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Dott.ssa Silvia Macelloni

Dott. Marco Melosi


I primi sintomi che devono far suonare il campanello d’allarme sono debolezza, calo di peso, ingrossamento dei linfonodi e anemia. Infezioni secondarie dovute a virus, batteri e parassiti come funghi, clamidie o protozoi possono colpire più facilmente il sistema immunitario di gatti affetti da FIV ed essere più frequenti e gravi. Sono possibili sintomi a carico dell’apparato respiratorio, digerente, tegumentario e urinario. Se un gatto affetto da FIV contrae una malattia, questa si manifesta in modo più grave rispetto a quello che succederebbe nel caso di un micio sano.


Morsi infetti

Il virus della FIV si trasmette tramite saliva infetta durante le lotte tra gatti, in particolar modo maschi. I gatti con malattia manifesta sono maggiormente infettanti di quelli con malattia asintomatica perché eliminano più quantità di virus. Quest’ultimo resiste ben poco nell’ambiente esterno e si elimina facilmente con i comuni disinfettanti. La trasmissione della malattia tra un gatto infetto e un gatto sano che convivono pacificamente nella stessa casa è possibile ma non molto probabile.

 

Contagiati

La FIV può colpire gatti di tutte le età. Visto che esiste un lungo periodo di latenza tra contagio e manifestazione della malattia in genere i gatti con FIV sintomatica hanno più di sei anni.

Una volta colpiti, questi possono vivere anche diversi anni, anche se la malattia è destinata a peggiorare nel tempo. I segni clinici possono anche non presentarsi per un lungo periodo se le condizioni di vita del gatto sono ottimali. Se però questi gatti sono infettati anche da FeLV la loro aspettativa di vita è assai inferiore.


Il responso

Per essere certi che il proprio gatto non abbia la FIV, è sufficiente un piccolo prelievo di sangue dal medico veterinario. Verrà effettuato un test rapido che se negativo attesterà la sieronegatività o la sieropositività. Nel primo caso il gatto non ha la FIV oppure è nel periodo di latenza dal contagio alla sieroconversione; basterà eventualmente ripetere il test dopo alcune settimane per essere certi della negatività; nel secondo caso il gatto ha la FIV, oppure è troppo giovane e per questo ha ancora gli anticorpi materni. Per evitare falsi positivi nei cuccioli è bene attendere almeno i sei mesi di vita per effettuare il test. In caso di test dubbio, il veterinario può mandare un campione di sangue ad un laboratorio analisi per indagini più approfondite.


Monitorati

Purtroppo non esiste vaccino né cura per la malattia, che può comunque essere tenuta sotto controllo con l’aiuto del proprio veterinario. Un gatto FIV-positivo deve vivere il più possibile tranquillo, evitando stress; per il bene suo e degli altri gatti che potrebbero venire contagiati è bene non far uscire il micio e tenerlo lontano da possibili lotte. L’alimentazione deve essere equilibrata, importante poi è porre massima attenzione all’igiene della bocca e curare subito ogni sintomo di malattia secondaria. Un gatto FIV-positivo dovrebbe essere sottoposto a visita clinica ed eventuali approfondimenti almeno ogni sei mesi, in modo da garantirgli un’aspettativa di vita più lunga possibile.



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