Autori: ALESSIO ARBUATTI, Dott.ssa SONIA AMENDOLA - Facoltà di Medicina Veterinaria, Università degli Studi di Teramo

 

Sulle navi vichinghe

Il gatto accompagna da secoli la storia delle diverse civiltà umane sul nostro pianeta: lo ritroviamo ritratto sotto forma della Dea Bastet , figlia di Ra, il Dio sole, nei bassorilievi del 1200 a.C., come divinità dal volto di felino, fino al seguito delle legioni romane, e infine imbarcato, come animale d’utilità, a bordo delle navi vichinghe.


Un animale tanto odiato e tanto amato

Non vanno dimenticati i momenti più bui del rapporto uomo-gatto, durante i secoli dell’Inquisizione, quando migliaia di felini furono bruciati al rogo con l’accusa di essere l’incarnazione del male. Oggi le cose sono cambiate e il gatto  è il mammifero più presente nelle case italiane, con più di 7 milioni di soggetti di proprietà censiti.


Un incontro tutto per loro

Da questo rapporto profondo e millenario è nata l’idea di celebrare il gatto con un convegno che si è svolto il 18 febbraio scorso presso la facoltà di Medicina Veterinaria dell’università degli studi di Teramo, grazie alla volontà comune del gruppo studentesco Ateneo Sport e Cultura e del preside il professor Fulvio Marsilio. Nella mattinata si sono avute due relazioni. La prima è stata quella della dottoressa Olga Pattacini, dell’Ausl di Reggio, che ha  illustrato la realtà a volte poco conosciuta dell’oasi felina dove i gatti possono essere gestiti correttamente sia dal punto di vista sanitario che etologico.


Alla presenza del rettore dell’università di Teramo, la professoressa Rita Tranquilli Leali, che ha partecipato attivamente raccontando alla platea le sue esperienze con gli amici felini, sono intervenuti il presidente del corso di laurea in Medicina Veterinaria, professor Lamberto Lambertini ed il professor Augusto Carluccio, presidente del corso di laurea in Tutela e Benessere Animale, laurea triennale unica nel suo genere in Italia, che conta 500 iscritti.


Soluzioni low cost

L’oasi felina è un luogo aperto, non un comune "gattile”. Si tratta di un posto dove gli animali hanno i propri spazi in cui sviluppare le corrette esperienze etologiche, e nel frattempo vengono controllati dal punto di vista sanitario. Oltre a ciò sono state illustrate anche diverse soluzioni low-cost per gestire anche in ambito domestico piccoli gruppi di gatti.


Censiti e mappati

Il secondo intervento ha avuto come relatrice Luana Stefani che ha riportato l’esperienza delle colonie feline riconosciute e ufficializzate dalla legge nazionale sulla prevenzione del randagismo (legge nazionale 281/91 "Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo”). La Stefani, vicepresidente dell’associazione Animal Welfare onlus, gestisce la colonia felina nel cimitero monumentale del Verano di Roma, dove ha provveduto a un primo censimento e mappatura dei gruppi felini.


Un impegno prezioso

Questa attività ha permesso di realizzare piani di controllo demografico tramite la sterilizzazione di tutti i componenti della colonia; contenere gli abbandoni anche con l’educazione degli operatori e dei visitatori; creare postazioni coperte per l’alimentazione della colonia felina.


Una lezione... speciale

Il pomeriggio ha avuto come protagonista una personalità in campo dell’etologia italiana: il professor Giorgio Celli, un vero e proprio "gattofilo” che ha dedicato gran parte della sua vita allo studio di questi felini. Celli è intervenuto con la sua lectio magistralis: "Il gatto di casa: etologia di un’amicizia”, spaziando dai riferimenti storici fino a quelli "condominiali” riguardanti il gatto.

 

Fusa mistiche

Chi di noi non ha mai attribuito alle fusa del gatto un significato mistico? Celli ha fatto notare come le fusa sembrino quasi una formula magica che il gatto recita per tranquillizzare il proprio padrone. Che poi è quanto dimostrato da numerosi studi di pet therapy riguardanti l’effetto benefico che il gatto ha sulla pressione cardiocircolatoria del padrone che lo accarezza. Alla fine è stato inevitabile anche un accenno alla polemica che negli ultimi mesi ha visto protagonista Beppe Bigazzi e le ricette a base di carne di gatto. A tutto ciò Celli ha risposto ironicamente sconsigliando il consumo di carne di gatto in quanto ricca di acidi urici. Per concludere, l’etologo ha anche immaginato un suo ipotetico stemma familiare con un gatto accompagnato dalla dicitura: "non amo comandare … ma nemmeno obbedire”.



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