino mortali. Vediamone alcune fra quelle più insidiose.


Ipertiroidismo

La tiroide è una ghiandola localizzata a livello del collo, che produce e libera nel circolo ematico gli ormoni, sostanze indispensabili per la sopravvivenza dell‘animale. L’ipertiroidismo è una patologia che si riscontra raramente nel cane, mentre è abbastanza diffusa nel gatto, di solito dopo gli otto anni d’età. Non esiste una predisposizione di sesso e razza, anche se il Siamese e l’Himalayano sembrano essere meno a rischio. La malattia interessa numerosi organi ed è dovuta a un’eccessiva produzione e secrezione di ormoni tiroidei.


Modificazioni patologiche

A provocare la malattia è una trasformazione del tessuto che compone la tiroide, che può comportare la formazione di uno o più noduli, benigni o maligni. Le cause che inducono questa trasformazione non sono state del tutto chiarite. Si ipotizza che siano coinvolti fattori nutrizionali (in particolare eccessiva ingestione di iodio), ambientali, infettivi e addirittura genetici, in grado di interagire tra loro e causare tali modificazioni patologiche.


Sintomi diversi

I sintomi vanno dall’irrequietezza all’iperattività, all’aumento dell’ingestione di cibo (accompagnato tuttavia dalla perdita di peso), oppure anoressia, debolezza, alterazioni cutanee (come pelo arruffato, scarsa o eccessiva cura del mantello, presenza di aree prive di pelo), vomito, diarrea, eccessiva assunzione di acqua e urinazione. Qualche gatto manifesta anche atteggiamenti aggressivi, che si risolvono poi con la terapia.


L’ipertiroidismo è una malattia abbastanza diffusa nel gatto, di solito dopo gli otto anni d‘età.

 

Malattie concomitanti

Le complicazioni e le patologie concomitanti sono diverse. In primo luogo si possono riscontrare malattie cardiovascolari, come tachicardia, aumento del volume del cuore, versamento pleurico, edema polmonare. Spesso nei gatti anziani si verificano contemporaneamente ipertiroidismo e insufficienza renale. Quest’ultima potrà essere diagnosticata dal Medico Veterinario in presenza di reni diminuiti di volume e alterazione dei parametri renali (urea e creatinina). Spesso le alterazioni del circolo presenti nei gatti affetti da ipertiroidismo mascherano l’insufficienza renale.


Vomito e diarrea

Diversi sintomi a livello dell’apparato gastrointestinale, come vomito, diarrea, aumento della frequenza della defecazione e aumento della produzione di feci sono molto comuni nei gatti affetti da ipertiroidismo. La diagnosi si basa sulla sintomatologia, più o meno eclatante, sulla palpazione della tiroide e sulla determinazione, tramite un esame del sangue, dei livelli di ormoni tiroidei.  

La Cardiomiopatia ipertrofica colpisce più di frequente le razze Sphynx, Maine Coon, Ragdoll e perfino i gatti europei.


Terapia

La terapia può essere medica o chirurgica e il ricorso all’una o all’altra è subordinato a diversi fattori, da valutare caso per caso. La terapia medica prevede la somministrazione di farmaci anti-tiroidei, che agiscono inibendo la sintesi ormonale. In commercio esiste anche un alimento appositamente studiato per il controllo della patologia, da solo o in associazione ai farmaci.


Leucemia felina

La leucemia felina o FeLV, molto diffusa e pericolosa (ma non in grado di infettare l’uomo), può presentarsi in forma più o meno grave, con l’insorgenza di forme tumorali, oppure con la comparsa di altre malattie batteriche o virali legate ad uno stato di minore resistenza del sistema immunitario dell’animale colpito. La via di contagio principale è il contatto con la saliva, l’urina, le feci e le secrezioni nasali di gatti infetti. L’alimentazione in ciotole comuni, l’utilizzo delle stesse lettiere e ovviamente anche la pratica della "toelettatura” tra un esemplare e l’altro sono quindi molto pericolose.


Sintomi gravi… o assenti

I sintomi possono essere di varia entità e gravità, perfino assenti. A volte dall’infezione alla comparsa di una qualsiasi sintomatologia possono intercorrere mesi o anche anni. Spesso i proprietari fanno visitare un gatto con infezione da FeLV, preoccupati magari perché il proprio micio ha perso peso oppure perché è abbattuto. Il gatto con la leucemia diventa sensibile a tutta una serie di batteri o parassiti, quindi anche a infezioni respiratorie, dell’apparato digerente e della bocca (stomatiti). Ci può essere anche anemia, diminuzione delle piastrine, dimagrimento, emorragie, nelle femmine aborti e infertilità. Più raramente ci può essere insufficienza renale. A volte i sintomi si manifestano in maniera lieve e generica, per esempio con diarrea e vomito. Il virus può causare anche l’insorgenza di tumori, come i linfomi.

 

La leucemia felina è una malattia molto diffusa e pericolosa. I sintomi possono essere di varia entità e gravità. A volte dall’infezione alla comparsa di una qualsiasi sintomatologia possono intercorrere mesi o anche anni.

 

Vaccino, sìi grazie

Purtroppo dalla malattia il gatto non guarisce. Si possono però curare le infezioni e le complicanze che ne derivano, inoltre si deve cercare di mettere il nostro micio nelle condizioni migliori per affrontare con successo la patologia, con una corretta alimentazione e con l’aiuto di integratori e supplementi vitaminici. Si può utilizzare anche un farmaco, l’interferone, che tuttavia non sempre funziona. I gatti con la leucemia possono sopravvivere, tuttavia saranno sicuramente molto più delicati degli altri e avranno bisogno di maggiori attenzioni. La migliore forma di prevenzione della malattia è la vaccinazione, soprattutto per i gatti che trascorrono parte della loro vita all’aperto e che quindi potrebbero venire a contatto con mici infetti.


Cardiomiopatia ipertrofica (HCM)

È una malattia piuttosto grave che colpisce più di frequente le razze Sphynx, Maine Coon, Ragdoll e perfino i Gatti Europei. Almeno all’inizio, può comparire senza sintomi specifici, salvo poi portare a problemi variabili che vanno dalla debolezza all’anoressia e all’abbattimento. La patologia è caratterizzata da un ispessimento anomalo di un tessuto cardiaco, il miocardio, a cui possono essere associati anche difetti delle valvole cardiache. Per la diagnosi, oltre alla visita clinica, sono utili l’ecocardio e la misurazione della pressione arteriosa sistemica.


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