DIFFICILE come RESPIRARE

 

A cura della Dott.ssa SILVIA MACELLONI,
del Dott. MARCO MELOSI e della Dott.ssa PAOLA PIEROTTI
Medici Veterinari

L’asma felina è una malattia piuttosto diffusa tra i nostri mici, caratterizzata da un’iperreattività delle vie aeree e da una bronco costrizione reversibile. Questa patologia, curabile ma purtroppo non guaribile, comporta seri problemi di ossigenazione nei gatti colpiti. Vediamo di conoscerla meglio.

 

Come si manifesta l’asma?
I principali segni dell’asma felina sono tosse, sibili, dispnea* e difficoltà espiratoria; questi episodi possono essere più o meno frequenti, a volte permangono e non si risolvono più; le cause possono essere: irritazione e infiammazione di trachea e bronchi; eccessiva secrezione delle vie aeree, spesso conseguente a processi di irritazione; bronco costrizione.


Razze orientali a rischio
L’asma felina si osserva più frequentemente nei gatti giovani, dai due agli otto anni. Sono particolarmente predisposte le razze orientali. Talvolta i gatti che successivamente sviluppano asma sono già stati colpiti da malattie virali con sintomi respiratori o hanno già manifestato episodi con una ricorrenza stagionale, o certi sintomi si sono verificati in concomitanza con l’esposizione ad agenti irritanti, quali fumo, lettiere polverose, variazioni di temperatura.

 

Per ridurre lo stress della terapia con aerosol, possiamo mettere il gatto nel proprio trasportino, coperto da un telo in modo da ridurre al massimo la dispersione del trattamento quotidiano a base di broncodilatatori e cortisonici.

 

Sibili preoccupanti
In quei soggetti che manifestano episodi sporadici, spesso alla visita clinica non si riscontra nulla di soddisfacente, anche se all’auscultazione da parte del medico veterinario in alcuni soggetti asmatici si percepisce una difficoltà di espirazione, con prolungamento della fase di svuotamento polmonare che nei casi gravi si osserva anche da fuori, con un atteggiamento tipico del gatto che si sforza per espirare e, a volte, emette anche un sibilo.

 

ASMA FELINA, GLI ESAMI CLINICI
Nei gatti asmatici occorre sempre fare indagini di tipo clinico per escludere patologie di tipo infettivo, quali FIV o Felv e un esame completo del sangue, in particolare dall’emocromo, dal quale può risultare un aumento degli eosinofili, elementi della serie bianca che aumentano in corso di reazioni allergiche o infestioni parassitarie (ma il quadro generale esclude la seconda condizione). Una indagine radiografica, meglio con paziente sedato, così da evitargli inutili condizioni di stress, è utile per avere un quadro delle condizioni bronchiali, che manifestano un albero ben visibile, con polmoni pieni d’aria a causa della difficoltà di espellerne. Una broncoscopia è utile sia per evidenziare il processo irritativo a livello bronchiale, che per eseguire un lavaggio. 

 

Crisi respiratorie
Purtroppo quando un gatto manifesta difficoltà respiratorie non è facile stabilire quali siano le cause. Ogni volta che un micio con questi problemi viene manipolato, infatti, rischia una grave crisi respiratoria in quanto lo stress a cui si sottopone richiede un maggior apporto di ossigeno, quota che in questi gatti è consumata per il 50% per lo sforzo stesso di respirare, e ne rimane poco per altre funzioni (in un gatto normale la quantità di ossigeno utilizzata per le funzioni respiratorie è circa il 5% del totale disponibile).

 

 

 

Tosse secca e aspra
Importante, comunque, è osservare la frequenza e il quadro della respirazione, che è lenta e profonda nel caso dell’asma; la presenza e il tipo di tosse, che si manifesta secca e aspra, in quanto dovuta a fattori irritanti delle vie aeree profonde; valutare il colore delle mucose, che, se sono tendenti al cianotico, denotano gravi difficoltà di perfusione (in questo caso è determinante somministrare ossigeno). La palpazione del torace nei gatti molto asmatici evidenzia una zona così detta "linea della bolsaggine”, dove si osserva un’accentuazione della muscolatura a causa dell’esagerato sforzo espiratorio. La compressione manuale del torace può risultare difficoltosa in caso di asmatici gravi a causa della gran quantità di aria rimasta intrappolata negli alveoli e questo si osserva anche alla percussione, che evidenzia un aumento dell’estensione della cavità toracica. All’auscultazione si evidenziano sibili, derivanti dal passaggio dell’aria attraverso vie aeree ristrette.

 

Purtroppo quando un gatto manifesta difficoltà respiratorie non è facile stabilire quali siano le cause.

 

Corriamo ai ripari
La terapia per l’asma si basa su due approcci: uno farmacologico, finalizzato a ridurre l’infiammazione e prevenire eventuali infezioni batteriche, nonché a favorire la bronco dilatazione, l’altro volto a modificare lo stile di vita. In particolare è stato notato che si può ottenere un marcato miglioramento del gatto riducendo la sua esposizione agli agenti irritanti delle vie aeree (fumo, lettiere e ambienti polverosi, esposizione a bruschi sbalzi di temperatura), evitando eventi stressanti e, nei gatti obesi, avviando un programma di dimagrimento.

 

LA DISPNEA NEL GATTO
Ogni volta che si osserva un gatto con difficoltà di respirazione si parla di dispnea; questa può essere dovuta a una maggior richiesta di ossigenazione o a una incapacità di ventilazione. Si parla di tachipnea se il gatto ha una respirazione con una frequenza accelerata;  dispnea inspiratoria se si ha un prolungamento della fase di inspirazione a discapito di quella di espirazione, dovuta a problemi delle vie aeree superiori o della pleura. La dispnea espiratoria, con difficoltà ad espellere l’aria, è causata da malattie delle vie aeree profonde (bronchi e bronchioli). Per capire qual è il tipo di respiro che si sta osservando nel gatto si può provare a respirare seguendo il suo ritmo, così ci si rende conto più facilmente di quale sia la difficoltà. Oltre a frequenza e tipo di respiro, bisogna valutare se il problema sia di tipo restrittivo, ovvero qualunque fattore che impedisca al polmone di espandersi (versamenti pleurici, malattie del tessuto polmonare), che portano a una respirazione superficiale e veloce, oppure ostruttivo, in questo caso la respirazione risulta lenta e profonda, per un restringimento delle vie aeree. Di quest’ultimo quadro fanno parte le bronco pneumopatie croniche, tra cui l’asma felina. Tra le bronco pneumopatie rientrano, oltre all’asma felina, anche la bronchite, la broncopolmonite, la pneumopatia cronica ostruttiva e l’enfisema.


 

 

Guarigione difficile
Riguardo alla terapia farmacologica il cortisone è di solito la seconda scelta al broncodilatatore, se questo non è sufficiente; la terapia inalatoria è quella più utile e con minori effetti collaterali. Tuttavia bisogna abituare il gatto alla macchinetta per l’aerosol, che altrimenti potrebbe essere fonte ulteriore di stress; mettendo il gatto nel proprio trasportino, coperto da un telo in modo da ridurre al massimo la dispersione dell’erogato, si provvede al trattamento quotidiano a base di broncodilatatori e cortisonici. I gatti asmatici di solito non guariscono mai del tutto e possono andare incontro a episodi di scompenso acuto; in caso di forte crisi è fondamentale portare il gatto presso un centro organizzato per il pronto soccorso dove provvederanno a mettere subito il micio sotto la tenda a ossigeno e a fare le terapie del caso fino a ristabilirlo.


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